Ambienti confinati: il 'rischio occulto' di funghi, prioni e altri agenti biologici | Ingegneri.info

Ambienti confinati: il ‘rischio occulto’ di funghi, prioni e altri agenti biologici

Il rischio biologico negli ambienti confinati necessita un lavoro di identificazione e adeguate operazioni preventive di bonifica

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Il rischio biologico negli ambienti confinati è determinato dalla presenza di agenti biologici. Può essere definito agente biologico qualsiasi organismo vivente, o parte di esso, che può essere causa di infezione, allergia o intossicazione; sono compresi in questa definizione virus, batteri, funghi, endotossine e micotossine, spore fungine, parassiti, acari, insetti, allergeni ecc.

Tali microrganismi non sono visibili né percepibili in alcun modo e rappresentano per i lavoratori e per l’uomo in generale, un rischio occulto non facilmente identificabile e valutabile.

I microrganismi proliferano ovunque, indipendentemente dall’area geografica e dalla temperatura ambientale. Molti di essi fanno parte della normale flora cutanea e intestinale di tutti gli esseri viventi e appartengono alla specie mesofila che vive tra i 20 e i 40 °C; quelli che vivono a temperature più alte sono detti termofili, quelli che vivono a temperature più basse sono detti psicrofili.

Numerosi agenti patogeni hanno avuto un impatto sulla storia dell’uomo essendo stati la causa di decimazioni epidemiche: tra questi la lebbra, il vaiolo, la peste, la malaria, la febbre gialla, la tubercolosi.

Gli effetti sulla salute determinati dai numerosi agenti patogeni possono essere i più vari e soprattutto di diversa entità, ma in generale sempre riconducibili a infezioni, intossicazioni e allergie. Tra le più diffuse patologie si possono elencare: listeriosi, tubercolosi, legionellosi, brucellosi, dermatomicosi, leptospirosi, salmonellosi, parassitosi varie, enterocoliti. Allergie e infezioni alle vie respiratorie, costituiscono in genere patologie non gravi, ma abbastanza frequenti.

L’infezione prende corso quando i microrganismi divengono attivi e si moltiplicano all’interno dell’organismo umano; gli agenti biologici vengono anche classificati in base alla loro pericolosità nei confronti dell’uomo correlabile, nel complesso, alle seguenti caratteristiche:
• infettività;
• patogenicità;
• trasmissibilità;
• neutralizzabilità.

L’insieme delle caratteristiche di infettività e patogenicità viene anche detto “virulenza”.

Agenti biologici in ambiente confinato
Allergeni: sono sostanze che possono causare una reazione allergica oppure ipersensibilità in persone predisposte. Tra gli allergeni più frequenti vi sono: pollini, acari della polvere domestica, forfore di animali domestici, sostanze o prodotti chimici di sintesi oppure di origine vegetale o animale (ad esempio lattice, cereali, farine, piante), veleno di alcuni insetti (ad esempio api, vespe ecc.).

Batteri: si tratta di organismi piccolissimi, lunghi da 1 a 10 μm costituiti da una sola cellula. Si trovano in tutti gli ambienti di vita e di lavoro e hanno bisogno della presenza di diversi fattori favorevoli (temperatura, umidità, sostanze nutritive) per potersi sviluppare e diffondere. Alcuni batteri vengono utilizzati in numerosi processi industriali quali, ad esempio: produzione di formaggi, yogurt, tabacco, fibre tessili, farmaci, enzimi, detergenti, concia delle pelli.

I batteri patogeni possono provocare malattie nell’uomo. La capacità di produrre una malattia e la sua gravità variano a seconda della virulenza della specie batterica e delle condizioni generali dell’organismo infettato.

Fra le malattie batteriche più gravi vi sono colera, tetano, gangrena gassosa, lebbra, dissenteria, tubercolosi, sifilide, febbre tifoide, difterite, brucellosi, polmonite.

Funghi: quelli che interessano l’uomo da un punto di vita infettivo, allergico o tossico negli ambienti di lavoro, si suddividono genericamente in lieviti (unicellulari) e muffe (pluricellulari). Tra le specie più comunemente implicate in patologie occupazionali si trovano gli aspergilli responsabili di aspergilloma polmonare, aspergillosi polmonare o sistemica, aspergillosi broncopolmonare allergica.

Parassita: si tratta di un organismo che vive a spese di un altro organismo (ospite). Il parassita trae vantaggio (nutrimento, protezione) a spese dell’ospite creandogli un danno.

Prioni: dall’inglese PRION (acronimo di PRoteinaceus Infective ONly particle ovvero “particella infettiva solamente proteica”), è il nome attribuito originariamente a un “agente infettivo non convenzionale” di natura proteica. Non è considerabile a rigore un microrganismo, poiché privo di acidi nucleici. È considerato omologo a un virus patogeno sebbene le sue proprietà biochimiche si discostino dalla classica definizione di virus, dove l’informazione genetica viene veicolata da acidi nucleici. I prioni sono causa di una serie di malattie in una varietà di organismi, tra cui l’encefalopatia spongiforme bovina (BSE – nota anche come “malattia della mucca pazza”) in bovini e la malattia di Creutzfeldt-Jakob (CJD) negli esseri umani.

Virus: è un organismo privo di struttura cellulare, di dimensioni variabili tra 17 e 300 nanometri, contenente acido nucleico (DNA o RNA) racchiuso in un involucro proteico (capside). È capace di moltiplicarsi soltanto mediante infezione di un organismo ospite, in base all’organismo infettato. Si distinguono virus veri e propri, che parassitano cellule eucariote (animali e piante) e batteriofagi che infettano cellule procariote (batteri).

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