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Ambienti confinati: il limite di esposizione professionale a sostanze tossiche

Il limite di esposizione professionale a sostanze tossiche è un parametro internazionale espresso in diverse maniere. Ecco le principali

Ferrocisterna e autocisterna
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Il limite di esposizione professionale a sostanze tossiche viene sovente indicato tramite il cosiddetto “valore limite di soglia”: tra i più diffusi il TLV® (Threshold Limit Value) i cui valori riferiti a un gran numero di sostanze vengono periodicamente aggiornati e pubblicati dalla American Conference of Governmental Industrial Hygenists (ACGIH); i dati pubblicati costituiscono la sintesi di ricerche e studi epidemiologici effettuati su scala mondiale da diverse Organizzazioni.

Nello specifico il TLV-TWA (TLV, Time Weighed Average) indica, per una data sostanza, la concentrazione ambientale media aerodispersa al di sotto della quale si ritiene che la maggior parte dei lavoratori possa rimanere esposta continuativamente, giorno dopo giorno, per tutta la vita lavorativa, senza effetti negativi per la salute.

Questo limite di esposizione si ritiene possa essere cautelativo per la quasi totalità della popolazione lavorativa sebbene, come per tutti i limiti analoghi, a causa della differente suscettibilità individuale, possano insorgere in soggetti sensibili, sintomi e patologie anche per esposizione a concentrazioni inferiori a questi.

Nella pratica, l’indice di esposizione ammette escursioni in eccesso, cioè ammette che un lavoratore possa rimanere esposto a concentrazioni anche superiori al valore numerico indicato, purché queste escursioni vengano compensate, nelle 8 ore, da esposizioni più basse del TLV fissato, in modo che la media ponderale nel periodo rimanga in ogni caso entro il limite.

Per esposizioni di breve durata (15 minuti) il limite, più alto del TLV-TWA, viene espresso tramite TLV-STEL (TLV-Short Term Exposure Limit). Questo valore limite trova un significato nel caso di necessità di accesso a un ambiente confinato per periodi brevissimi o per motivi di soccorso; garantisce comunque su un largo campione di lavoratori che non insorgano stati irritativi, danni tissutali cronici o irreversibili, narcosi di grado sufficiente a incrementare il rischio di infortuni, che sia impedito l’autosoccorso o venga ridotta l’efficienza lavorativa.

Viene anche definito un valore limite assoluto, noto come TLV-C (TLV-Ceilng), che indica la concentrazione massima ammissibile per un’esposizione anche solo istantanea.

La concentrazione di riferimento è normalmente espressa in ppm (parti per milione) se la sostanza tossica si trova allo stato gassoso, oppure in mg/m3 se la sostanza si trova sotto forma di fumi, polveri o aerosol. Le due unità che esprimono la concentrazione di una data sostanza in aria sono convertibili mediante le seguenti formule:

mg/m3 = (ppm) × (peso molecolare sostanza) / 24,45
ppm = (mg/m3) × 24,45 / (peso molecolare sostanza)

dove 24,45 è il volume standard di un gas ideale espresso in m3/kmole oppure l/mole alla pressione di 760 mmHg e alla temperatura di 25 °C.

Questi valori limite pubblicati dalla ACGIH sono largamente utilizzati su scala mondiale sebbene non ovunque abbiano validità legale.

Negli Stati Uniti, ad esempio, vengono indicati dall’OSHA e dal NIOSH gli indici PEL (Permissible Exposure Limit), REL (Recommended Exposure Limit) e IDLH (Immediately Dangerous to Life or Health).

Il PEL costituisce quindi un limite con validità legale per l’esposizione di un lavoratore a una sostanza chimica o agente fisico.

Analogamente ai TLV®, per i PEL esistono valori relativi alla media ponderata nel tempo (TWA), per esposizioni di breve durata (STEL) e limiti massimi.

I PEL si basano su TLV® degli anni Sessanta anche se, in molti casi, sono stati aggiornati per confronto con REL e IDLH pubblicati dal NIOSH in anni più recenti. Secondo autorevoli igienisti industriali molti degli attuali valori dei PEL non sono sufficientemente cautelativi nei confronti della salute dei lavoratori.

PEL e IDLH sono riferiti, al contrario dei TLV®, anche a agenti di rischio di tipo fisico. Analogo significato hanno altri indici reperibili in letteratura (sulle MSDS o su altri documenti ufficiali) quali il MAK (Maximale Arbeitsplat-Konzentration) in uso nei Paesi di lingua tedesca, i VME (Valeur Moyenne d’Exposition) e VLE (Valeur Limite d’Exposition) in uso in Francia e in altri Paesi francofoni o i WEL (Workplace Exposure Limit) in uso in UK. In alcuni casi viene utilizzato anche l’indice DL50 che si riferisce alla dose risultata letale per il 50% delle cavie testate in laboratorio. Più recentemente anche la Comunità Europea ha introdotto valori TLV di riferimento.

Si noti che i valori numerici dei vari indici precedentemente indicati, riferiti alla medesima sostanza, spesso differiscono.

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