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Come quantificare i costi della sicurezza

I costi della sicurezza sono precisati nella Parte IV dell’Allegato XV del TU, Regolamento sui contenuti minimi dei piani di sicurezza. L’esperto fa il punto

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Nella Parte 4 l’allegato XV del TU n. 81/2008 precisa che, ove è prevista la redazione del PSC ai sensi del Titolo IV, Capo I, del presente decreto, nei costi della sicurezza vanno stimati, per tutta la durata delle lavorazioni previste nel cantiere, i costi:
– degli apprestamenti previsti nel PSC;
– delle misure preventive e protettive e dei dispositivi di protezione individuale eventualmente previsti nel PSC per lavorazioni interferenti;
– degli impianti di terra e di protezione contro le scariche atmosferiche, degli impianti antincendio, degli impianti di evacuazione fumi;
– dei mezzi e servizi di protezione collettiva;
– delle procedure contenute nel PSC e previste per specifici motivi di sicurezza;
– degli eventuali interventi finalizzati alla sicurezza e richiesti per lo sfasamento spaziale o temporale delle lavorazioni interferenti;
– delle misure di coordinamento relative all’uso comune di apprestamenti, attrezzature, infrastrutture, mezzi e servizi di protezione collettiva.

L’Allegato XV (par. 4.1.2) prevede che, per le opere rientranti nel campo di applicazione del D.Lgs. n. 163 del 12 aprile 2006 e successive modifiche (oggi D.Lgs. n. 50/2016) e per le quali non è prevista la redazione del PSC ai sensi del Titolo IV, Capo I, del presente decreto, le amministrazioni appaltanti, nei costi della sicurezza stimano, per tutta la durata delle lavorazioni previste nel cantiere, i costi delle misure preventive e protettive finalizzate alla sicurezza e salute dei lavoratori.
Inoltre, con il par. 4.1.3 viene precisato che la stima dovrà essere congrua, analitica per voci singole, a corpo o a misura, riferita ad elenchi prezzi standard o specializzati, oppure basata su prezziari o listini ufficiali vigenti nell’area interessata, o sull’elenco prezzi delle misure di sicurezza del committente; nel caso in cui un elenco prezzi non sia applicabile o non disponibile, si dovrà fare riferimento ad analisi costi complete e desunte da indagini di mercato.
Le singole voci dei costi della sicurezza dovranno essere calcolate considerando il loro costo di utilizzo per il cantiere interessato che comprende, quando applicabile, la posa in opera ed il successivo smontaggio, l’eventuale manutenzione e l’ammortamento.
I costi della sicurezza così individuati, devono essere compresi nell’importo totale dei lavori in modo da definire la parte del costo dell’opera da non assoggettare a ribasso nelle offerte delle imprese esecutrici.

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Per la stima dei costi della sicurezza relativi a lavori che si rendono necessari a causa di varianti in corso d’opera previste dall’art. 132 del D.Lgs. n. 163 del 12 aprile 2006 e successive modifiche (oggi D.Lgs. n. 50/2016), o dovuti alle variazioni previste dagli artt. 1659, 1660, 1661 e 1664, comma 2, c.c., si applicano le disposizioni contenute nei punti 4.1.1, 4.1.2 e 4.1.3. I costi della sicurezza così individuati, sono compresi nell’importo totale della variante, ed individuano la parte del costo dell’opera da non assoggettare a ribasso.
È, infine, compito del direttore dei lavori liquidare l’importo relativo ai costi della sicurezza previsti in base allo stato di avanzamento lavori, previa approvazione da parte del CSE.
È evidente che non rientrano nei costi da prevedere all’interno del PSC i cosiddetti “costi generali” cioè tutto quanto fa riferimento all’ambito applicativo del D.Lgs. n. 81/2008 delle singole imprese esecutrici (ad esempio i DPI, la formazione, l’informazione, la sorveglianza sanitaria, la redazione del POS, le spese amministrative ecc.), salvo il caso che il PSC non preveda a tal proposito ulteriori misure rispetto a quanto già previsto dalla normativa vigente.

