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Requisiti professionali dei certificatori energetici: il decreto in Gazzetta

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Nella Gazzetta Ufficiale n. 149 del 27 giugno 2013, è stato pubblicato il Regolamento di attuazione dell’art. 4, comma 1, lett. c) del D.Lgs. 19 agosto 2005 n. 192 che definisce i requisiti professionali ed i criteri di accreditamento necessari per assicurare la qualificazione professionale e l’indipendenza dei tecnici esperti e degli organismi abilitati a rilasciare la certificazione energetica degli edifici.

Il provvedimento dovrebbe chiudere così la procedura di infrazione a carico dell’Italia per incompleto recepimento della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico nell’edilizia, garantire l’assenza di conflitti d’interesse nel settore ed un’applicazione omogenea e coordinata delle norme per la certificazione energetica degli edifici su tutto il territorio nazionale.

Sono abilitati ai fini dell’attività di certificazione energetica, e quindi riconosciuti come soggetti certificatori:

–       i tecnici abilitati;

–       gli Enti pubblici e gli organismi di diritto pubblico operanti nel settore dell’energia e dell’edilizia;

–       gli organismi pubblici e privati qualificati a effettuare attività di ispezione nel settore delle costruzioni edili, opere di ingegneria civile in generale e impiantistica connessa, accreditati presso l’organismo nazionale italiano di accreditamento o altro soggetto equivalente in ambito europeo;

–       le società di servizi energetici (ESCO).

I requisiti necessari per ottenere l’abilitazione allo svolgimento dell’attività di certificazione sono:

–       il diploma di istruzione tecnica nel settore tecnologico o la laurea;

–       l’iscrizione all’Ordine professionale di riferimento;

–       la frequenza di corsi di formazione, di almeno 64 ore, sulla certificazione energetica degli edifici, autorizzati dal Ministero dello Sviluppo economico di concerto con i Ministeri delle Infrastrutture e dell’Ambiente.

Se sono assenti competenze in alcuni campi, il certificatore è tenuto a farsi affiancare da un altro tecnico abilitato.

Il regolamento stabilisce che i tecnici devono anche assicurare imparzialità di giudizio, all’atto di sottoscrizione dell’attestato di certificazione energetica, e dichiarare l’assenza di conflitti di interessi.

In particolare, nel caso di certificazione di edifici di nuova costruzione, i tecnici devono dichiarare di non essere coinvolti in maniera diretta o indiretta nella progettazione o nella realizzazione dell’edificio da certificare. Nel caso, invece, sia di edifici esistenti che di nuovi edifici il tecnico deve dichiarare di non essere coinvolto nell’approvvigionamento di componenti e materiali ed il committente non può essere  né un coniuge né un parente fino al quarto grado.

Il certificatore deve essere quindi indipendente ed imparziale.

Vengono poi stabiliti i contenuti minimi e la durata minima dei corsi di formazione per i tecnici abilitati alla certificazione. A livello nazionale, i corsi possono essere svolti da università, organismi ed enti di ricerca, consigli, ordini e collegi professionali autorizzati dal Ministero dello sviluppo economico, d’intesa con i Ministeri delle infrastrutture e dell’ambiente. A livello regionale, invece, possono essere organizzati dalle Regioni e dalle Province autonome o comunque da soggetti con competenza specifica ed in possesso di idonea autorizzazione.

Infine, l’attestato di certificazione energetica assume ora valenza di atto pubblico ai sensi dell’articolo 481 del codice penale, con responsabilità diretta del tecnico abilitato che sottoscrive l’atto.

 

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