Certificato prevenzione incendi CPI: cos'è, normativa e attività soggette | Ingegneri.info

Certificato prevenzione incendi CPI: cos’è, normativa e attività soggette

Il Certificato di Prevenzione Incendi e gli altri procedimenti autorizzativi per la sicurezza antincendio, alla luce delle ultime novità. L'approfondimento di Ingegneri.info

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Il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) è uno degli aspetti più delicati e importanti della progettazione antincendio. In questo articolo abbiamo raccolto tutte le informazioni sul certificato di prevenzione antincendio: normativa, attività soggette a CPI, nuove procedure, costi e tariffe, informazioni su rinnovo e deroghe e tutte le informazioni che ogni professionista antincendio dovrebbe sapere. Il tutto sempre redatto dagli esperti da Ingegneri.info.
Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da un’evoluzione della normativa antincendio, ma non solo quella che riguarda la progettazione della sicurezza antincendio. Anche le procedure autorizzative sono state aggiornate e semplificate, rispetto al passato. Vediamo quindi le normative riguardanti il certificato prevenzione incendi principali.

Certificato prevenzioni incendi: normativa
Il riferimento normativo principale che introduce tali novità è il Decreto del Presidente della Repubblica del 1° agosto 2011, n. 151, entrato in vigore il 7 ottobre 2011. Sono stati quindi abrogati e sostituiti dal D.P.R. n. 151/2011: il D.M. 16 febbraio 1982, il D.P.R. n. 37/1998, il D.P.R. n. 689/1959, il D.P.R. n. 214/2006 e l’art. 16 del D.Lgs. n. 139/2006 (CPI).
L’obiettivo del nuovo regolamento è quello di promuovere lo sviluppo del sistema produttivo e la competitività delle imprese, in base ai seguenti principi:
a) proporzionalità degli adempimenti amministrativi in relazione alla dimensione dell’impresa e al settore di attività;
b) eliminazione di autorizzazioni, licenze, permessi nonché delle procedure non necessarie;
c) estensione dell’utilizzo dell’autocertificazione;
d) Informatizzazione adempimenti e procedure amministrative.

Nuove procedure di prevenzione incendi
Nuovo Regolamento Precedente Regolamento
D.P.R. n. 151/2011 D.P.R. n. 37/1998 Regolamento sulla disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi
D.M. 16 febbraio 1982 Elenco delle attività soggette alle visite e ai controlli di prevenzione incendi
D.M. 7 agosto 2012 D.M. 4 maggio 1998 Disposizioni relative alle modalità di presentazione delle istanze per i procedimenti di prevenzione incendi e alla documentazione da allegare
D.M. 2 marzo 2012 D.M. 3 febbraio 2006 Tariffe dovute per i servizi a pagamento resi dai VV.F.

La novità della SCIA
Il nuovo regolamento tiene conto delle citate esigenze di semplificazione amministrativa, dell’introduzione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) e della normativa sullo Sportello Unico per le attività produttive (S.U.A.P.), di cui al D.P.R. 7 settembre 2010, n. 160.
L’art. 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e s.m. come sostituito con art. 49, comma 4 bis del D.L. 31 maggio 2010, n. 78 convertito in legge 30 luglio 2010, n. 122 prevede che ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione, permesso o nulla osta comunque denominato è sostituito da una segnalazione corredata da dichiarazioni/attestazioni/asseverazioni di tecnici abilitati e idonei elaborati. Oggi si può dare avvio ad un’attività fin dalla data di presentazione della SCIA.
In questo articolo potrai approfondire i seguenti temi:
– Certificato di Prevenzione Incendi: quali sono le attività soggette
– Certificato di prevenzione incendi per attività normate e non normate
– Le modifiche all’elenco delle Attività soggette
– Certificato di prevenzione incendi: costi e tariffe
– Rinnovo del certificato di prevenzione incendi
– Deroghe al certificato di prevenzione incendi
– Nulla osta di fattibilità (art. 8 del D.P.R. n. 151/2011)
– Verifiche in corso d’opera (art. 9 del D.P.R. n. 151/2011)
– Raccordo con le procedure SUAP (art. 10 del D.P.R. n. 151/2011)
– Disposizioni transitorie e finali (art. 11 del D.P.R. n. 151/2011)
– Modalità di presentazione delle istanze di prevenzione incendi: valutazione dei progetti e SCIA
– Qual’è la modulistica da utilizzare per le istanze di prevenzione incendi
– Il Tecnico abilitato e il professionista antincendio
Per ulteriori approfondimenti, ti suggeriamo “Antincendio. Casi pratici di progettazione”, di Filippo Cosi, Wolters Kluwer, 2017, un volume aggiornato con le ultime RTV che propone un approccio alla materia attraverso la Fire Safety Engineering.

