Un nuovo futuro per il Palazzo Esposizioni di Pier Luigi Nervi a Torino? | Ingegneri.info

Un nuovo futuro per il Palazzo Esposizioni di Pier Luigi Nervi a Torino?

Dopo anni di indecisioni, la Città di Torino ha bandito lo studio di fattibilità che dovrebbe avviare il processo di rifunzionalizzazione dell'edificio

Foto di Andrea Cappello
Foto di Andrea Cappello
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Scade il 5 febbraio, dopo una proroga richiesta da più parti, il termine per la presentazione delle candidature per il bando a procedura ristretta per l’”affidamento dei servizi di ingegneria per la redazione dello studio di fattibilità degli interventi di recupero e rifunzionalizzazione del complesso di Torino Esposizioni, nel Comune di Torino”. Elaborato dalla società interamente partecipata dalla Regione SCR Piemonte per conto della proprietaria Città, è un bando che, come per Palazzo del Lavoro, si aspettava da molto tempo, più concretamente nell’aria già da qualche mese. E che, pubblicato a metà dicembre con scadenza originaria 22 gennaio, sta sicuramente attirando notevole interesse, sia per gli indiscussi importanza e valore dell’edificio sia per il notevole importo a base di gara, che, pur soggetto a un ribasso che si spera non sia troppo alto, è pari a 700.661,15 euro.

Risultato di interventi e addizioni successive e glorioso testimone del passato di one company town, Torino esposizioni all’apertura è stato definito dalla rivista francese Techniques et architecture “il più bel palazzo che l’Italia costruito”. Sorge su corso Massimo d’Azeglio, lungo le rive del Po ai margini meridionali del parco del Valentino, tradizionale area espositiva cittadina, in prossimità del Borgo medievale e del Castello, attuale e storica sede della facoltà di Architettura.

Il nucleo originario del complesso nasce nella seconda metà degli anni trenta del Novecento come Palazzo della Moda su progetto di Ettore Sottsass senior per ospitare, in accordo con il carattere ormai assunto dall’area, eventi espositivi. Accanto, sorge contestualmente il Teatro della moda, poi Teatro Nuovo, che in tutte le vicende successive mantiene un’autonomia e una funzione che tutt’ora ha.

Danneggiato dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, nell’immediato dopoguerra si affaccia l’idea, promossa da Fiat attraverso la costituzione dell’Ente Torino Esposizioni che riceve in concessione l’edificio dal Comune, di ampliarlo e destinare i nuovi spazi all’esposizione delle automobili.

Viene allo scopo redatto un progetto da Roberto Biscaretti di Ruffia sul quale si bandisce, orchestrato dal Servizio costruzioni Fiat diretto da Vittorio Bonadé Bottino, un appalto-concorso vinto dall’impresa Nervi e Bartoli. L’ingresso di Pier Luigi Nervi dà una svolta al percorso dell’erigendo ampliamento, che prevede la creazione di un salone a grande luce, 81×110 m, da coprire senza appoggi chiuso posteriormente da un abside e inizialmente introdotto da un giardino.

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Palazzo Esposizioni nel 1948 (foto: Archivio Storico Fiat)

La realizzazione della copertura di Torino esposizioni, è, nella carriera professionale di Nervi e nella storia dell’ingegneria mondiale, un punto chiave: è infatti il primo edificio in cui l’ingegnere costruttore ha l’occasione di sperimentare e sviluppare un sistema costruttivo che poi renderà celebre, guardando solo all’Italia, il Palazzo dello Sport di Roma e l’aula delle udienze papali in Vaticano, il ferrocemento.

Sorretta da imponenti pilastri inclinati che, con la stessa funzione dei contrafforti, contengono le ingenti spinte orizzontali di una copertura alta quasi 20 m, la botte ribassata del salone principale è una successione di archi uguali l’un l’altro affiancati costituiti ognuno da un insieme modulare di conci prefabbricati per un totale di 13 per ogni arco. I conci, spessi 4 cm e di peso estremamente limitato, sono realizzati in cantiere secondo un sistema economico e semplice, eseguibile da una manodopera poco specializzata quale quella italiana del secondo dopoguerra, che produce un numero finito di riutilizzabili stampi per dare forma a elementi solidarizzati da cemento armato dopo la loro posa su casseforme sostenute da enormi ponteggi metallici. Lo stesso sistema costruttivo è utilizzato per la copertura della semicupola dell’abside, in cui il ferrocemento è plasmato in file concentriche di elementi di forma romboidale.

 

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Elementi della volta – foto: Pier Luigi Nervi Project

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foto: Pier Luigi Nervi Project

Il complesso, inaugurato nel 1948 per il 31° salone dell’automobile, vedrà negli anni immediatamente successivi altri due ampliamenti, il primo ingloba il giardino e il secondo crea una nuova e più piccola sala alle spalle del teatro, collegata internamente con il salone principale e dotata di un accesso indipendente dalla laterale via Petrarca che molto presto viene utilizzata come palazzo del ghiaccio in cui si disputano gare di hockey e pattinaggio.

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Il Salone dell’Auto nel 1954 – Foto: Archivio Storico Fiat

Torino esposizioni è area espositiva della Fiat fino alla metà degli anni ottanta. Ma nel corso del tempo, e con il progressivo abbandono della città da parte dell’industria automobilistica, cambia molte funzioni rimanendo un contenitore in larga parte vuoto e sempre alla ricerca di una destinazione d’uso definitiva. Teatro a parte, gli incredibili spazi nerviani sono utilizzati dalla Città come contenitori per esposizioni e mostre, tutte temporanee, mentre la parte progettata da Ettore Sottsass senior ospita aule dell’Università.

Il progetto di cui si è bandito il piano di fattibilità dovrebbe trasferire dentro rinnovati spazi la nuova biblioteca civica e aule per la vicina facoltà di Architettura. La conclusione del processo è ancora lontana, ma i lavori successivi dovrebbero procedere per lotti per i quali l’Ordine degli Architetti di Torino ha chiesto, e si spera venga ascoltato, il bando di distinti concorsi in due fasi.

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