Terremoto Centro Italia: le proposte delle professioni tecniche | Ingegneri.info

Terremoto Centro Italia: le proposte delle professioni tecniche

La Rete delle professioni tecniche incontra il Governo e presenta un primo schema operativo per il piano di prevenzione del rischio sismico, a seguito del terremoto che ha colpito il Centro Italia

sicurezza_Edifici
image_pdf

Azioni concrete e costi certi per la messa in sicurezza del territorio e del patrimonio edilizio, urbano e rurale, nel rispetto dell’identità dei luoghi e dei paesaggi e che tiene conto, al tempo stesso, dei diversi aspetti della sicurezza del rischio sismico: sono questi gli assi portanti delle proposte avanzate al Governo dalla Rete delle professioni tecniche, all’interno di un incontro calendarizzato nell’ambito delle consultazioni su “Casa Italia”, il progetto avviato a seguito del sisma che ha colpito i Comuni del Centro Italia il 24 agosto 2016.

Le proposte finalizzate alla definizione del Piano di prevenzione del rischio sismico rappresentano “un primo schema di intervento che risponde alla necessità di agire celermente e in maniera efficace, non essendo la prevenzione ulteriormente procrastinabile se si considera la drammatica regolarità con la quale si verificano gli eventi sismici nel nostro Paese”, spiega la Rpt.

Tra le ulteriori richieste avanzate, stabilire un principio di obbligatorietà le azioni di messa in sicurezza degli edifici, diluito nel tempo. Ciò anche in virtù della stima fatta dalle professioni tecniche su tempi e costi: 30 anni per la messa in sicurezza delle strutture, 100 miliardi di euro la stime di spesa.

Rpt ha avanzato anche proposte che riguardano gli ambiti della formazione, come programmi di sensibilizzazione sul rischio sismico nelle scuole e corsi di aggiornamento dei professionisti tecnici per l’attuazione del piano di prevenzione.

La Rete delle professioni tecniche è l’organismo che raduna le ‘voci’ dei consigli nazionali delle professioni tecniche: architetti, ingegneri, geometri, dottori agronomi e dottori forestali, geologi, periti agrari, periti industriali, tecnologi alimentari, chimici.

Il documento che la RPT ha illustrato al Governo propone alcuni indirizzi operativi e metodologici per la definizione del Piano. Spiega Armando Zambrano, coordinatore della Rete e presidente del Consiglio nazionale ingegneri:

“Quello col Presidente Renzi e col Governo è stato un incontro molto interessante. Abbiamo percepito la loro volontà di affrontare sul serio la questione della messa in sicurezza delle abitazioni. Noi della Rete abbiamo affrontato, in particolare, il tema del rischio sismico, sottoponendo alcuni aspetti che ci riproponiamo di risolvere attraverso il nostro Piano. E’ importante che quest’ultimo non rimanga solo sulla carta ma che si passi al più presto ad una fase operativa, anche attraverso la semplificazione normativa, la definizione delle priorità nella messa in sicurezza, la previsione di incentivi per i cittadini interessati. In prospettiva, poi, il fascicolo del fabbricato permetterà di facilitare la conoscenza dello stato di sicurezza di ogni singolo edificio, avviando un percorso virtuoso che dovrà portare ogni italiano ad avere una casa sicura”.

Il documento è disponibile a questo link.

Approfondimenti: Gli edifici a grande luce e il rilievo del danno post-sisma in Emilia

Copyright © - Riproduzione riservata
Terremoto Centro Italia: le proposte delle professioni tecniche Ingegneri.info