Dispositivi d'ancoraggio: la normativa in corso e la Uni 11578:2015 | Ingegneri.info

Dispositivi d’ancoraggio: la normativa in corso e la Uni 11578:2015

News

wpid-896_dispositiviancoraggio.jpg
image_pdf

Come stabilire se i dispositivi di ancoraggio rispondono alla normativa sui Dpi o i Cpr? E perche’ e’ stata redatta la nuova Uni 11578:2015?

di Giorgio Tacconi

 

Le condizioni di rischio nei lavori in quota spesso non sono percepite adeguatamente, specialmente nella piccola manutenzione delle coperture di edifici, come riparazione di infiltrazioni, pulizia grondaie, sostituzione tegole e nell’installazione di terminali di piccoli impianti di condizionamento, antenne satellitari ecc. La mancata previsione in fase di progetto delle condizioni di sicurezza per operare le piccole manutenzioni sulle coperture, linee vita, punti di accesso e ancoraggio aumenta il rischio per operatori che di solito non possiedono competenze e conoscenze sull’accesso sicuro ai luoghi di lavoro costituiti da coperture di edifici.

 

Definizioni e distinzioni

  • ancoraggio: l’insieme comprendente il materiale base (struttura di supporto), l’ancorante e l’elemento da fissare cui può essere collegato il sistema di protezione individuale dalle cadute.
  • sistema di ancoraggio: una configurazione di ancoraggi a cui può essere collegato il sistema di protezione individuale dalle cadute.

Durante l’esecuzione dei lavori in quota, i dispositivi d’ancoraggio a cui collegare i sottosistemi per la protezione contro le cadute dall’alto, possono essere installati sia permanentemente sia non permanentemente nelle opere di costruzione; questa differenza non è sempre valutata correttamente sotto il profilo tecnico-giuridico. La circolare del Ministero del Lavoro, Direzione Generale della Tutela delle Condizioni di Lavoro e delle Relazioni Industriali, n. 3 del 13 febbraio 2015, chiarisce la distinzione tra:

  • dispositivi amovibili, trasportabili e non installati in modo permanente nelle opere di costruzione, da considerarsi dispositivi di protezione individuale (Dpi). Tali dispositivi devono essere portati sul luogo di lavoro e messi in opera dal lavoratore secondo le istruzioni del fabbricante, per poi essere rimossi dal lavoratore stesso, devono essere conformi al D.lgs. 475/1992 (art. 76 D.Lgs. n. 81/2008) e devono avere la marcatura CE. La loro manutenzione è a carico della persona che li utilizza;
  • dispositivi che non seguono il lavoratore alla fine dei lavoro, ma restano fissati alla struttura, anche se possono avere componenti rimovibili, ad es. avvitate a un supporto. In questo caso non è richiesta la marcatura CE e tali dispositivi devono essere considerati prodotti da costruzione rientranti nell’ambito di applicazione del Regolamento (Ue) 305/2011 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 9 marzo 2011, che fissa condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione. La loro manutenzione è a carico del responsabile della struttura sulla quale sono installati.

La distinzione chiarita dalla circolare fa riferimento al fatto che per Dpi si intende “qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza e la salute durante il lavoro” (art. 74, comma 1, D.Lgs. n. 81/2008) che rimanda all’articolo 1, comma 2 del D.Lgs. n. 475/1992: “si intendono per DPI i prodotti che hanno la funzione di salvaguardare la persona che l’indossi o comunque li porti con sé da rischi per la salute e la sicurezza”. E’ importante ricordare che non va considerata Dpi contro le cadute dall’alto la sola parte dell’attrezzatura indossata dal lavoratore, ma l’intero sistema di arresto della caduta, completo di ogni complemento e accessorio raccordabile a un punto di ancoraggio sicuro. Tali Dpi sono di III categoria e quindi richiedono addestramento obbligatorio.

Per quanto riguarda i prodotti da costruzione, essi sono “qualsiasi prodotto o kit fabbricato e immesso sul mercato per essere incorporato in modo permanente in opere di costruzione o in parti di esse e, la cui prestazione incide sulla prestazione delle opere di costruzione rispetto ai requisiti di base delle opere stesse.

il Regolamento Prodotti da Costruzione UE N. 305/2011 (CPR) fissa le condizioni per l’immissione o la messa a disposizione sul mercato di prodotti da costruzione, stabilendo disposizioni armonizzate per la descrizione della prestazione di tali prodotti, in relazione alle loro caratteristiche essenziali e per l’uso della marcatura CE sui prodotti in questione.

 

La nuova norma UNI

Per evitare che dei dispositivi di ancoraggio dichiarati dai fabbricanti come “non permanenti” vengano utilizzati come “permanenti”, la nuova norma Uni 11578:2015 “Dispositivi di ancoraggio destinati all’installazione permanente – Requisiti e metodi di prova”, colma le lacune nell’applicazione e nella destinazione d’uso dei dispositivi di ancoraggio contro le cadute dall’alto, separando definitivamente quelli destinati all’installazione permanente da quelli non destinati a non esserlo. La norma, inoltre, migliora i requisiti e metodi di prova e non crea barriere commerciali a scapito dei prodotti eventualmente già conformi alle norme antecedenti.

La nuova norma Uni 11578 è in linea con le precedenti Uni En 795:2012 e Uni Cen/Ts 16415:2013 e descrive tre tipologie di dispositivi di ancoraggio destinati all’installazione permanente progettati esclusivamente per l’utilizzo coi dispostivi di protezione individuale contro le cadute dall’alto:

  • dispositivo di ancoraggio di tipo A, in un ancoraggio puntuale con uno o più punti di ancoraggio non scorrevoli;
  • dispositivo di ancoraggio di tipo C, in un ancoraggio lineare che utilizza una linea di ancoraggio flessibile che devia dall’orizzontale di non più di 15°;
  • dispositivo di ancoraggio di tipo D, in un ancoraggio lineare che utilizza una linea di ancoraggio rigida che devia dall’orizzontale di non più di 15°.

 

 

L’autore

Giorgio Tacconi

Nato a Milano nel 1956, laureato in giurisprudenza, svolge come libero professionista attività di comunicazione, informazione e consulenza tecnico-giuridica in tema di sicurezza negli ambienti di lavoro, tutela dell’ambiente e sostenibilità, responsabilità sociale d’impresa. Ha collaborato come autore di testi, siti e banche dati con Cedis, McGrawHill, Eco-comm, De Agostini, Rcs, Conde Nast, LifeGate, Sistemi Editoriali, Giappichelli.

Copyright © - Riproduzione riservata
Dispositivi d’ancoraggio: la normativa in corso e la Uni 11578:2015 Ingegneri.info