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Rete professioni tecniche un flop? La risposta di Zambrano

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Armando Zambrano, coordinatore della Rete delle professioni tecniche (Rpt) ha replicato alle critiche contenute in un recente articolo apparso sul sito Lavori Pubblici dal titolo “Il flop della Rete delle professioni tecniche e il ruolo dei Consigli nazionali”, che aveva appunto definito come flop l’azione dell’organismo che raccoglie 600mila professionisti tecnici italiani.

“Il presentarsi alle istituzioni in forma unitaria – dice Armando Zambrano – ha accresciuto la capacità dei professionisti di incidere sui processi normativi. Questo è un grande successo”. “Ricordo a chi ne mette in discussione l’utilità – afferma Zambrano – che la Rete delle professioni tecniche è nata in primo luogo per coordinare la presenza a livello istituzionale degli enti rappresentativi delle professioni tecniche e scientifiche che vi aderiscono. In questo senso ha ottenuto importanti e significativi riscontri, essendo ormai riconosciuta a livello istituzionale come rappresentante delle nove professioni coinvolte. Presentandosi non singolarmente ma come rete, tutte le professioni tecniche hanno accresciuto la capacità di incidere sui processi anche normativi che le vedevano prima ai margini”.

Quindi il Coordinatore della Rpt pone l’accento, tra gli altri, sul significativo risultato ottenuto in occasione della promulgazione del decreto n.143 del 31 ottobre 2013, recante la determinazione dei corrispettivi da porre a base di gara nelle procedure di affidamento di contratti pubblici dei servizi relativi all’architettura e all’ingegneria, da anni atteso da tutti professionisti del settore.

“Senza l’azione incisiva della Rete delle professioni tecniche – rivendica Zambrano – questo decreto non avrebbe mai visto la luce. Oltre a questo sono decine le proposte di legge, gli emendamenti e i documenti elaborati e condivisi in seno alla Rete che hanno trovato grande attenzione presso le istituzioni e alle forze politiche, soprattutto perché elaborati da un nuovo soggetto che rappresenta oltre 600mila professionisti. In questo senso, La Rete ha dato voce unitaria alle istanze di professioni che costituiscono il patrimonio di conoscenze tecniche e scientifiche del paese. Questo è stato ed è un grande successo”.

“Certamente – conclude Zambrano – occorre fare dei passi avanti. La scelta  di formalizzare la nascita di questo nuovo soggetto attraverso la sottoscrizione di un formale statuto e di dare alla nuova associazione un’organizzazione autonoma, negli ultimi mesi è stata rallentata dall’impegno che ci ha visti protagonisti sulle cose concrete. Ma il percorso sta per arrivare a compimento. Nel mese di settembre, ad esempio, la Rete potrà contare su una sede propria e il suo sito internet è in corso di implementazione. Forse in questi mesi abbiamo più “fatto” che “comunicato”. Questo anche perché, in molti dei tavoli nei quali siamo coinvolti, ci si chiede più di avere contributi concreti che non azioni mediatiche di corto respiro”.

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