Certificato di Prevenzione Incendi: quali sono le attività soggette a CPI
All’interno del nostro forum molto spesso ci viene chiesto quali siano le attività soggette a CPI, l’elenco di queste e la categorizzazione delle stesse. In questo paragrafo abbiamo realizzato un completo elenco delle attività soggette a certificato prevenzione incendi in relazione a dimensioni, settore di appartenenza e altri fattori come descritto dalla normativa in vigore.
L’Allegato 1 del D.P.R. n. 151/2011 contiene un elenco di 80 attività, considerate a maggior rischio in caso d’incendio, quindi soggette ai controlli di prevenzione incendi, comunemente denominate “Attività soggette” a CPI.
In relazione a dimensioni, settore di attività, esistenza di regole tecniche, sicurezza pubblica, e con differenziazione degli adempimenti procedurali, il nuovo regolamento prevede la suddivisione delle attività soggette nelle seguenti categorie:
– Categoria A: non è obbligatorio chiedere ai VVF la valutazione del progetto. I sopralluoghi da parte dei VVF sono effettuati a campione; in caso di effettuazione del sopralluogo il titolare dell’attività può richiedere il rilascio del verbale di visita tecnica. Si tratta di attività normate, ovvero dotate di ‘regola tecnica’ e con un limitato livello di complessità;
– Categoria B: è obbligatorio chiedere ai VVF la valutazione del progetto. I sopralluoghi da parte dei VVF sono sempre effettuati a campione; in caso di effettuazione del sopralluogo il titolare dell’attività può richiedere il rilascio del verbale di visita tecnica. Si tratta di attività presenti nella categoria A (dotate di “regola tecnica”) ma con un maggiore livello di complessità oppure di attività sprovviste di regola tecnica, ma con livello di complessità inferiore rispetto alla successiva categoria C;
– Categoria C: è obbligatorio chiedere ai VVF la valutazione del progetto. I sopralluoghi da parte dei VVF sono effettuati obbligatoriamente, al termine dei quali viene rilasciato il Certificato di Prevenzione Incendi. Si tratta di attività con alto livello di complessità, indipendentemente dalla presenza di una “regola tecnica”.
Il Certificato di Prevenzione Incendi attesta:
• il rispetto delle prescrizioni previste dalla normativa di prevenzione incendi;
• la sussistenza dei requisiti di sicurezza antincendio nei locali, attività, depositi, impianti ed industrie pericolose, individuati, in relazione alla detenzione ed all’impiego di prodotti infiammabili, incendiabili o esplodenti che comportano, in caso di incendio, gravi pericoli per l’incolumità della vita e dei beni ed in relazione alle esigenze tecniche di sicurezza.

Figura 1. Procedure di prevenzione incendi per le tre categorie di attività

Figura 1. Procedure di prevenzione incendi per le tre categorie di attività

Certificato di prevenzione incendi per attività normate e non normate
Può capitare il caso in cui l’attività non rientri tra le attività soggette a CPI sopra elencate e quindi non sia soggetta ai controlli di prevenzione incendi (valutazione del progetto e sopralluogo) ma sia comunque obbligatorio, nella progettazione e nella gestione, il rispetto delle norme antincendio in vigore.
Un esempio è quello delle attività di Ufficio:

