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Che cosa fa il Coordinatore per la Sicurezza in fase di Progettazione (CSP)

L’attività del Coordinatore per la Sicurezza in fase di Progettazione (CSP) è quella di redigere il piano di sicurezza e coordinamento. Approfondimento e schede tecniche

Engineer co-workers discussing a project
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Il coordinatore in materia di sicurezza e salute durante la progettazione dell’opera (CSP), e comunque prima della richiesta di presentazione delle offerte, deve, secondo quanto richiesto dal TU, art. 91, comma 1, let. a), redigere il piano di sicurezza e di coordinamento previsto dall’art. 100.

È sempre compito del CSP predisporre (art. 91, comma 1, let. b)), predisporre un fascicolo, i cui contenuti sono definiti dall’allegato XVI, contenente le informazioni utili ai fini della prevenzione e protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, tenendo conto delle specifiche norme di buona tecnica e dell’allegato II al documento n. UE 26/05/93; il fascicolo non è predisposto nel caso di appalto di lavori di manutenzione ordinaria di cui all’art. 3, comma 1, lett. a) della D.P.R. n. 380/2001. Lo stesso documento (art. 91, comma 2) deve essere “preso in considerazione” all’atto di eventuali lavori successivi sull’opera (manutenzione ecc.).

Rimandando allo specifico paragrafo per la disamina del PSC, è opportuno però chiarire cosa intenda il legislatore per «Fascicolo contenente le informazioni utili ai fini della prevenzione e protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori». Il Fascicolo dell’opera, deve essere considerato come lo strumento che permette, mediante un’attenta analisi dei rischi effettuata dai progettisti (architettonici, strutturali, impiantistici) e dal CSP, l’applicazione delle misure generali di tutela dell’art. 15 del D.Lgs. n. 81/2008 (valutare i rischi, eliminare i rischi, ridurre i rischi alla fonte ecc.), al momento delle scelte architettoniche, tecniche ed organizzative che avranno ricadute sull’esecuzione di futuri lavori sull’opera, eliminando o minimizzando i rischi.

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Gli obblighi previsti dal comma 2-bis riguardano la valutazione del rischio da rinvenimento di ordigni bellici inesplosi.

✔ Esempio
Il CSP dovrà effettuare la valutazione avvalendosi, in una prima fase, delle informazioni disponibili localmente. Si dovrà informare, pertanto, se nell’area oggetto dei lavori di scavo, sono stati rinvenuti ordigni bellici inesplosi, se la stessa area è stata teatro di eventi bellici, ecc. (queste informazioni sono reperibili presso Memorie di cittadini e associazioni, Fonti bibliografiche di storia locale, Fonti conservate presso gli Archivi di Stato: archivi dei Comitati Provinciali Protezione Antiaerea e archivi delle Prefetture, Fonti bibliografiche e documentarie delle Forze Alleate, Sitografia specializzata, Ufficio BCM dei Reparto Infrastrutture E.I., Aerofototeca Nazionale Roma). È anche possibile procedere utilizzando metodi di indagine magnetica. Un’altra possibilità è quella offerta dalle Autorità competenti a cui il CSP si può rivolgere per avere un parere sulla necessità di procedere o meno alla bonifica. È opportuno ricordare che l’Autorità competente in materia è, per gli interventi a terra, l’Esercito Italiano (Ufficio BCM, 10° Reparto Infrastrutture di Napoli per il Centro-Sud e le isole – Ufficio BCM, 5° Reparto Infrastrutture di Padova per il Nord Italia). Anche per le opere marittime potrebbe rendersi necessario procedere alla bonifica degli ordigni bellici; in questo caso le competenze sono della Marina Militare.

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Nel caso in cui la valutazione condotta dal CSP rendesse necessaria la bonifica, il committente dovrà incaricare un’impresa specializzata iscritta all’apposito albo presso il Ministero della Difesa, previo parere vincolante da parte del Comando Militare competente per territorio riguardo le specifiche regole tecniche da osservare in considerazione della collocazione geografica e della tipologia dei terreni interessati. La tabella successiva riepiloga sinteticamente le attività del CSP.

