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Vetro e vetrocemento negli edifici storici: degrado e sostituzione

Come intervenire in caso di fenomeni di degrado del vetro e del vetrocemento nelle architetture storiche?

Sostituzione di un pannello in vetrocemento, Palazzo Strozzi, Mantova (Foto F. Biondi, proprietà Monte Paschi Siena)
Sostituzione di un pannello in vetrocemento, Palazzo Strozzi, Mantova (Foto F. Biondi, proprietà Monte Paschi Siena)
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Il vetro e i prodotti vetrosi come il vetrocemento sono stati molto utilizzati nelle architetture di inizio Novecento. Quali sono le cause dei fenomeni di degrado e gli interventi di sostituzione o ripristino più indicati, in particolare per le lastre in vetro e per il vetrocemento?

Le lastre in vetro
Il vetro è un materiale fragile che, più di ogni altro, è soggetto a micro- e macrofratture, per il ridotto spessore della lastra, per i sistemi di ancoraggio, per le eventuali deformazioni legate al comportamento del telaio metallico del serramento che lo sostiene.
La modalità di ancoraggio della lastra di vetro, che talvolta è direttamente inserita nella muratura e talaltra è inserita per una profondità insufficiente nel telaio metallico, può provocare il degrado del materiale stesso o la rottura dell’elemento.
Altre sollecitazioni possono essere indotte sul vetro dalla corrosione dei telai metallici in ferro finestra o dalla loro deformazione a causa della pressione del vento o di movimenti legati al comportamento termico della chiusura esterna.
A ciò occorre aggiungere le inefficienze prestazionali delle lastre che, per il loro ridotto spessore e per il tipo di serramento in cui sono inserite, sono del tutto inadeguate alle attuali richieste delle normative in materia di risparmio energetico, di coibenza acustica e di sicurezza sui luoghi di lavoro.

Come intervenire, quindi, sulle lastre in vetro?
Per i motivi detti, e per la fragilità del materiale stesso, le lastre di vetro originarie, anche se ancora integre, sono spesso soggette a interventi di sostituzione con prodotti a prestazioni termiche più elevate (vetrocamera, lastre bassoemissive, spesso inserite in nuovi serramenti a taglio termico, vetri temprati o stratificati). Non mancano comunque casi in cui si è preferito conservare il serramento originario, affidando le prestazioni richieste dalla normativa a una nuova pelle interna.

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Il vetrocemento
Analogamente alle lastre di vetro, anche quelle in vetrocemento sono tra gli elementi più deboli di molte costruzioni del Novecento.
L’irraggiamento solare, con la dilatazione termica che determina, induce sulla lastra sollecitazioni che possono anche portare alla rottura della lastra stessa, soprattutto in caso di ridotto spessore.
Inoltre, è sempre problematico il contatto del vetro con altri materiali, soprattutto metallo e malta cementizia. In questo caso le prevalenti forme di degrado sono da ascriversi alla carbonatazione del calcestruzzo e alla ossidazione e corrosione dei ferri di armatura, alla conseguente fessurazione del getto e al distacco tra le parti componenti. Talvolta l’impasto del calcestruzzo è stato confezionato con troppo cemento, e ciò ha dato luogo a eccessivi ritiri. Altre volte, per inadeguatezza o assenza del cartone catramato o del mastice di asfalto a protezione degli elementi, i tondini metallici sono entrati in contatto con i bordi dei diffusori, provocando tensioni e rotture.
Inoltre, per l’eccesso di sollecitazioni di compressione o di pressoflessione, le deformazioni in assenza di giunti elastici possono provocare rotture o lesioni assai dannose, anche perché favoriscono le infiltrazioni di acqua all’interno.

Come intervenire sul vetrocemento?
Spesso l’intervento di riparazione di elementi in vetrocemento danneggiati comporta lo smontaggio e il ripristino integrale, per cercare di correggere quei difetti che ne hanno provocato il degrado, come scarsa pendenza della struttura orizzontale, assenza di giunti tra diffusori e parti cementizie, assenza di giunti di dilatazione tra la lastra e la struttura in cui è collocata ecc.
La produzione attuale, però, non è la stessa del passato e per questo la sostituzione di un elemento con uno identico è pressoché impossibile. Possibile invece è la lavorazione superficiale e la colorazione del diffusore di produzione attuale in modo da riproporre almeno il medesimo effetto percettivo, assicurando allo stesso tempo migliori prestazioni tecnologiche all’insieme.

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