Datore di lavoro Rspp: compiti e formazione | Ingegneri.info

Datore di lavoro Rspp: compiti e formazione

Responsabilità e obblighi, funzioni delegabili e non, compiti del servizio di prevenzione e protezione, corsi di formazione e aggiornamento del datore di lavoro, percorsi e moduli formativi, soggetti formatori

Datore di lavoro in ufficio
Datore di lavoro in ufficio
image_pdf

Nel nostro ordinamento giuridico (Artt. 32 e 41 Costituzione,  D.Lgs n. 81 del 2008 e norme correlate), la sicurezza sul lavoro è un obbligo, la cui violazione è sancita penalmente, per una serie di soggetti individuati in base al rispettivo ruolo esercitato nel sistema produttivo e nell’organizzazione aziendale: datore di lavoro, dirigenti, preposti, lavoratori ed altri. Tra questi, il datore di lavoro è il soggetto principale, anche se non esclusivo, del dovere primario, insito nel contratto di lavoro, di garantire ai prestatori d’opera il bene costituzionale della salute e della sicurezza nei luoghi e nelle attività di lavoro, con una serie di misure, molte delle quali indicate tassativamente dalla legge, atte a eliminare, prevenire o comunque ridurre al minimo tecnicamente possibile i rischi prevedibili in quanto connessi alle lavorazioni e alle mansioni ordinarie.

Chi è il datore di lavoro?

Il “datore di lavoro” é il vertice del sistema aziendale, il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l’assetto dell’organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa.

Nelle pubbliche amministrazioni, il datore di lavoro è il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui quest’ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa.

La delega di funzioni

Il datore di lavoro può trasferire ad altri soggetti molte delle responsabilità penali per la sicurezza, attraverso una delega scritta (con data certa) e adeguatamente pubblicizzata, a un soggetto che, accettando la delega per iscritto, abbia:
a) tutti i requisiti di professionalità ed esperienza richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate;
b) tutti i poteri di organizzazione, gestione e controllo richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate;
c) l’autonomia di spesa necessaria allo svolgimento delle funzioni delegate.

Il soggetto al quale sia stata conferita la delega non può, a sua volta, delegare le funzioni a lui delegate, ma solo, previa intesa con il datore di lavoro, specifiche funzioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro alle medesime condizioni. E’ quello che avviene, solitamente, tra dirigenti e preposti di un’azienda, ma spesso non è formalizzato in disposizioni e procedure, come sarebbe opportuno per evitare spiacevoli malintesi in sede di accertamento delle responsabilità.

In ogni caso, la delega di funzioni non libera il datore di lavoro da tre obblighi:
a) la vigilanza in ordine al corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite;
b) la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del relativo documento;
c) la designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi.

La valutazione dei rischi

La valutazione dei rischi è il processo, formalizzato in un documento, che attesta la diligenza del datore di lavoro nel progettare e attuare il proprio sistema di sicurezza, attraverso la valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell’ambito dell’organizzazione in cui essi prestano la propria attività, finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza.

La scelta dei criteri di redazione del documento è rimessa al datore di lavoro, che deve provvedervi, in collaborazione con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il medico competente (dove c’è),  con criteri di semplicità, brevità e comprensibilità, in modo da garantirne la completezza e l’idoneità quale strumento operativo di pianificazione degli interventi aziendali e di prevenzione.

Il Servizio di prevenzione e protezione

Il datore di lavoro organizza il servizio di prevenzione e protezione all’interno della azienda o dell’unità produttiva, o incarica persone o servizi esterni in possesso delle capacità e dei requisiti professionali indicati dalla legge, senza per questo essere esonerato dalla propria responsabilità in materia.

Il servizio di prevenzione e protezione agisce come consulente, organizzatore e “specialista” del datore di lavoro per quanto riguarda:
a) l’individuazione dei fattori di rischio, la valutazione dei rischi e l’individuazione delle misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro;
b) l’elaborazione delle misure preventive e protettive e i sistemi di controllo di tali misure;
c) l’elaborazione dellele procedure di sicurezza per le varie attività aziendali;
d) la proposta di programmi di informazione e formazione dei lavoratori;
e) la partecipazione alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro e alla riunione periodica con i rappresentanti dei lavoratori e il medico competente;
f) la fornitura di informazioni ai lavoratori sui rischi e le misure adottate.