Fasi Attività del Coordinatore per la Progettazione (CSP)
Fase 1 Cosa: Dopo l’affidamento dell’incarico di CSP, convocazione della riunione iniziale con il Committente o il RL e il Progettista per discutere su: contenuti progetto, programmazione attività progettuale, lavorazioni e durata ecc.
Perché: Raccogliere informazioni e documentazione, richiedere integrazioni, formulare proposte, programmare riunioni periodiche di progetto ecc.
Evidenze documentali: Lettera convocazione riunione e verbale della riunione effettuata.
Fase 2 Cosa: Prima dell’inizio delle attività di progettazione, effettuare il sopralluogo nell’area oggetto dei futuri lavori con Progettista e Committente o RL.
Perché: Raccogliere informazioni sulle specificità del sito con eventuali criticità, definire le azioni conseguenti, individuare le possibili scelte progettuali ed organizzative ecc.
Evidenze documentali: Verbale della riunione effettuata.
Fase 3 Cosa: Contestualmente all’inizio della progettazione dell’opera, iniziare la redazione del PSC e del Fascicolo.
Perché: Definire le principali scelte prevenzionali da attuare durante l’esecuzione dell’opera.
Evidenze documentali: Relazione contenente le prime indicazioni sui contenuti del PSC conformi all’Allegato XV del D.Lgs. n. 81/2008 e documenti grafici di supporto (planimetrie, sezioni ecc.).
Fase 4.1 Cosa: Sviluppare il PSC durante tutta la fase di progettazione dell’opera parallelamente allo sviluppo del progetto.
Perché: Definire le scelte progettuali ed organizzative da adottare in funzione dell’area di cantiere, dell’organizzazione dei lavori, dei materiali e delle sostanze impiegate, delle lavorazioni e delle loro interferenze e per definire il cronoprogramma dei lavori (durata e forza lavoro) e le procedure complementari e di dettaglio che dovranno essere inserite nei POS.
Evidenze documentali: Verbali delle riunioni periodiche di progetto con evidenza delle scelte progettuali ed organizzative adottate per eliminare o ridurre i rischi durante l’esecuzione dei lavori, con le eventuali modifiche al progetto per integrare in esso le scelte prevenzionali necessarie, verbali di eventuali ulteriori sopralluoghi nell’area oggetto dei lavori e bozza PSC.
Fase 4.2 Cosa: Sviluppare il Fascicolo durante tutta la fase di progettazione dell’opera parallelamente allo sviluppo del progetto.
Perché: Definire le scelte progettuali ed organizzative riguardanti i punti critici individuati dall’Allegato XVI e le relative misure preventive e protettive da prevedere in dotazione all’opera ed ausiliarie.
Evidenze documentali: Verbali delle riunioni periodiche di progetto con evidenza delle scelte progettuali ed organizzative adottate per eliminare o ridurre i rischi durante i successivi e prevedibili interventi sull’opera eseguita (manutenzione ecc.) e bozza Fascicolo.
Fase 5 Cosa: Alla conclusione del progetto, completamento della bozza del PSC e del Fascicolo e presentazione al Committente o Responsabile dei Lavori ed al Progettista dei due elaborati.
Perché: Verificare la rispondenza del PSC e del Fascicolo ai contenuti minimi previsti dagli Allegati XV e XVI al D.Lgs. n. 81/2008 e la congruenza del progetto con gli stessi (elaborati grafici, cronoprogramma, computo metrico, capitolato ecc.); valutare le proposte presentate dal Committente o dal RL e dal Progettista ed apportare le eventuali modifiche/adeguamenti al PSC e al Fascicolo.
Evidenze documentali: Verbale della riunione effettuata.
Fase 6 Cosa: All’approvazione del progetto, completamento, in seguito alla riunione di cui alla Fase 5, del PSC e del Fascicolo e trasmissione dei due elaborati al Committente o al RL.
Perché: Permettere al Committente o al RL, l’attuazione degli obblighi previsti dall’art. 90 e seguenti del D.Lgs. n. 81/2008.
Evidenze documentali: Lettera di trasmissione del PSC e del Fascicolo e relazione finale sulle attività espletate durante tutta la fase di progettazione.

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Sanzioni
Art. 91, co. 1: il coordinatore per la progettazione è punito con l’arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.740,00 a 7.014,00 euro [Art. 158, co. 1].

Giurisprudenza
Art. 91 – Obblighi del coordinatore per la progettazione
1. Durante la progettazione dell’opera e comunque prima della richiesta di presentazione delle offerte, il coordinatore per la progettazione:
– redige il piano di sicurezza e di coordinamento di cui all’articolo 100, comma 1, i cui contenuti sono dettagliatamente specificati nell’Allegato XV;
– predispone un fascicolo adattato alle caratteristiche dell’opera, i cui contenuti sono definiti all’Allegato XVI, contenente le informazioni utili ai fini della prevenzione e della protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, tenendo conto delle specifiche norme di buona tecnica e dell’allegato II al documento UE 26 maggio 1993. Il fascicolo non è predisposto nel caso di lavori di manutenzione ordinaria di cui all’articolo 3, comma 1, lettera a) del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.
– b-bis) coordina l’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 90, comma 1.
2. Il fascicolo di cui al comma 1, lettera b), è preso in considerazione all’atto di eventuali lavori successivi sull’opera.
2-bis. Fatta salva l’idoneità tecnico-professionale in relazione al piano operativo di sicurezza redatto dal datore di lavoro dell’impresa esecutrice, la valutazione del rischio dovuto alla presenza di ordigni bellici inesplosi rinvenibili durante le attività di scavo nei cantieri è eseguita dal coordinatore per la progettazione.
Quando il coordinatore per la progettazione intenda procedere alla bonifica preventiva del sito nel quale è collocato il cantiere, il committente provvede a incaricare un’impresa specializzata, in possesso dei requisiti di cui all’articolo 104, comma 4-bis. L’attività di bonifica preventiva e sistematica è svolta sulla base di un parere vincolante dell’autorità militare competente per territorio in merito alle specifiche regole tecniche da osservare in considerazione della collocazione geografica e della tipologia dei terreni interessati, nonché mediante misure di sorveglianza dei competenti organismi del Ministero della difesa, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del Ministero della salute.

La posizione di garanzia del coordinatore per la progettazione
Cass. pen., sez. IV – sent. n. 26288 del 22 giugno 2015

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