Ricostruzione post sisma, parte il “Piano Chiese” | Ingegneri.info

Ricostruzione post sisma, parte il “Piano Chiese”

Al via il progetto per la ristrutturazione di 69 luoghi di culto nelle regioni colpite dal terremoto del 2016

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Parte il “Piano Chiese”, il progetto per la ricostruzione di ben 69 luoghi di culto colpiti dal sisma del 24 agosto del 2016. A dare il via libera all’esecutività degli interventi un’ordinanza del commissario di governo per la ricostruzione del Centro Italia, Vasco Errani, in attuazione della normativa contenuta nel decreto legge n. 8/2017 (di modifica del D.L. n. 189/2016). Il programma si concentra sulla riparazione di edifici di culto inagibili che possono essere ristrutturati con una spesa massima di 300 mila euro per intervento. Le 69 chiese in questione, come indica l’ordinanza n. 23 del 5 maggio 2017, si trovano in 14 Diocesi delle quattro regioni interessate dal sisma. Il costo complessivo per attuare questa prima tranche è di 14.358.500 euro. In ogni caso, la lista di 69 chiese è solamente “temporanea”, in quanto potrà essere aperta a nuovi interventi con ulteriori fondi da ripartire.

Tante le novità contenute nel decreto legge n. 8/2017. Innanzitutto, proprio per far sì che gli interventi siano più rapidi, sarà possibile l’affidamento diretto dei lavori da parte dei proprietari, tenendo conto di un progetto approvato dal locale Ufficio speciale per la ricostruzione, con fondi concessi direttamente dal vicecommissario di Regione. Servirà comunque l’ok del ministero dei Beni culturali. I soggetti attuatori, infatti, sono le stesse Diocesi, cioè “gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti così come stabilito nella lettera a) del comma 1 dell’articolo 14 del decreto legge n. 189 del 2016, territorialmente competenti, in ragione del fatto che gli stessi dispongono delle capacità amministrative, tecniche e operative necessarie per porre in atto le opere previste nei tempi rapidi coerenti con la finalità del programma”. L’ordinanza, inoltre, specifica che “Sarà cura dei soggetti attuatori verificare, in fase di esecuzione degli interventi immediati, la possibilità di procedere alla contestuale realizzazione di opere definitive e non provvisorie secondo quanto disposto dalla presente ordinanza, qualora ne emerga la possibilità in relazione alla prevedibile ottimizzazione dei tempi di cantiere e dalla conseguente convenienza economica”.

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Un capitolo importante riguarda il progetto da consegnare all’Ufficio speciale per la ricostruzione. Il documento dovrà contenere i seguenti elementi: la descrizione dei danni rilevati e degli interventi necessari sia per la messa in sicurezza che per rimuovere lo stato di inagibilità certificato dall’ordinanza comunale; l’indicazione degli interventi edilizi da eseguire, corredata da adeguati elaborati a norma della vigente legislazione; l’indicazione degli interventi strutturali da eseguire, sviluppata con adeguati elaborati, nei limiti di quanto disposto dalle norme tecniche approvate col decreto del Ministro delle infrastrutture del 14 gennaio 2008, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 29 del 4 febbraio 2008 e dalle “Linee Guida per la valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale allineate alle nuove Norme tecniche per le costruzioni” di cui alla Circolare del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo n. 26/2010; computo metrico estimativo dei lavori redatto sulla base del prezzario unico di cui all’articolo 6, comma 7, del decreto legge n. 189 del 2016 e integrato con le spese tecniche, distinte per ciascuna prestazione professionale richiesta nei limiti massimi stabiliti dal medesimo decreto legge; esauriente documentazione fotografica dei danni subiti dall’edificio.

Dopo questo passaggio fondamentale, i progetti con la richiesta del finanziamento andranno inviati entro il 5 luglio (60 giorni a partire dalla pubblicazione sul sito dell’ordinanza, avvenuta il 6 maggio). Insieme al progetto, la diocesi deve presentare la seguente serie di informazioni e documenti: gli estremi e la categoria catastali dell’edificio; la sua superficie complessiva; il numero e la data dell’ordinanza comunale di inagibilità; il nominativo degli eventuali proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo dell’edificio; il nominativo dei tecnici incaricati della progettazione e della direzione dei lavori e del coordinamento della sicurezza; l’impresa incaricata di eseguire i lavori, che deve essere stata scelta tra almeno cinque ditte, individuate nel rispetto dei principi di trasparenza, concorrenza e rotazione, mediante apposita procedura concorrenziale intesa all’affidamento dei lavori alla migliore offerta; gli estremi di un conto corrente bancario su cui far confluire le somme erogate a titolo di contributo.

