Business Continuity in caso di disastro: perché le aziende non possono farne a meno | Ingegneri.info

Business Continuity in caso di disastro: perché le aziende non possono farne a meno

Pianificare una strategia per evitare danni ingenti al patrimonio aziendale nonché l’estromissione dal mercato in caso di disastro naturale è essenziale: l’esperto fa il punto

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Un’azienda, deve prevedere l’imprevedibile. Deve calcolare in caso di situazioni avverse, gli impatti di un’eventuale interruzione delle attività, analizzando tutti gli aspetti che concorrono alla gestione, dalla tecnologia, alle risorse umane, all’organizzazione, alla logistica e al settore commerciale del prodotto finito.
Entra così in gioco il concetto di Business Continuity, una valutazione capace di garantire la continuità operativa, quindi il processo produttivo dell’azienda, soprattutto in un momento di crisi.
Tale valutazione diventa attuativa attraverso una organizzazione preventiva del sistema operativo per la gestione in caso di interruzione, analizzando tutti i rischi a cui è soggetta, le vulnerabilità e le possibili salvaguardie, la mappatura di tutti i processi critici aziendali.
L’impresa deve prevedere, nella sua gestione, le varie strategie da attuare prima che accada l’irreparabile.

Nell’analisi di tutte le problematiche che possono intercorrere durante le fasi operative, in caso di evento emergenziale, deve essere analizzata la macchina aziendale, dalla struttura alla produzione, alla gestione del personale e la sua tutela in ambito di sicurezza lavorativa, consentendo, in caso di evento eccezionale, di proseguire con la massima efficacia possibile le proprie mansioni, senza interrompere i processi operativi.
L’obiettivo, infatti, non è solo quello di resistere a un drammatico evento naturale o eccezionale, ma anche di agevolare la continuità produttiva, per il bene di tutta la comunità e di tutti i mezzi diretti e indiretti necessari al funzionamento del polo industriale.
L’Italia è un territorio soggetto a diversi eventi naturali disastrosi. Pensiamo ad eventi sismici, trombe d’aria, dissesti idrogeologici e frane, che evidenziando la pericolosità a cui sono soggette molte aree con insediamenti produttivi. Tale pericolosità registra, in caso di fenomeno disastroso, notevoli danni e perdite economiche alle strutture, agli impianti, a tutto ciò compone la produzione, compresa la perdita di prodotto finito da immettere nel mercato.

Tutti abbiamo presente i danni e le perdite subite in Abruzzo nel 2009, Emilia-Romagna nel 2012 colpendo oltre alle abitazioni un ampio comparto industriale, nelle zona delle Marche-Abruzzo e Lazio nel 2016, coinvolgendo e mettendo in ginocchio molte imprese agricole ed attività commerciali.
Eventi imprevedibili, siano essi di tipo naturale o eccezionale, sono generatori di criticità, diretta ed indiretta, interessando l’ aspetto organizzativo, produttivo ed economico di un settore molti più ampio della sola azienda, ma diventando uno stato di crisi amplificato.
In un panorama produttivo complesso fatto di elementi prodotti in siti diversi e poi assemblati, diventa fondamentale che il nostro concetto di sicurezza e business continuity sia condiviso con tutti i produttori con cui collaboriamo al fine di realizzare una efficace supply chain.
La supply chain è l’insieme di punti di produzione e sistemi di trasporto in entrata ed in uscita delle merci, quali materie prime e prodotto finito, con rapporti di fornitura in continua variazione nel tempo, che comportano ulteriori rischi in caso di eventi critici. È necessario attuare una non limitata al proprio sito produttivo ma collegiale, richiedendo gli stessi standard produttivi e prevedendo dei meccanismi che garantiscano la business continuity a fronte di interruzioni nella supply chain.

Perché allora la business continuity è uno strumento strategico?
Esso è la strategia principe che ha lo scopo di garantire la sopravvivenza, in termini di continuità e di redditività, di tutte le funzioni organizzative aziendali, in condizioni di crisi. Si esplicita attraverso processi e procedure il cui scopo è di mantenere operativo ogni funzione durante e a seguito di un evento eccezionale, riducendo al minimo i tempi di ripresa. Tali strategie trovano voce e sviluppo nell’analisi di tutti i processi, tutte le attività da svolgere per garantire la continuità e la redditività, in condizioni di crisi. Le risorse necessarie al loro svolgimento, predisponendo e programmando i mezzi essenziali per lo sviluppo delle attività vitali in caso di interruzione del processo operativo. Dispone di strategie per minimizzare i rischi ed i danni, trovando soluzioni alternative per l’esecuzione delle funzioni critiche. Le tempistiche di ripristino e le risorse necessarie. Oltre alle disposizioni prevede una formazione continua del personale in grado di gestire l’emergenza e le procedure di ripristino per il ritorno alla normale attività.
La stesura di strategie attuative per la continuità operativa non devono essere statiche, ma in continua evoluzione per migliorare e perfezionare situazioni che si possono verificare, prestando attenzione al continuo sviluppo e ricerca tecnologica, alla conoscenza e consapevolezza di una memoria storica di eventi passati.
L’interruzione si può verificare, a prescindere dalle probabilità di accadimento di un determinato evento.

Il piano attuativo di continuità operativa è un documento che dispone degli strumenti attraverso strategie operative, atte a prevedere prima di un evento, tutte le attività necessarie alla salvaguardia del personale e di tutto il know how aziendale, la tecnologia e la conseguente automazione dei processi oltre alla continuità o ripresa della produzione.
A seguito di un disastro naturale, la perdita totale o parziale della produzione può causare l’uscita dal mercato dell’azienda colpita, con ripercussioni sia sotto l’aspetto produttivo, sia economico che occupazionale.
Pianificare un modus operandi prima di un evento disastroso, permette di avere tutte quelle informazioni e metodologie necessarie per sopperire in tempi brevi ed in modo sicuro, così da riattivare velocemente l’attività.
La memoria di situazioni passate deve essere da input per aggiornare e migliorare la gestione delle fasi operative, così da essere sempre preparati al verificarsi di un evento critico. Tali aggiornamenti comportano un perpetuo miglioramento ed ottimizzazione dei processi operativi che rappresentano il core business aziendale.
Eventi catastrofici passati hanno causato blocchi a realtà produttive ed insediative, ancora oggi visibili sul territorio nazionale, con ingenti perdite economiche e danni strutturali. Alluvioni e smottamenti, così come tornado, che periodicamente affliggono il territorio creando situazioni emergenziali.
La prevenzione è un approccio che permette di avere attenzione ipotizzando situazioni imprevedibili, progettando un’operatività continua.
Una delle più importanti strategie operative è la formazione. La continua formazione del personale alle procedure da attuare in caso di crisi. Una formazione continua e costruttiva, mediante reciproco scambio di informazioni, teoriche e pratiche, condivisioni di situazioni da affrontare e possibili soluzioni da attuare. Un allenamento continuo a schemi diversi, perché diverse ed inaspettate possono essere le situazioni di crisi.

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