Aziende ed uffici

Aziende ed uffici con oltre 300 persone presenti
Da 25 fino a 300 persone Da 300 fino a 500 persone Da 500 fino a 800 persone Oltre 800 persone
Soggetta al D.P.R. n. 151/2011 Categoria NON soggetta Soggetta, n. 71
Categoria A
Soggetta, n. 71
Categoria B
Soggetta, n. 71
Categoria C
Soggetta a valutazione del progetto NO NO SI SI
Soggetta a sopralluogo dei VVF NO A campione A campione SI
Soggetta a SCIA NO SCIA SCIA SCIA
Documento rilasciato dai VVF NO Verbale di visita tecnica Verbale di visita tecnica C.P.I.
Soggetta al D.M. 22/02/2006 (1) SI SI SI SI
Soggetta al D.M. 03/08/2015 (R.T.O.) e D.M. 08/06/2016 (R.T.V.) (2) NO SI SI SI

Note:
(1) il D.M. 22 febbraio 2006 rappresenta la regola tecnica “tradizionale” di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l’esercizio di edifici e (o locali destinati ad uffici con più di 25 persone presenti.
(2) il D.M. 3 agosto 2015 è anche noto come Codice di prevenzione incendi, costituisce la nuova Regola Tecnica Orizzontale (R.T.O.). Applicato unitamente al D.M. 8 giugno 2016 (nuova Regola Tecnica Verticale riguardante l’attività di ufficio con più di 300 persone presenti), può essere applicato in alternativa alla R.T.V. tradizionale del 2006.

Le modifiche all’elenco delle Attività soggette a certificato prevenzione incendi
Rispetto al precedente elenco di cui al D.M. 16 febbraio 1982, l’Allegato I del D.P.R. n. 151/2011 introduce diverse modifiche, ecco una sintesi.

Cancellazioni
Effettuate per attività obsolete o riconducibili ad altre
Vani ascensori e montacarichi
Stabilimenti per la produzione di pellicole cinematografiche
Nuove attività
Inserite per effetto della loro trasformazione nel tempo e/o per la tipologia di rischio associato
Aerostazioni
Stazioni ferroviarie e marittime
Metropolitane
Interporti
Gallerie ferroviarie e stradali
Demolizioni di veicoli
Complessi edilizi “promiscui”
Macchine elettriche
Campeggi, villaggi turistici, Residence, Rifugi alpini
Asili nido, ecc. …
Ridefinizioni
Consentono di definire meglio l’assoggettabilità
Edifici destinati a uso civile
Locali di spettacolo e trattenimento
Edifici sottoposti a tutela
Strutture Sanitarie “ambulatoriali”, ecc. …
Suddivisioni
Tengono conto delle diversità dei processi produttivi
Aziende per la costruzione di veicoli e quelle per la manutenzione
Accorpamenti
Riguardano attività con medesime tipologie di rischio
Lavorazioni con gas infiammabili
Stabilimenti ove si producono e impiegano liquidi infiammabili
Prodotti in gomma
Materiali plastici

Certificato di prevenzione incendi: costi e tariffe
Dopo aver affrontato il tema delle attività soggette è bene parlare di tariffe e costi del certificato prevenzione incendi.
Il costo dei servizi resi a pagamento dal C.N.VVF è definito da:
• D.M. 2 marzo 2012;
• Tariffario allegato alla Lett. Circ. 13061 del 6 ottobre 2011.
Tutti i procedimenti che non presuppongono un sopralluogo (VP, DEROGA, RINNOVO, NOF) sono calcolati sulla base della tariffa oraria pari a 50 euro.
I procedimenti che necessitano di sopralluogo (SCIA e VIC) sono calcolati sulla base della tariffa oraria pari a 54 euro.
Il calcolo del costo complessivo di ciascun servizio, anche comprendente più di un’attività soggetta, è possibile direttamente dal sito www.vigilfuoco.it, alla sezione Prevenzione Incendi. Di seguito un esempio