Nel procedere alla stima dei costi per la sicurezza, è importante sottolineare la necessità di tener conto comunque della “specificità” dell’opera, procedendo al computo metrico estimativo seguendo le stesse modalità utilizzate dai progettisti per la contabilizzazione dell’opera ai cui i costi per la sicurezza si riferiscono.
Di seguito per facilitare l’attività di stima dei costi per la sicurezza, che sono quelli riportati al par. 4.1.1 dell’Allegato XV, si riportano le indicazioni minime di che cosa deve essere contabilizzato per ogni tipologia di costo ivi previsti.
Riguardo gli apprestamenti, nel par. 1.1.1 lett. c) dell’Allegato XV, vengono definiti come tali le “opere provvisionali necessarie ai fini della tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori in cantiere”.
Nell’Allegato XV.1, sono descritti i principali apprestamenti: ponteggi; trabattelli; ponti su cavalletti; impalcati; parapetti; andatoie; passerelle; armature delle pareti degli scavi; gabinetti; locali per lavarsi; spogliatoi; refettori; locali di ricovero e riposo; dormitori; camere di medicazione; infermerie; recinzioni di cantiere.

Tutti gli apprestamenti prima elencati rientrano nella stima dei costi della sicurezza se e solo se sono stati previsti dal CSP e chiaramente inseriti all’interno del PSC.
Gli apprestamenti che il CSP deve prevedere nel PSC sono solo quelli individuati per prevenire o contenere i rischi presenti con riferimento all’area ed all’organizzazione del cantiere, alle lavorazioni ed alle loro interferenze ad esclusione di quelli specifici propri dell’attività delle imprese esecutrici.

✔ Esempio
Gli elementi di cantiere come, ad esempio, i refettori, i locali di ricovero ed i dormitori, debbono essere previsti in relazione alle caratteristiche del cantiere, e non in forma automatica. Se in un cantiere urbano, tendenzialmente, non vi è bisogno di refettori o di dormitori; al contrario, in un cantiere riguardante la realizzazione di un grande intervento, anche se non posizionato lontano dai centri urbani, gli eventuali cicli di lavorazione di 24 ore, rendono necessari questi apprestamenti.

La quantificazione degli apprestamenti segue le procedure ordinarie del computo metrico; ad esempio, l’armatura delle pareti degli scavi è quantificata in metri quadri, mentre elementi come gabinetti o camere di medicazione vanno quantificati per singole unità impiegate.
Il metodo preferenziale per la stima dei costi di apprestamenti è quello del nolo mensile, rapportato alla durata della presenza degli stessi all’interno del cantiere, così come stimato dal cronoprogramma dei lavori.
Al par. 1.1.1 lett. e) dell’Allegato XV, le misure preventive e protettive sono definite come “gli apprestamenti, le attrezzature, le infrastrutture, i mezzi e servizi di protezione collettiva atti a prevenire il manifestarsi di situazioni di pericolo, a proteggere i lavoratori da rischio di infortunio ed a tutelare la loro salute”.
All’art. 74, comma 1 del D.Lgs. n. 81/2008, sono definiti come dispositivi di protezione individuale “qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo”.
I dispositivi di protezione individuale vanno computati come costi della sicurezza se e solo se il CSP li prevede per poter operare in sicurezza in caso di lavorazioni tra di loro interferenti.

✔ Esempio
Se non vi è l’interferenza tra le lavorazioni, i dispositivi di protezione individuale non rientrano nei costi della sicurezza da stimare, in quanto afferenti ai rischi propri dell’impresa esecutrice sulla base di quanto disposto dal D.Lgs. n. 81/2008 e dal par. 2.2.3 dell’Allegato XV.

Al pari dei dispositivi di protezione individuale, le attrezzature di cantiere espressamente dedicate alla produzione (centrali ed impianti di betonaggio, betoniere, macchine movimento terra, macchine movimento terra speciali e derivate, seghe circolari, piegaferri, impianti elettrici di cantiere, impianti di adduzione di acqua, gas ed energia di qualsiasi tipo, impianti fognari), non rientrano tra i costi della sicurezza da stimare.

