Antincendio nelle strutture sanitarie: cosa cambia con le nuove norme? | Ingegneri.info

Antincendio nelle strutture sanitarie: cosa cambia con le nuove norme?

La nuova regolamentazione antincendio nelle strutture sanitarie estende le tutele anche agli ambulatori di medie dimensioni e modifica la figura del responsabile tecnico

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La nuova regolamentazione nel settore antincendio, introdotta dal decreto del Ministero dell’Interno del 19 marzo 2015, permetterà di rafforzare la sicurezza delle strutture sanitarie. Con la nuova normativa infatti sono state ampliate le tutele negli ambulatori di medie dimensioni e ridotti i costi per le imprese con la possibilità di individuare il responsabile tecnico dell’antincendio all’interno del proprio team di lavoro.

Il decreto ribadisce la gamma delle misure utili a prevenire e limitare gli incendi, come la riduzione degli arredi composti da materiale facilmente combustibile e la chiara indicazione di vie di fuga, e introduce diverse novità rispetto al precedente del 2002. Dopo ospedali, asl e grandi cliniche, si dovranno adeguare alle norme anche gli ambulatori medici con una superficie superiore ai 500 mq, finora esclusi, a garanzia dei pazienti e dei lavoratori che li frequentano.

Si apre una nuova finestra per consentire l’adeguamento a tali strumenti per le strutture sanitarie in regime di ricovero ospedaliero o residenziale con oltre 25 posti letto che non abbiano assolto agli obblighi previsti dal 2002.

Il tempo per adeguarsi è di nove anni, scegliendo due strade alternative: seguire i dettami standard del decreto oppure proporre un piano di implementazione delle misure di sicurezza specifico per la struttura. I responsabili dovranno presentare al Comando dei Vigili del Fuoco la segnalazione certificata relativa al completo adeguamento antincendio, oltre che la SCIA contenente un piano di gestione della sicurezza finalizzato alle disposizioni antincendio. L’avanzamento del progetto dovrà essere verificato ogni tre anni, consentendo di distribuire investimenti e lavori durante un ampio margine temporale.

Il responsabile tecnico della sicurezza antincendio potrà anche coincidere con altre figure presenti all’interno dell’azienda sanitaria, riducendo notevolmente i costi interni, purché in possesso di un attestato di specializzazione.

 Di questi temi si è discusso a Roma il 27 maggio 2015 durante la giornata di studio “Le strutture sanitarie e la nuova normativa di prevenzione incendi” organizzata dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma e dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco della capitale presso cui si è tenuto l’incontro. A introdurre  i lavori il Capo del Corpo nazionale dei VV.F., l’ingegnere Gioacchino Giomi.

“Consentendo di individuare il responsabile dell’esecuzione del progetto di adeguamento all’interno dell’azienda si ottiene un duplice vantaggio – afferma Giomi –  l’imprenditore diventa più autonomo, perché non deve necessariamente ricorrere alla costante assistenza dei Vigili del fuoco, che pertanto possono concentrarsi sui controlli per una maggiore garanzia di sicurezza dei cittadini”.

“Entrare nel merito della normativa obbligherà i professionisti tecnici dell’antincendio ad aumentare le proprie competenze – ha affermato Carla Cappiello, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Roma – per garantire alti standard di sicurezza in un ambito di grandissima importanza come quello sanitario”.

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