Il datore di lavoro Responsabile del servizio di prevenzione e protezione (Rspp)

La legge consente lo svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti del servizio di prevenzione e protezione dai rischi (e di primo soccorso, prevenzione incendi e di evacuazione) nei seguenti casi:

1. Aziende artigiane e industriali fino a 30 lavoratori,
2. Aziende agricole e zootecniche fino a 30 lavoratori,
3. Aziende della pesca fino a 20 lavoratori,
4. Altre aziende fino a 200 lavoratori.

Il datore di lavoro deve informare preventivamente il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, della sua decisione di assumere il ruolo di Rspp. Nella sostanza, nulla cambia sotto il profilo delle sue responsabilità non delegabili. In concreto, nelle piccole e medie aziende, negli studi professionali e in generale nelle attività a basso rischio, l’assunzione del ruolo di Rspp da parte dl datore di lavoro può semplificare la gestione delle misure di prevenzione e rendere più efficace la loro applicazione, in quanto emanate direttamente dal titolare dell’impresa, sulla base della sua conoscenza ed esperienza “sul campo”.

Lo svolgimento diretto da parte del datore di lavoro del ruolo di Rspp è vietato:
a) nelle aziende industriali a rischio di incidenti rilevanti soggette all’obbligo di notifica o rapporto,
b) nelle centrali termoelettriche,
c) negli impianti ed installazioni che utlizzano sorgenti radioattive,
d) nelle aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni,
e) nelle aziende industriali con oltre 200 lavoratori,
f) nelle industrie estrattive con oltre 50 lavoratori,
g) nelle strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 lavoratori.

La formazione del datore di lavoro Rspp

La formazione alla sicurezza è il processo educativo attraverso il quale si trasferiscono conoscenze e procedure utili alla acquisizione di competenze per lo svolgimento in sicurezza dei rispettivi compiti in azienda e alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi.

Il datore di lavoro che intende svolgere i compiti di Rspp deve frequentare corsi di formazione, di durata minima di 16 ore e massima di 48 ore, adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative. I contenuti e le articolazioni dei corsi sono stati definiti  dall’Accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, approvato il 21 dicembre 2011 e rinnovato il 7 luglio 2016 (G.U. n.193 del 19 agosto 2016).

Percorsi formativi e livelli di rischio

I percorsi formativi sono in funzione dei rischi riferiti alle mansioni caratteristici del settore o comparto  di appartenenza  dell’azienda. I contenuti e la durata dei corsi sono subordinati  all’esito della valutazione  dei rischi e articolati in moduli associati a tre differenti livelli di rischio, individuati in corrispondenza dei codici Ateco (ATtività ECOnomica) attribuiti all’azienda dalla Camera di Commercio.

Secondo questa classificazione, ad esempio, appartengono ad un livello di rischio basso le aziende del settore servizi, pulizie, commercio, studi professionali, ambulanti, artigianato e turismo; al rischio medio le aziende dei settori agricoltura, pesca, pubbliche amministrazioni, trasporti e magazzinaggio; al rischio alto le industrie edili, alimentari, tessili, metalmeccanica, manifatturiere (come pelletterie), chimiche, le raffinerie, le aziende che si occupano della gestione dei rifiuti, del compartimento sanità e dei servizi residenziali, dello spettacolo, grandi eventi e altri.

Ai livelli di rischio corrisponde la durata dei corsi di formazione:

  • rischio basso: 16 ore,
  • rischio medio: 32 ore,
  • rischio alto: 48 ore.

Casi particolari

a) un datore di lavoro, la cui attività risulti a rischio medio/alto, può partecipare al modulo di formazione per il livello di rischio basso, se tutti i lavoratori svolgono esclusivamente attività appartenenti ad un livello di rischio basso; se tale condizione viene successivamente meno, il datore di lavoro è tenuto ad integrare la propria formazione, in numero di ore e contenuti, avuto riguardo alle mutate condizioni di rischio dell’attività dei propri lavoratori;
b) un datore di lavoro, la cui attività risulta a rischio basso, deve partecipare o integrare la formazione per il livello di rischio medio o alto, se ha al suo interno lavoratori che svolgono attività appartenenti ad un livello di rischio medio o alto.

