Terremoto Marche, Calzolari: "Lo Stato incentivi l'adeguamento degli edifici privati" | Ingegneri.info

Terremoto Marche, Calzolari: “Lo Stato incentivi l’adeguamento degli edifici privati”

Parla Stefano Calzolari, presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Milano: "Promettere di ricostruire tutto è inverosimile, ma lo Stato deve incentivare l'adeguamento antisismico sugli edifici privati con incentivi simili alle rinnovabili"

Puntellamento di un edificio di pregio storico a Grisciano, frazione di Accumoli (fonte: Protezione Civile)
Puntellamento di un edificio di pregio storico a Grisciano, frazione di Accumoli (fonte: Protezione Civile)
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“E’importante che alcuni autorevoli opinionisti e commentatori segnalino come la promessa ‘ricostruiremo tutto‘ sia difficile se non impossibile da mantenere. Occorre essere realisti. Non è corretto allo stesso tempo dire che l’Italia non può permettersi un piano nazionale di adeguamento antisismico. E’ solo una questione di priorità e di obiettivi: non si può operare solo sulla base dell’emozione e dell’emergenza. La vera parola d’ordine è una e una sola: prevenzione, prevenzione, prevenzione”: è l’opinione di Stefano Calzolari, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Milano, a margine della grave situazione di emergenza nei territori delle Marche e dell’Umbria colpiti da una lunga sequenza di scosse sismiche, l’ultima delle quali il 30 ottobre scorso, magnitudo 6.5, al livello del terremoto dell’Irpinia del 1980.

Spiega Calzolari:

“I terremoti non si possono prevedere rispetto al quanto, ma al dove sì. Basta collegare con una ideale linea i luoghi colpiti da sisma dall’inizio del novecento ad oggi e il quadro si rende evidente. Occorre mettere in sicurezza non solo le zone oggi colpite ma intere regioni del sud e del nord che sono a forte rischio sismico. Lo Stato deve farlo per la sua parte negli edifici pubblici, ma allo stesso tempo deve favorire – come si è fatto per l’uso delle energie rinnovabiliattraverso agevolazioni l’intervento sugli edifici privati. Non occorre pensare a grandi opere, ma a lavori che intervengano in maniera chirurgica e precisa sull’esistente”.

“La via da perseguire nella ricostruzione delle zone oggi colpite dal sisma ce l’ha indicata un non addetto ai lavori, ma al contrario uno dei maggiori studiosi del medioevo al mondo, Andrè Vauchez, nel corso di un’intervista: ‘Restaurare quello che può essere restaurato…e laddove la ricostruzione fosse impossibile, inventare qualcosa di nuovo, con coraggio’. C’è da augurarsi che lo spirito costruttivo di questi giorni permanga e si perpetui nei mesi a venire”, conclude Calzolari.

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