Dispositivi di protezione individuale contro il rischio caduta dall’alto | Ingegneri.info

Dispositivi di protezione individuale contro il rischio caduta dall’alto

Come difendersi dal rischio di cadute dall'alto utilizzando i corretti Dispositivi di protezione individuale anticaduta

image_pdf

Il Testo Unico sicurezza sul lavoro – D.Lgs. n. 81/2008 – definisce l’importanza dei DPI, acronimo di Dispositivi di protezione individuale, nell’art. 74. I DPI diventano cruciali quando si parla di rischio caduta dall’alto, come lo stesso testo unico indica all’Allegato VIII. In questo articolo proviamo a raccontarvi:
– Origine dei DPI anticaduta
– Definizione dei DPI
– Le varie tipologie di DPI anticaduta

A cosa servono i DPI anticaduta
All’origine un dispositivo anticaduta era costituito da una semplice cintura allacciata in vita; e ancora oggi i DPI anticaduta sono nell’uso corrente chiamati cinture, anche se di fatto l’uso di una semplice cintura in vita è di fatto vietato quale dispositivo anticaduta (è però valido come dispositivo di sola trattenuta).
Oggi un DPI anticaduta è costituito da una imbracatura con cosciali e bretelle, solidale con una cintura, collegato a un cordino fisso o altro dispositivo che, a sua volta, sia assicurato, direttamente o mediante una linea di vita a un idoneo ancoraggio fisso che può trovarsi su parti fisse delle opere stabili o provvisionali.
A differenza dagli altri DPI (differenza fondamentale) che, quando indossati forniscono la protezione che ci si attende, la cintura (o l’imbracatura con cintura) da sola non fornisce protezione alcuna: la fornisce soltanto se inserita in un sistema di protezione di caduta dall’alto che comprenda anche altri elementi, come il cordino e il punto d’ancoraggio.
Obiettivo di tale Sistema di Protezione è quello di causare in caso di caduta, all’arresto, un minore trauma all’infortunato, di non ostacolarne la respirazione e di mantenerlo in posizione eretta, rendendogli quindi meglio sopportabile la scomoda posizione in attesa del soccorso e durante il recupero da parte dei soccorritori.
La sola cintura (senza imbracatura) può essere usata soltanto al fine di costringere il lavoratore a operare in una determinata postazione, o a impedirgli di raggiungere un luogo pericoloso: allo scopo deve quindi essere collegata al punto di ancoraggio sicuro mediante un cordino fisso di lunghezza adeguata.
La norma che regola anche questa tipologia di DPI è il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro) ed in particolare il Titolo III, Capo II (Uso dei dispositivi di protezione individuale).

Sullo stesso argomento leggi anche: Lavori in quota: la normativa sui sistemi protezione per le cadute dall’alto

Definizioni
Un sistema di protezione anticaduta è un DPI composto di vari elementi, che deve permettere una caduta libera non superiore a 1,5 m (4 m in presenza di dissipatore di energia).
La cintura è da applicare attorno alla vita, solidale con un’imbracatura, e che si aggancia a una corda da fissare a o a un dispositivo anticaduta per frenare una caduta libera massima di 60 cm.
L’imbracatura è un dispositivo di protezione individuale non soltanto per lavoratori che operino in posti di lavoro in quota, nei quali è presente il rischio di caduta dall’alto, ma anche per lavoratori che operino in ambienti a rischio come gli ambienti confinati (serbatoi, reattori, tubazioni di grande diametro) nei quali potrebbero essere presenti gas e vapori tossici e/o concentrazioni di ossigeno inferiori al 17%.

Tipologie di DPI anticaduta
In base al rischio presente nelle lavorazioni i DPI anticaduta si possono dividere in tre tipi:
a) cintura di sicurezza per la trattenuta della persona al suo livello di lavoro: questo tipo di dispositivo è utilizzato in modo sistematico, ad esempio nel caso di lavori da eseguire su di un palo;
b) imbracatura per il sollevamento di persone: tale imbracatura è un DPI di impiego tassativo sempre nel caso di lavori in ambienti confinati che abbiano contenuto sostanze o preparati pericolosi (nocivi, tossici, infiammabili, inquinanti in genere, biologici). Sono ambienti confinati, pozzi, pozzi neri, fogne, cunicoli, camini, fosse, gallerie, tubazioni, canalizzazioni, vasche, serbatoi, reattori, forni, caldaie. In tale caso il cordino deve uscire dal passo d’uomo del recipiente affinché il soccorritore possa riportare all’esterno una persona che abbia perso conoscenza per asfissia, infortunio o altra ragione;
c) imbracatura con fune di trattenuta: questo dispositivo di protezione è indossato dalle persone che lavorano in quota e sono a rischio di caduta da dislivello (presso gronde o cornicioni, sui tetti, sui ponti sviluppabili, su opere di demolizioni e nei lavori analoghi che comunque espongono a rischi di cadute dall’alto o entro cavità, quando non possano essere applicati parapetti o impalcati di protezione. La cintura è collegata a una fune per la trattenuta; la resistenza di tutte le parti di cintura e fune (nonché quella del punto di ancoraggio) deve essere proporzionata allo strappo, il quale supera di molto il peso della persona. L’insieme dei componenti di questo sistema anticaduta deve essere complessivamente molto più robusto dei che per tipi precedenti. Di solito basta una sola fune di trattenuta, la quale va fissata a parti stabili di opere fisse o anche provvisionali, purché sicuramente capaci di resistere allo stappo violento e improvviso.
Al fine di evitare che la fune o la cintura o una bretella si rompano e che la persona subisca gravi lesioni, occorre ridurre l’altezza della possibile caduta; per questa ragione la fune di trattenuta va continuamente regolata durante il lavoro. Per la regolazione va tenuta presente la lunghezza della fune e anche l’altezza rispettiva dei due estremi della fune di trattenuta.
Nel disporre l’attacco della cintura alla fune di trattenuta è necessario seguire le seguenti regole:
a) l’attacco della fune di trattenuta al punto di fissaggio deve essere sempre più alto dell’attacco della fune alla cintura;
b) l’attacco della fune di trattenuta al punto di fissaggio deve essere verticale del punto di attacco alla cintura;
c) la lunghezza della fune di trattenuta può al massimo superare di 1,5 m la distanza tra i punti di attacco della fune stessa (attacco al punto fisso e attacco alla cintura). Limitatamente alle operazioni di montaggio e smontaggio dei ponteggi metallici fissi è ammessa una deroga alla lunghezza di 1,5 m qualora vengono utilizzate cinture di sicurezza con freno a dissipazione di energia, una guida rigida da applicare orizzontalmente ai montanti interni del ponteggio o un organo di ancoraggio scorrevole sulla suddetta guida provvisto di attacco per la cintura di sicurezza. In questo caso la lunghezza della fune di trattenuta può raggiungere i 2 m (art. 1, D.M. 28 maggio 1985).

Tutto Sicurezza e Ambiente contiene l’aggiornamento completo di tutte le tipologie di DPI disponibili, scrupolosamente descritti per soddisfare al meglio le esigenze operative del consulente della sicurezza o dell’RSPP. Prova  o richiedi Tutto Sicurezza e Ambiente

Per un quadro generale sui DPI leggi anche: Dispositivi di protezione individuale: le varie tipologie di DPI
Dispositivi di protezione individuale: definizione di DPI, categorie, obblighi, sanzioni

Copyright © - Riproduzione riservata
Dispositivi di protezione individuale contro il rischio caduta dall’alto Ingegneri.info