Moduli formativi

Il contenuto dei percorsi formativi comprende i seguenti moduli:

Modulo 1: Normativo – giuridico (anche in e-learning)
– Il sistema legislativo in materia di sicurezza dei lavoratori
– La responsabilità civile e penale e la tutela assicurativa
– La “responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni, anche prive di responsabilità giuridica”
– Il sistema istituzionale della prevenzione
– I soggetti del sistema di prevenzione aziendale secondo il D.Lgs. 81/08: compiti, obblighi, responsabilità
– Il sistema di qualificazione delle imprese

Modulo 2: Gestionale – gestione ed organizzazione della sicurezza (anche in e-learning)
– I criteri e gli strumenti per l’individuazione e la valutazione dei rischi
– La considerazione degli infortuni mancati e delle modalità di accadimento degli stessi
– La considerazione delle risultanze delle attività di partecipazione dei lavoratori
– Il documento di valutazione dei rischi (contenuti, specificità e metodologie)
– I modelli di organizzazione e gestione della sicurezza
– Gli obblighi connessi ai contratti di appalto o d’opera o di somministrazione
– Il documento unico di valutazione dei rischi da interferenza
– La gestione della documentazione tecnico amministrativa
– L’organizzazione della prevenzione incendi, del primo soccorso e della gestione delle emergenze

I seguenti settori richiedono ulteriori moduli di specializzazione: Agricoltura-Pesca, Cave-Costruzioni, Sanità residenziale, Chimico-Petrolchimico.

Modulo 3: Tecnico – individuazione e valutazione dei rischi
– I principali fattori di rischio e le relative misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione
– Il rischio da stress lavoro-correlato
– I rischi ricollegabili al genere, all’età e alla provenienza da altri paesi
– I dispositivi di protezione individuale
– La sorveglianza sanitaria

Modulo 4: Relazionale – formazione e consultazione dei lavoratori
– L’informazione, la formazione e l’addestramento
– Le tecniche di comunicazione
– Il sistema delle relazioni aziendali e della comunicazione in azienda
– La consultazione e la partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza
– Natura, funzioni e modalità di nomina o di elezione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza

La valutazione degli apprendimenti consiste, per ciascun modulo, in un test per un minimo di 30 domande (anche da poter somministrare in itinere) ciascuna con almeno tre risposte alternative eventualmente integrato da colloquio di approfondimento. Il superamento del test è dato dalla risposta corretta ad almeno il 70% delle domande.

Aggiornamento

Ogni cinque anni, il datore di lavoro Rspp è tenuto a frequentare (anche in modalità e-learning), corsi di aggiornamento di durata differente in base al livello di rischio abbinato al settore Ateco di appartenenza dell’azienda:

  • 6 ore rischio basso;
  • 10 ore rischio medio;
  • 14 ore rischio alto.

L’obbligo di aggiornamento può essere assolto con la partecipazione a convegni o seminari nella misura non superiore al 50% del totale di ore previste, senza verifica finale di apprendimento.

I contenuti dell’aggiornamento devono riguardare:
– aspetti giuridico-normativi e tecnico-organizzativi;
– sistemi di gestione e processi organizzativi;
– fonti di rischio specifiche dell’attività lavorativa o del settore produttivo ;
– tecniche di comunicazione, volte all’informazione e formazione dei lavoratori per la promozione della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Soggetti formatori

La formazione alla sicurezza può essere erogata da:
– Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano,
– Università,
– Inail,
– Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco,
– Amministrazione della Difesa,
– Scuola superiore della pubblica amministrazione e altre Scuole superiori delle singole amministrazioni,
– Associazioni sindacali dei datori di lavoro o dei lavoratori oppure organismi paritetici,
– Ministeri lavoro, salute, attività produttive, interno e Formez,tthi
– istituti tecnici e professionali (limitatamente al proprio personale),
– ordini e collegi professionali, limitatamente ai propri iscritti,
– associazioni sindacali rappresentative (secondo determinati criteri) dei datori di lavoro e dei lavoratori e organismi paritetici, direttamente o avvalendosi di strutture formative di loro diretta emanazione, accreditate presso le Regioni e Province Autonome,
– ulteriori soggetti pubblici o privati accreditati dalle Regioni, che dispongono di docenti esperti.

Tutti i docenti dei corsi per la sicurezza devono essere in possesso del requisito di “formatore”, come disciplinato dal decreto interministeriale 6 marzo 2013, anche per l’elaborazione delle unità didattiche dei corsi in modalità e-learning. I datori di lavoro Rspp, anche se privi di tale qualifica, possono svolgere l’attività formativa limitatamente ai propri lavoratori.

Potrebbe interessarti: Guida all’uso del DVR con Procedure Standardizzate per la valutazione dei rischi

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Datore di lavoro Rspp: compiti e formazione Ingegneri.info