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Rinnovo del certificato di prevenzione incendi
Un altro tema spesso affrontato nel forum di Ingegneri.info è il rinnovo del CPI scaduto. In questo paragrafo è possibile trovare le informazioni circa la scadenza del CPI, deroghe e tutte le informazioni riguardanti il rinnovo del certificato prevenzione incendi.
L’attestazione di rinnovo periodico di conformità antincendio che, ogni 5 anni, il titolare delle attività di cui all’Allegato I del presente regolamento è tenuto ad inviare al Comando, è effettuata tramite una dichiarazione attestante l’assenza di variazioni alle condizioni di sicurezza antincendio corredata dalla documentazione prevista dal D.M. 7 agosto 2012. Il Comando rilascia contestuale ricevuta dell’avvenuta presentazione della dichiarazione.
Per le attività di cui ai numeri 6, 7, 8, 64, 71, 72 e 77 dell’Allegato I (quelle che erano a scadenza una tantum secondo il D.M. 16 febbraio 1982) la cadenza quinquennale di cui al comma 1 è elevata a 10 anni. Il CPI , ove previsto non viene più rinnovato, in quanto non ha più validità temporale.

Deroghe al certificato di prevenzione incendi
Qualora le attività soggette ai controlli di prevenzione Incendi (tutte: A-B-C) presentino caratteristiche tali da non consentire l’integrale osservanza delle regole tecniche di prevenzione incendi vigenti, gli interessati, con le modalità stabilite dal D.M. 7 agosto 2012 possono presentare al Comando istanza di deroga al rispetto della normativa antincendio.
Possono presentare istanza di deroga, con le stesse modalità, anche i titolari di attività non soggette, disciplinate da specifiche regole tecniche di prevenzione incendi.
Il Comando esamina l’istanza e, con proprio motivato parere, la trasmette entro 30 gg alla Direzione regionale. Il Direttore, sentito il Comitato tecnico regionale per la prevenzione incendi, di cui all’art. 22 del D.Lgs. 8 marzo 2006, n. 139, si pronuncia entro 60 gg dalla ricezione dell’istanza, e ne dà contestuale comunicazione al Comando.

Nulla osta di fattibilità (art. 8 del D.P.R. n. 151/2011)
Trattasi di un nuovo procedimento volontario introdotto dal D.P.R. n. 151/2011.
Gli enti e i privati responsabili delle attività soggette nelle categorie B e C, possono richiedere al Comando l’esame preliminare della fattibilità dei progetti di particolare complessità, ai fini del rilascio del nulla osta di fattibilità. Il NOF non è previsto per le attività in cat. A in quanto non è richiesta la valutazione del progetto. Il NOF non sostituisce la valutazione del progetto ai sensi dell’art. 3 del D.P.R. n. 151/2011. Il NOF è un servizio a pagamento e le tariffe stabilite dalla Lett. Circ. 13061 sono pari a quanto richiesto per l’esame del progetto della corrispondente attività di cat. B o C. Il Nulla osta di fattibilità secondo quanto indicato dalla Lett. Circ. n. 13061 del 6 ottobre 2011 può essere richiesto in riferimento ad uno o più aspetti rilevanti ai fini antincendi. Il comando secondo la Lett. Circ. n. 13061 del 6 ottobre 2011 si deve esprimere entro 30 gg.

Verifiche in corso d’opera (art. 9 del D.P.R. n. 151/2011)
Trattasi di un nuovo procedimento volontario introdotto dal D.P.R. n. 151/2011.
Gli enti e i privati responsabili di tutte le attività soggette, possono richiedere al Comando l’effettuazione di visite tecniche, da effettuarsi nel corso di realizzazione dell’opera. Come per il NOF, nel caso di progetti di particolare complessità per tutte le attività soggette, è possibile richiedere al Comando l’effettuazione di visite tecniche da effettuarsi in corso d’opera (VIC), che non sostituiscono i controlli da effettuarsi a seguito di presentazione della SCIA ai sensi dell’art. 4 del D.P.R. n. 151/2011. Il comando, come per il NOF, si deve esprimere entro 30 gg. Anche le VIC sono un servizio a pagamento e le tariffe stabilite dalla Lett. Circ. 13061 sono pari a quanto richiesto per la SCIA della corrispondente attività di cat. A, B o C. Le verifiche in corso d’opera possono riguardare gli stessi aspetti rilevanti ai fini antincendi già previsti per il NOF.

