Come si bonificano gli ambienti confinati | Ingegneri.info

Come si bonificano gli ambienti confinati

La bonifica degli ambienti confinati è una problematica complessa, affidata alla conoscenza e all’esperienza degli addetti. Una sintesi dei metodi principali

image_pdf

Con il termine “bonifica” deve, a rigore, essere indicato esclusivamente un “processo che, nel suo complesso, consenta la completa eliminazione di qualsiasi sostanza genericamente pericolosa presente nell’ambiente, utilizzando procedure che portino a un’atmosfera sicura, respirabile e stabile nel tempo”. Deve intendersi quindi, la completa messa in sicurezza di un’atmosfera confinata, ovvero la definitiva eliminazione di liquidi, solidi, gas e vapori tossici e/o esplosivi, agenti patogeni e il ripristino di un’atmosfera costituita da aria fresca, priva d’inquinanti di qualsiasi natura e contenente all’incirca il 21% di ossigeno.

La bonifica degli ambienti confinati può essere ottenuta tramite un solo processo o, più spesso, attraverso una combinazione di più processi. Si sottolinea che, nel caso sia necessaria un’inertizzazione dell’atmosfera, la bonifica sarà completata soltanto una volta effettuata la successiva ventilazione con aria fresca.
Di seguito si descrivono i metodi di bonifica da inquinanti pericolosi attraverso l’impiego di differenti mezzi “detergenti” (acqua, vapore, aria).

La bonifica degli ambienti confinati con acqua
La bonifica con acqua può essere convenientemente adottata per la rimozione dei gas inerti presenti all’interno di uno spazio confinato. La procedura consiste nel riempimento completo con acqua del volume da bonificare, fino a fare tracimare il liquido dal punto più alto; dopo aver eliminato completamente l’acqua, mediante drenaggio per gravità o per pompaggio, è necessario provvedere alla ventilazione al fine di ottenere una atmosfera respirabile.
Questa modalità può essere utilizzata anche per l’eliminazione di tutti i gas e vapori che abbiano una buona miscibilità con l’acqua, come il cloro o l’ammoniaca, ma che non siano reattivi con questa.

La bonifica degli ambienti confinati con vapore
Il metodo di bonifica con vapore acqueo può essere utilizzato per eliminare sostanze che contengono idrocarburi condensati caratterizzati da un basso punto di infiammabilità, a condizione che la loro temperatura di autoaccensione sia almeno pari al 120% della temperatura alla quale viene immesso il vapore che, se surriscaldato, può oltrepassare i 100 °C. L’utilizzo del vapore presenta il vantaggio di eliminare abbastanza facilmente vari residui quali catrame, materiali viscosi e incrostazioni di vario genere dalle pareti dell’ambiente confinato. Affinché il vapore possa essere utilizzato per bonificare l’ambiente, deve essere introdotto all’interno del vano dal punto più basso in modo che, risalendo, possa lambire le pareti interne.
Durante questa operazione dovrà essere mantenuto aperto un varco per la ventilazione in corrispondenza del punto più alto del vano in modo che possa scaricarsi la sovrapressione generata evitando, al contempo, che si generi una depressione durante la fase di raffreddamento del vapore.
La quantità di vapore da immettere all’interno dell’ambiente dovrà essere sufficiente a contrastare l’effetto di condensazione mantenendo all’interno dell’ambiente una temperatura prossima a quella di ebollizione.
Poiché il vapore tende a rimuovere l’ossigeno dall’ambiente, la misurazione della presenza di gas e vapori esplosivi residui dovrà essere effettuata solamente al termine della completa ricondensazione del vapore acqueo presente e dopo una adeguata ventilazione.

La procedura di inertizzazione con vapore presenta non poche problematiche e deve essere applicata solo quando non vi siano alternative più sicure, considerata anche una intrinseca pericolosità dovuta all’accumulo di cariche elettrostatiche. In riferimento a quest’ultimo aspetto, deve sempre essere assicurato, per tutte le manichette flessibili e le tubazioni fisse di adduzione del vapore, sia il collegamento a terra che l’equipotenzializzazione con le masse conduttrici del manufatto sottoposto a inertizzazione.

Leggi anche: La sicurezza in ambienti confinati, tra rischi e responsabilità

La bonifica degli ambienti confinati con aria
La bonifica per ventilazione meccanica, dal canto suo, possiede un alto grado di efficacia nell’eliminazione di contaminanti tossici e, in caso di sottossigenazione, a patto che le apparecchiature utilizzate vengano installate nel modo corretto. I principali svantaggi correlati alla bonifica per ventilazione, rispetto alle precedenti tecniche descritte, possono derivare dai costi più elevati legati all’acquisto, noleggio, manutenzione e installazione delle attrezzature necessarie, dalla possibilità di avere sorgenti di ignizione con pericolo di innesco accidentale di vapori infiammabili all’interno dell’ambiente confinato, dalla presenza di un rischio elettrico e meccanico e dall’elevato livello di rumorosità che può interferire nella comunicazione tra i lavoratori.
Nella predisposizione delle vie di sfogo dell’aria e delle prese per l’immissione di aria dall’esterno si deve tenere conto che gas e vapori hanno la tendenza a stratificare in base alla loro densità rispetto a quella dell’aria. Se il gas da eliminare possiede una densità molto diversa da quella dell’aria, come ad esempio accade per i gas utilizzati nelle inertizzazioni (argon, anidride carbonica ecc.), l’aria di ventilazione potrebbe non miscelarsi in modo conveniente e l’intervento potrebbe risultare inefficace. Diverse linee guida raccomandano per la completa rimozione di questi gas un ricambio d’aria pari ad almeno 10 volte il volume dell’ambiente.
Il metodo consigliato per la rimozione di gas molto densi, quali ad esempio l’argon o il vapore di azoto freddo, consiste nell’estrarre il gas dalla zona bassa dell’area interessata facendo fluire aria fresca, per depressione, dall’alto.

Fig183-1

Corretto metodo di rimozione di gas più pesanti dell’aria

Nel caso in cui i contaminanti siano più leggeri dell’aria, essi devono venire prelevati dalla parte superiore dell’ambiente e le prese per l’immissione dell’aria di ricambio esterna devono trovarsi nella parte inferiore.

Fig183-2

Corretta rimozione di gas più leggeri dell’aria

Leggi anche: Ambienti confinati: un volume multidisciplinare per una materia complessa

 

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Come si bonificano gli ambienti confinati Ingegneri.info