Robotica: si apre la fase dell'industrializzazione | Ingegneri.info

Robotica: si apre la fase dell'industrializzazione

wpid-6040_dustbot.jpg
image_pdf

Da Dustbot, il robot spazzino della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa (nella foto), a Nuway, che si bilancia sulle due ruote attraverso accelerometri e giroscopi. E ancora, dalle capsule endoscopiche Vector, che saranno in grado di eliminare i tumori gastrointestinali. Poi c’è Lurch dell’AIRlab Politecnico di Milano, la carrozzina robotizzata per disabili che si guida con un nuova interfaccia che cattura i segnali elettrici generati da occhi, muscoli e cervello e Kuka Light Weight Robot, il primo robot di servizio a essere immesso sul mercato su larga scala.

Il laboratorio di Robotica dell’Enea ha invece esposto alcune macchine dedicate ai servizi di security: come Prassi, un robot mobile dotato di webcam, utile per sostituire l’intervento umano in aree a rischio, Tessa, occhio elettronico per realizzare video e foto in 3D in alta risoluzione dei fondali e, infine, Venus, veicolo sottomarino per monitoraggio ambientale, sorveglianza, sicurezza, oceanografie e archeologia subacquea.

Robovie-X è invece un robot umanoide agile e veloce, in grado di camminare, sdraiarsi e rialzarsi da solo, mentre Omnidome è un sistema per la videosorveglianza che integra due telecamere, una motorizzata e una omnidirezionale, che interagiscono grazie a un software intelligente di elaborazione delle immagini per consentire di supervisionare tutto l’ambiente.

Tutto questo, e altro ancora, è stato in mostra a Milano alla seconda edizione di Robotica, la rassegna italiana dedicata ai robot umanoidi e dei service robot. Automi di tutte le fogge e dimensioni che ci permettono di intravedere come potrà cambiare la nostra vita di tutti i giorni. “Tra qualche anno potremo probabilmente avere il sollievo di essere sostituiti dai robot in alcune funzioni ripetitive – commenta Attilio Sacripanti, fisico, docente universitario e ricercatore dell’Enea – e, forse, stupirci di averli come compagni per la strada”.

Del resto la robotica – dagli aspirapolvere automatici agli elettrodomestici sempre più intelligenti, alla domotica – ha già riempito le nostre vite. La vera novità sta nel fatto che, piano piano, i robot – nati inizialmente per eseguire compiti pericolosi, ripetitivi e di precisione – si stanno avvicinando all’ambiente umano.

“È in questo senso che si parla di robot di servizio, di interazioni tra uomo e robot, di robot companion – spiega Arianna Menciassi della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa -. Basta pensare a uno degli ambiti applicativi dove la rivoluzione robotica è in atto, quello della medicina, dove il suo utilizzo in terapia e in chirurgia ha recentemente permesso di aumentare la precisione, la ripetibilità e la qualità degli interventi”.

A Robotica 2010 si è discusso infatti dei motivi per lo sviluppo dei robot umanoidi, come validi assistenti alle nostre attività quotidiane. “I robot antropomorfi possono aiutarci in molti modi – ha spiegato Giulio Sandini, direttore dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) – in primis perché, avendo forma umanoide, possono svolgere le stesse azioni che possiamo svolgere noi. Inoltre, l’antropomorfismo dei robot ci permette di riuscire a comunicare con loro in modo semplice, permettendo di imparare rapidamente. In questo senso, l’IIT sta sviluppando iCub, il robot in grado di apprendere in modo autonomo come un bambino di due anni e mezzo.

Insomma, sembra proprio che la robotica umanoide stia passando dalla fase di ricerca a quella di industrializzazione e che il settore prometta grandi innovazioni e sviluppi.

di O.O.

Copyright © - Riproduzione riservata
Robotica: si apre la fase dell'industrializzazione Ingegneri.info