Raccordo con le procedure SUAP (art. 10 del D.P.R. n. 151/2011)
Per le attività di cui all’Allegato I del D.P.R. n. 151/2011 di competenza del SUAP si applica il D.P.R. 7 settembre 2010, n. 160.
Le attività di categoria A ricadono nel Procedimento automatizzato di cui al Capo III del DPR 160/2010, fatti salvi i casi in cui si applica il procedimento ordinario di cui al Capo IV dello stesso decreto (assenza di regola tecnica).
Le attività di categoria B e C invece ricadono nel Procedimento ordinario di cui al Capo IV del D.P.R. n. 160/2010, in quanto in questo caso serve il parere preliminare del Comando VVF.

Figura 2. Schema del Procedimento automatizzato

Figura 2. Schema del Procedimento automatizzato

Figura 3. Schema del Procedimento ordinario

Figura 3. Schema del Procedimento ordinario

Disposizioni transitorie e finali (art. 11 del D.P.R. n. 151/2011)
1.1 Nuove attività introdotte dal D.P.R. n. 151/2011
Gli enti e i privati responsabili delle nuove attività introdotte all’Allegato I, esistenti alla data di pubblicazione del presente regolamento, devono espletare i prescritti adempimenti entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.
Tale data è stata prorogata più volte e attualmente il termine fissato è il 31 dicembre 2017 (D.L. 30 dicembre 2016, n. 244 – cosiddetto decreto mille-proroghe, convertito in legge 27 febbraio 2017), purché sia stato acquisito il parere di conformità, ove previsto, entro il 1° novembre 2017.
1.2 Attività esistenti già in possesso di C.P.I.
Gli enti e i privati responsabili delle attività di cui all’Allegato I, esistenti alla data di entrata in vigore del presente regolamento ed in possesso del Certificato di prevenzione incendi, alla scadenza del medesimo Certificato devono espletare gli adempimenti prescritti all’articolo 5 del presente regolamento (Attestazione di rinnovo periodico).
1.3 Attività con scadenza una tantum
I responsabili delle attività di cui al comma 2, dell’art. 5 (att. 6, 7, 8, 64, 71, 72, 77 dell’All. I – quelle con scadenza una tantum ai sensi del D.M. 16 febbraio 1982), presentano la prima attestazione di rinnovo periodico, entro i seguenti termini:
a) entro 6 anni dalla data di entrata in vigore del regolamento per le attività con CPI una tantum rilasciato prima del 1° gennaio 1988;
b) entro 8 anni dalla data di e.i.v. del regolamento per le attività con CPI una tantum rilasciato tra il 1° gennaio 1988 ed il 31 dicembre 1999;
c) entro 10 anni dalla data di e.i.v. del regolamento per le attività con CPI una tantum rilasciato tra il 1° gennaio 2000 e la data di e.i.v. del regolamento.
1.4 Procedimenti avviati con il previgente regolamento e non ancora conclusi
In caso di procedimenti avviati con il D.P.R. n. 37/1998 e non ancora conclusi, la Lett. circ. 13061 distingue i seguenti casi.

Figura 4. Procedimenti avviati con il previgente regolamento e non ancora conclusi

Figura 4. Procedimenti avviati con il previgente regolamento e non ancora conclusi 

Figura 5. Schematizzazione del caso più frequente

Figura 5. Schematizzazione del caso più frequente

Modalità di presentazione delle istanze di prevenzione incendi: valutazione dei progetti e SCIA
Il 27 novembre 2012 è entrato in vigore il D.M. 7 agosto 2012 recante disposizioni per le modalità di presentazione delle istanze dei procedimenti di prevenzione incendi e alla documentazione da allegare. Esso ha abrogato e sostituito il D.M. 4 maggio 1998.