Per quanto riguarda i requisiti delle imprese, è richiesta l’iscrizione all’anagrafe Antimafia e la regolarità contributiva e previdenziale attestata con il Durc (“rilasciato a norma dell’articolo 8 del decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 30 gennaio 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 125 del 1° giugno 2015”). Se l’intervento ha un costo superiore a 150 mila euro, serve la qualifica Soa.
Infine, la questione relativa al pagamento dei lavori. Per gli interventi di importo inferiore a 40 mila euro l’erogazione sarà liquidata “a seguito del deposito presso l’Ufficio speciale dei documenti comprovanti l’effettiva realizzazione dell’intervento, previo esperimento dei necessari controlli”. Per importi superiori, è prevista una anticipazione del 10%. Tuttavia, si legge nell’ordinanza, “su richiesta del soggetto attuatore, da formulare nei medesimi termini, possono altresì essere riconosciuti un’ulteriore anticipazione fino ad un massimo del 50% dell’importo del contributo, da corrispondere a seguito della consegna dei lavori e dell’attivazione del cantiere, ed ulteriori pagamenti a stati di avanzamento fino al 90% del contributo concesso. In tali ipotesi, il saldo finale è erogato alla presentazione dei documenti che comprovano l’effettiva realizzazione dell’opera ed esperiti i necessari controlli”.

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Di seguito, l’elenco dei luoghi di culto previsti dal Piano Chiese

Elenco luoghi di culto “Piano Chiese”
Regione Provincia Nome Edificio
Marche Provincia di Ancona Sant’Egidio – Staffolo
S. Maria in Campo – Fabriano
Beata Maria V. del Rosario – Serra San Quirico
San Marco Evangelista – Castelbellino
Santa Maria di Loreto – Castelplanio
S. Leonardo – Cupramontana
S. Pietro apostolo – Jesi
Santo Stefano Protomartire – Maiolati Spontini
Santuario di S Maria fuori Monsano – Monsano
S. Pietro apostolo – Monsano
S. Antonio di Padova – Santa Maria Nuova
San Pietro apostolo – Belvedere Ostrense
Provincia di Ascoli Piceno SS. Crocifisso – Acquasanta Terme
Maria SS Assunta – Ascoli Piceno
Madonna delle Grazie – Ascoli Piceno
San Lorenzo – Montegallo
S. Pietro – Palmiano
S. Stefano – Roccafluvione
San Giorgio – Venarotta
S. Francesco – Comunanza
S. Anna – Comunanza
Santa Maria Assunta – Cossignano
S. Francesco – Force
S. Lucia – Montalto delle Marche
S. Benedetto abate – Montemonaco
S. Niccolò – Monteprandone
SS. Gregorio Magno e Niccolò – Ripatransone
S. Lorenzo – Rotella
S. Giuseppe – San Benedetto del Tronto
Provincia di Fermo San Girolamo – Fermo
S. Michele Arcangelo – Montesampietro Morico
SS. Maria e Giorgio – Montappone
San Michele Arcangelo – Montefalcone Appennino
S. Bartolomeo – Morrovalle
Santissimo Salvatore – Torre San Patrizio
S. Michele Arcangelo – Montelparo
Provincia di Macerata Sant’Elena Imperatrice – Cingoli
S. Filippo Neri – Macerata
Umbria Provincia di Perugia S. Marco – Foligno
Maria Santissima Assunta – Foligno
S. Francesco – Foligno
S. Maria Maggiore – Spello
S. Antonio da Padova – Scheggia e Pascelupo
S. Bernardino – Umbertide
S. Michele Arcangelo – Campello sul Clitunno
S. Giovanni Battista – Cascia
S. Maria Annunziata – Cerreto di Spoleto
S. Michele Arcangelo – Norcia
S. Salvatore – Poggiodomo
S. Maria Assunta – Sellano
S. Venanzo – Spoleto
S. Pietro – Trevi
S. Maria – Vallo di Nera
Provincia di Terni SS. Pietro e Cesareo – Guardea
S. Maria della Cerqua – Narni
S. Andrea apostolo – Narni
S. Maria della Neve – Penna in Teverina
S. Pietro apostolo – Stroncone
Abruzzo Provincia di Teramo S. Margherita di Melegnano – Atri
S. Paolo apostolo – Colledara
Trasfigurazione – Cortino
S. Andrea apostolo – Cortino
S. Pietro in Col Pagano – Civitella del Tronto
S. Cipriano – Colonnella
S. Paolo apostolo – Torricella Sicura
Lazio Provincia di Rieti SS. Dionisio, Eleuterio e Rustico – Borgo Velino
S. Lorenzo Martire – Colle di Tora
S. Nicola di Bari – Concerviano
S. Maria del Cerreto – Leonessa

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