Committente e nomina del responsabile dei lavori: consigli e profili giuridici | Ingegneri.info

Committente e nomina del responsabile dei lavori: consigli e profili giuridici

Il committente e il responsabile dei lavori sono figure che possono confluire o meno nella stessa persona secondo le capacità tecniche della stessa

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Come ha sentenziato la Cass. pen., n. 29138/2006, ciascun Committente non può addurre a discarico delle sue responsabilità e dei suoi obblighi di legge la non conoscenza delle norme di legge e deve anche informarsi con diligenza sugli obblighi a cui è tenuto. Infatti “nemmeno in virtù del criterio dell’ignoranza inevitabile teorizzato nella sentenza Corte Costituzionale del 1998 n. 364 è possibile scusare chi è tenuto ad osservare prescrizioni minime di sicurezza da attuare nei cantieri edili temporanei senza informarsi delle leggi penali che disciplinano la materia, incombendo all’interessato l’onere di verificare la conformità della condotta alle norme di sicurezza di cui è presunta la conoscenza ex art. 5 cod. pen.
Nella specie, infatti, non può ritenersi che l’ignoranza della legge penale sia stata incolpevole a ragione della sua inevitabilità, poiché l’interessata non ha assolto, con il criterio dell’ordinaria diligenza, al c.d. dovere di informazione, attraverso l’espletamento di ogni utile accertamento, per conseguire la conoscenza della legislazione vigente in materia, né è emerso un comportamento positivo degli organi amministrativi o un complessivo pacifico orientamento giurisprudenziale da cui l’agente abbia potuto trarre il convincimento della correttezza dell’interpretazione normativa e, conseguentemente, della liceità del comportamento tenuto”.

Pertanto, visto che al Committente spettano una serie di obblighi e responsabilità (formula 9), la normativa vigente permette allo stesso di nominare un Responsabile dei lavori, al quale trasferire le proprie incombenze (formula 10).
Questo soprattutto nei casi in cui il Committente non sia in possesso di un’adeguata preparazione tecnica o comunque non sia a conoscenza delle norme.
La definizione della figura del Responsabile dei Lavori è la seguente, ai sensi dell’art. 89, c. 1, lett. c): “Responsabile dei lavori: soggetto che può essere incaricato dal committente per svolgere i compiti ad esso attribuiti dal presente decreto; nel campo di applicazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 [ora D.Lgs. 18 aprile 2016 n. 50, n.d.r.], e successive modificazioni, il responsabile dei lavori è il responsabile del procedimento”.
L’art. 93, c. 1, del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. riporta inoltre che: “il committente è esonerato dalle responsabilità connesse all’adempimento degli obblighi limitatamente all’incarico conferito al Responsabile dei lavori”.
Quindi la figura del Responsabile dei lavori è quella di un soggetto solo eventualmente presente nel cantiere. Essendo il Committente ‐ così come affermato, oltre che dal dato normativo, anche da numerose pronunce giurisprudenziali ‐ il perno attorno al quale ruota la sicurezza nel cantiere, esso può essere esonerato soltanto con la nomina di un Responsabile dei lavori, nei limiti dell’incarico a questi conferito.
Si ribadisce il fatto che il Committente può e non deve nominare un Responsabile dei lavori, essendo una semplice facoltà e non un obbligo.

Ciò che si evince dal combinato disposto dei citati art. 89, c. 1, lett. c) e art. 93, c. 1 è la necessità del conferimento di un incarico formale in cui, ai fini dell’operatività dell’esonero dalle responsabilità del Committente, siano specificati con chiarezza i compiti che il Committente intende trasferire al Responsabile dei lavori.
Affinché operi, pertanto, il trasferimento al Responsabile dei lavori dei compiti di protezione e di salvaguardia che fanno capo al Committente, tale incarico deve essere necessariamente trasfuso in un atto scritto, che precisi la natura e l’estensione dell’incarico e dei compiti affidati.

Non specificando ulteriormente il dettato normativo la forma e le modalità di conferimento di detto incarico, è opportuno distinguere tale istituto dalla delega di funzioni da parte del datore di lavoro di cui all’art. 16 del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. Infatti, sebbene l’istituto sia stato delineato sul filone dell’elaborazione giurisprudenziale in materia di delega di compiti inerenti la sicurezza sul lavoro, non appare possibile, alla luce dei principi di tassatività della fattispecie penale e di certezza del diritto, applicare la disciplina che deriva dall’art. 16 ‐ in mancanza di un espresso riferimento normativo in tal senso ‐ al caso, diverso e distinto, del conferimento di incarico al Responsabile dei lavori da parte del Committente, stante la non sovrapponibilità della disciplina degli obblighi datoriali a quello degli obblighi del Committente.

Pertanto, non essendo applicabile al caso in esame la norma di cui al citato art. 16, occorre inquadrare la questione nel più generale contesto della delega di funzioni in materia presidiata da sanzioni penali, nozione di elaborazione dottrinale e giurisprudenziale, che ricorre ogni qual volta il titolare originario di una posizione di garanzia, con atto formale, attribuisce ad altri soggetti determinate funzioni, adempiendo così ai suoi doveri di diligenza per il tramite del soggetto delegato.
Ai sensi di copiosa giurisprudenza, la delega di funzioni ‐ nel cui ambito, come si è visto, rientra l’incarico di Responsabile dei lavori ‐ ai fini della propria validità deve presentare determinati requisiti, oggettivi e soggettivi; in sintesi:
• forma scritta e specificazione puntuale delle attribuzioni e dei compiti del Responsabile;
• tempestività della nomina stessa in relazione agli adempimenti da osservarsi;
• certezza della sua provenienza;
• attribuzione di autonomi poteri deliberativi, con autonomia decisionale e di gestione ed adeguata disponibilità economica e di mezzi materiali.
La stessa deve, inoltre, essere conferita ad un soggetto che abbia capacità e idoneità tecnica sufficienti e da questi accettata espressamente.
Il Committente deve quindi prestare massima attenzione nella nomina del Responsabile dei lavori, in quanto una scelta errata del Responsabile o una delega privi di tutti i requisiti sostanziali o una mancata verifica dell’operato, esporrebbe comunque il medesimo Committente a profili di colpa per l’inosservanza delle norme, con riflessi di responsabilità, civile e penale, in caso di infortunio o malattia professionale dei lavoratori operanti nei cantieri edili. Una nomina affrettata (colpa in eligendo) e il successivo disinteressamento all’andamento del cantiere (colpa in vigilando) possono rivelarsi infatti un grave errore.

In allegato un modulo facsimile di nomina.

Ai sensi della Circolare MLPS n. 1921 del 31 marzo 2014, le considerazioni contenute nel presente intervento sono frutto esclusivo del pensiero dell’Autore e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’Amministrazione.

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