L’istanza di valutazione dei progetti deve contenere
1 Generalità e domicilio del richiedente o del legale rappresentante
2 Specificazione delle attività soggetta principale e delle eventuali attività soggetti secondarie
3 Ubicazione prevista per la realizzazione delle opere
4 Informazioni generali sull’attività principale e sulle eventuali attività secondarie e indicazioni del tipo di intervento in progetto
Allegati
4 Documentazione tecnica, a firma di tecnico abilitato, conforme a quanto previsto dall’Allegato I
5 Attestato del versamento

 

La segnalazione Certificata di Inizio Attività deve contenere
1 Generalità e domicilio del richiedente o del legale rappresentante
2 Specificazione delle attività soggetta principale e secondarie
3 Dichiarazione di impegno all’osservanza degli obblighi connessi con l’esercizio dell’attività
Allegati
4 Asseverazione, a firma di tecnico abilitato, attestante la conformità dell’attività ai requisiti di prevenzione incendi
5 Certificazioni e dichiarazioni previste dall’Allegato II
6 Per le attività soggette di cat. A, relazione tecnica ed elaborati grafici, a firma di tecnico abilitato
7 Attestato del versamento

Modifiche ad attività esistenti
In caso di modifiche che comportano un aggravio delle preesistenti condizioni di sicurezza antincendio, gli elaborati grafici possono limitarsi alla sola parte oggetto di modifica, tranne la planimetria generale. Nel caso di utilizzo dell’approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio, la documentazione tecnica deve essere a firma di professionista antincendio ed integrata con quanto stabilito dal D.M. 9 maggio 2007, ivi compreso il documento contenente il programma per l’attuazione del SGSA.
– Modifiche che comportano un aggravio alle preesistenti condizioni di sicurezza
Fermo restando la necessità di una nuova valutazione progetto (B e C) alla SCIA è allegata la stessa documentazione delle nuove attività riferita alla parti oggetto di variazione:
a) asseverazione, a firma di tecnico abilitato, attestante la conformità dell’attività ai requisiti di prevenzione incendi alla quale sono allegati:
1) certificazioni e dichiarazioni previste dall’Allegato II;
2) per le attività soggette di cat. A, relazione tecnica ed elaborati grafici, a firma di tecnico abilitato;
b) attestato del versamento.
– Modifiche che NON comportano un aggravio alle preesistenti condizioni di sicurezza
Alla scia è allegata la stessa documentazione delle nuove attività riferita alle parti oggetto di variazione:
a) asseverazione, a firma di tecnico abilitato, attestante la conformità dell’attività, limitatamente agli aspetti oggetto di modifica, ai requisiti di prevenzione incendi, alla quale sono allegate:
1) relazione tecnica ed elaborati grafici, nonché dichiarazione di non aggravio del rischio incendio, a firma di tecnico abilitato;
2) certificazioni o dichiarazioni, ove necessario, a firma di professionista antincendio
b) attestato del versamento.
– Modifiche non sostanziali (non ricomprese nell’art. 4, comma 6 del D.P.R. n. 151/2011)
Tali modifiche sono documentate al Comando all’atto della presentazione della attestazione di rinnovo periodico di conformità antincendio. Per l’individuazione di tali modifiche si può fare riferimento ai criteri di cui all’Allegato IV del D.M. 7 agosto 2012 oppure, in alternativa, alla valutazione dei rischi di incendio dell’attività.

Figura 6. Procedure in caso di modifiche ad attività esistenti

Figura 6. Procedure in caso di modifiche ad attività esistenti

Qual’è la modulistica da utilizzare per le istanze di prevenzione incendi
Con la nota n. 13552 è stato diramato il decreto del direttore centrale per la prevenzione e sicurezza tecnica – DCPST n. 200 del 31 ottobre 2012 che ha modificato la modulistica da utilizzare per le istanze di prevenzione incendi. La nuova modulistica è obbligatoriamente in uso dal 27 novembre 2012.
La modulistica è stata ulteriormente aggiornata a seguito dell’entrata in vigore del D.M. 7 agosto 2012 e del nuovo Regolamento Prodotti da Costruzione CPR (CE n. 305/2011). La nota DCPREV n. 4849 del 14 aprile 2014 ha modificato i modelli, da utilizzarsi obbligatoriamente al posto dei precedenti, dal 1° maggio 2014.

