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Come si allestisce un cantiere in ambiente confinato

L’allestimento di un cantiere in ambiente confinato prevede una successione di fasi ben definite. Eccole

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Il razionale e corretto allestimento di un cantiere in ambiente confinato è, come in qualsiasi altro ambiente, la diretta conseguenza di una meticolosa pianificazione delle attività operative che dovranno essere svolte all’interno.
Il prodotto di questa pianificazione è spesso rappresentato da un diagramma di Gantt (dal nome di Henry Laurence Gantt, ingegnere statunitense vissuto tra il 1861 e il 1919) o da uno strumento grafico simile.
Soltanto effettuando una pianificazione dettagliata è possibile raggiungere l’obiettivo finale che è quello di garantire la massima sicurezza dei lavoratori.
Di altrettanta importanza – sebbene raramente pianificate con la stessa cura dedicata alle attività operative – sono tutte le attività preliminari che riguardano la presa in consegna, l’analisi di rischio e la messa in sicurezza dell’ambiente che diventerà teatro delle attività operative.

Le fasi preliminari possono, per brevità, essere così distinte:
1) fase di presa in consegna (verifica visiva e analisi documentazione)
2) fase di messa in sicurezza (isolamento e disenergizzazione, inertizzazione, apertura vie di accesso/uscita, bonifica e ventilazione, rilascio del permesso di lavoro)
3) fase preparatoria (valutazione del rischio residuo e definizione di tutte le misure preventive e protettive di carattere tecnico e organizzativo, organizzazione della squadra di lavoro, comunicazione alla squadra di soccorso di tutte le informazioni inerenti l’ambiente confinato)
4) fase di allestimento del cantiere (si veda oltre).
A queste attività preliminari seguono le vere e proprie attività operative.

Leggi anche: Ambienti confinati: le principali cause di incendio ed esplosione

A seconda del settore operativo, della tipologia, delle dimensioni dell’ambiente e, non in ultimo, di quali attività dovranno essere svolte, l’allestimento del cantiere potrà procedere con modalità differenti, al termine delle quali dovranno comunque essere messi in opera tutti i dispositivi di lavoro e i presidi di sicurezza ed emergenza necessari.
La ricerca delle più idonee attrezzature di lavoro e di adeguati dispositivi di soccorso da impiegare negli ambienti confinati è di antica data. Purtroppo ancora oggi risultano frequentissimi sia l’impiego di attrezzature e dispositivi non idonei allo specifico ambiente di lavoro che la mancata previsione e/o l’errata disposizione delle attrezzature di emergenza e soccorso.

Quella proposta di seguito rappresenta semplicemente una sequenza esemplificativa di azioni da intraprendere nel corso dell’allestimento di un cantiere in un ambiente confinato, certamente non esaustiva in relazione a qualsiasi tipo di ambiente confinato e di attività:
• apertura di tutti i necessari varchi per l’accesso del personale, per il passaggio degli impianti tecnologici e per il soccorso (oltre a quelli eventualmente aperti in precedenza per esigenze di monitoraggio e bonifica),

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Apertura passi d’uomo (Fonte: Extreme Access Inc.)

• posizionamento dei sistemi di accesso provvisionali per l’ingresso e l’uscita ordinaria
• posizionamento degli impianti di illuminazione ordinaria e di emergenza,

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Impianti di illuminazione provvisionale

• posizionamento degli impianti di ventilazione d’ambiente e di aspirazione localizzata
• posizionamento dei sistemi di comunicazione tra interno ed esterno, di allarme e degli eventuali rivelatori gas, fumo, calore, tenore di ossigeno ecc.
• posizionamento dei presidi per il primo intervento antincendio (manichette, naspi, estintori ecc.)
• posizionamento di coperture ignifughe su tutti i materiali infiammabili non rimovibili posizionamento e fissaggio di cavi, manichette e altre attrezzature di lavoro al di fuori delle vie di passaggio
• posizionamento di elementi foto luminescenti per la segnalazione di tutti i pericoli interni (aperture nel piano di lavoro, parti sporgenti, gradini ecc.)
• posizionamento di bande antiscivolo in corrispondenza di gradini, scale, camminamenti ecc.
• posizionamento di protezioni antitaglio e paracolpi sulle parti sporgenti
• posizionamento della segnaletica di sicurezza (di pericolo, obbligo, divieto ed emergenza) all’interno e all’esterno
• posizionamento di segnaletica fotoluminescente per la individuazione dei percorsi d’esodo e dei presidi di emergenza interni,

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Segnaletica fotoluminescente dei percorsi d’esodo

• posizionamento dei presidi di soccorso all’interno e all’esterno (treppiede di recupero, analizzatori atmosferici portatili, estintori, SCBA, kit di primo soccorso sanitario, barella flessibile, barella rigida, immobilizzatore spinale, lavaocchi, defibrillatore, radio VHF, megafono ecc.)
• posizionamento dei safety plan e dei cartelli riportanti le istruzioni di base per la gestione delle emergenze
• posizionamento nelle immediate vicinanze dei DPI di scorta necessari per gli operatori (occhiali, guanti, protettori auricolari ecc.)
• posizionamento delle barriere per la segregazione e la segnalazione delle zone di ingresso/uscita.

Per approfondire, leggi: La sicurezza in ambienti confinati, tra rischi e responsabilità

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