Se per la protezione da lavorazioni interferenti vengono progettate nel PSC specifici apprestamenti (ponteggi, armatura scavi, impalcati, parapetti, ecc.), la stima di questi dovrà avvenire al pari di quanto specificato nel punto precedente, ovvero con la metodologia del computo metrico, preferibilmente con il valore di nolo per il relativo uso mensile.
Gli impianti di terra e di protezione contro le scariche atmosferiche devono intendersi come quelli temporanei necessari alla protezione del cantiere e non quelli facenti parte stabilmente dell’opera da eseguire.
Gli impianti antincendio devono intendersi come quelli temporanei necessari alla protezione del cantiere, e non quelli facenti parte stabilmente dell’opera da eseguire.
Gli impianti di evacuazione fumi devono intendersi quelli temporanei necessari a proteggere le lavorazioni che si svolgono in cantiere, e non quelli facenti parte stabilmente dell’opera da eseguire
I mezzi ed i servizi di protezione collettiva sono quelli previsti nell’Allegato XV.1 aI punto 4: segnaletica di sicurezza; avvisatori acustici; attrezzature per il primo soccorso; illuminazione di emergenza; mezzi estinguenti; servizi di gestione delle emergenze.
Le attrezzature per il primo soccorso non comprendono la cassetta del pronto soccorso, che è di stretta competenza delle singole imprese.
I mezzi estinguenti, intesi come servizio di protezione collettiva, se computati all’interno di questa voce, non devono poi ritrovarsi anche all’interno della voce di costo degli impianti antincendio. Sono voce separata se invece previsti a supporto dell’impianto antincendio, per aree specifiche in cui questo non può operare.
Al par. 1.1.1 lettera b) dell’Allegato XV, sono definite come procedure “le modalità e le sequenze stabilite per eseguire un determinato lavoro od operazione”.

Le procedure standard, cioè generali, per l’esecuzione in sicurezza di una fase lavorativa, non sono da considerarsi come costo della sicurezza. Le procedure, per essere considerate costo della sicurezza, devono essere contestuali al cantiere, non riconducibili a modalità standard di esecuzione, ed essere previste dal PSC per specifici motivi di sicurezza derivanti dal contesto o dalle interferenze, e non dal rischio intrinseco della lavorazione stessa.
Se la procedura comporta la costruzione di elementi come, ad esempio, passerelle, andatoie, coperture, parapetti, impalcati, ecc., questi ultimi debbono essere computati in questo stesso capitolo, e non duplicati nel capitolo specifico degli apprestamenti.
Lo sfasamento temporale delle lavorazioni, formalizzato nel cronoprogramma e da specifiche prescrizioni del PSC, non può essere considerato come costo della sicurezza; questo perché le imprese sono preventivamente a conoscenza dell’organizzazione temporale delle lavorazioni, ricevendo il PSC prima della formulazione delle offerte.
Lo sfasamento spaziale delle lavorazioni diviene costo della sicurezza qualora, per essere realizzato, richieda specifici apprestamenti, procedure o misure di coordinamento; sono questi ultimi tre elementi (apprestamenti, procedure, coordinamento) a divenire costo, e non lo sfasamento spaziale di per sé. Nella redazione della stima dei costi, in caso di sfasamento spaziale, il CSP dovrà evitare la duplicazione delle voci, in modo da non trovare, ad esempio, lo stesso apprestamento, calcolato sia nella voce relativa alla lett. a) del par. 4.1.1, che nella lettera f).
Per misure di coordinamento devono intendersi tutte le procedure necessarie a poter utilizzare in sicurezza gli apprestamenti, le attrezzature e le infrastrutture che il PSC prevede d’uso comune, o che comunque richiedano mezzi e servizi di protezione collettiva.
In questa voce non vanno computati i costi degli apprestamenti, delle attrezzature, delle infrastrutture, dei mezzi e servizi di protezione collettiva, ma solo i costi necessari ad attuare specifiche procedure di coordinamento, come riunioni di cantiere, o presenza di personale a sovrintendere l’uso comune.

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