La nuova modulistica
1 Istanza di valutazione del progetto Mod. PIN 1-2012
2 S.C.I.A. Mod. PIN 2-2014
3 S.C.I.A. per depositi di GPL Mod. PIN 2 gpl-2014
4 Asseverazione ai fini della sicurezza antincendio Mod. PIN 2.1-2014
5 Attestazione per depositi di GPL Mod. PIN 2.1-gpl-2014
6 Certificazione di resistenza al fuoco Mod. PIN 2.2-2012 – CERT.REI
7 Dichiarazione inerente i prodotti Mod. PIN 2.3-1024 – DICH.PROD.
8 Dichiarazione di corretta installazione e funzionamento dell’impianto Mod. PIN 2.4-2012 – DICH.IMP.
9 Certificazione di rispondenza e di corretto funzionamento dell’impianto Mod. PIN 2.5-2014 – CERT.IMP.
10 Dichiarazione di non aggravio del rischio incendio Mod. PIN 2.6-2012
11 Dichiarazione di installazione per depositi di GPL Mod. PIN 2.7-2012
12 Attestazione di rinnovo periodico di conformità antincendio Mod. PIN 3-2014
13 Attestazione di rinnovo periodico di conformità antincendio per depositi di GPL Mod. PIN 3-gpl-2014
14 Asseverazione ai fini della attestazione di rinnovo periodico di conformità antincendio Mod. PIN 3.1-2014
15 Dichiarazione per depositi di GPL Mod. PIN 3.1-gpl-2012
16 Istanza di deroga Mod. PIN 4-2012
17 Istanza di nulla osta di fattibilità Mod. PIN 5-2012
18 Istanza di verifiche in corso d’opera Mod. PIN 6-2012
19 Voltura Mod. PIN 7-2012

Il Tecnico abilitato e il professionista antincendio
Diverse norme e circolari di settore fanno riferimento a due termini: “Tecnico abilitato” e “Professionista antincendio”, non nuove del settore, ma sono necessari alcuni chiarimenti.
Decreto del 7 agosto 2012, articolo 1 :
Il “Tecnico abilitato” è: professionista iscritto in albo professionale, che opera nell’ambito delle proprie competenze. In parole povere è l’ingegnere, l’architetto, il geometra o perito iscritto al proprio albo professionale.
Il “Professionista antincendio” è: professionista iscritto in albo professionale, che opera nell’ambito delle proprie competenze ed iscritto negli appositi elenchi del Ministero dell’interno di cui all’articolo 16 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139. Cioè è quel professionista già iscritto al proprio albo professionale ma che ha superato gli esami previsti dal Decreto legislativo 139 del 2006 (ex legge n. 818/1984). Questi corsi permettono di elevarsi un gradino sopra al tecnico abilitato perché permettono di apporre la propria firma su una serie di atti previsti dalla legislazione antincendio che il semplice ingegnere non può porre.
Le modalità di accesso agli esami sono date dal D.M. 5 agosto 2011 “Procedure e requisiti per l’autorizzazione e l’iscrizione dei professionisti negli elenchi del Ministero dell’interno di cui all’articolo 16 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139.”
Nella pratica le due figure si distinguono dal fatto che il tecnico abilitato può produrre solo parte della documentazione da allegare alla SCIA, mentre le altre certificazioni a corredo della segnalazione certificata di inizio attività, necessitano della firma del professionista antincendio, come stabilito dall’articolo 16 del D.Lgs. 139 del 2006, al comma 4.

Progetto antincendio
1 Progetto con approccio tradizionale Tecnico abilitato
2 Progetto per deroga Professionista antincendio
3 Progetto con approccio prestazionale Professionista antincendio
4 Progetto per Nulla Osta di Fattibilità Tecnico abilitato
Certificazioni del professionista da allegare ai fini della SCIA finale antincendio
5 Asseverazione Tecnico abilitato
6 Modello CERT.REI Professionista antincendio
7 Modello DICH.PROD. Professionista antincendio
8 PROGETTO (attività cat. A) Tecnico abilitato
9 DICH. NON AGGRAVIO RISCHIO Tecnico abilitato
10 Asseverazione per rinnovo CPI Tecnico abilitato

Leggi anche: Fire Safety Engineering in un’attività di deposito: un esempio pratico

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