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Il documento sanitario personale per i lavoratori esposti a rischio radiazioni ionizzanti

Il documento sanitario personale è una cartella sanitaria e di rischio per i lavoratori esposti a radiazioni ionizzanti. Un focus con un approfondimento sull’automatizzazione del processo

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I dati relativi alla sorveglianza medica sui lavoratori esposti alle radiazioni ionizzanti devono essere riportati nel documento sanitario personale con le caratteristiche definite dall’allegato XI del D.Lgs. n. 230/1995 che conserva la sua validità in attesa dell’emanazione del decreto contemplato dal c. 5, art. 90 del D.Lgs. n. 230/1995 (D.Lgs. n. 230/1995, art. 152-bis). Anche in caso di esposizione contemporanea a rischi da radiazioni ionizzanti e rischi “convenzionali” è possibile l’utilizzo del Documento sanitario personale istituito e aggiornato secondo quanto previsto dall’allegato XI del D.Lgs. n. 230/1995 per il quale si rimanda all’apposito capitolo.
Particolare attenzione va prestata al fatto che, in questo caso di “doppia esposizione”, la visita (e relativo giudizio d’idoneità) per i rischi convenzionali deve essere eseguita da un medico competente, quella per i lavoratori esposti a radiazioni ionizzanti di categoria A da un medico autorizzato. Pertanto, qualora queste due caratteristiche professionali non siano contemporaneamente possedute dallo stesso sanitario, sarà necessaria l’esecuzione della visita e l’emissione del relativo giudizio d’idoneità da parte dei due medici, ognuno per le proprie competenze; per tale motivo il nuovo Documento sanitario personale prevede la doppia firma. Comunque, considerando i possibili problemi derivanti dal rispetto delle disposizioni di cui al D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, le diverse modalità di istituzione, conservazione e, soprattutto obblighi connessi in caso di risoluzione del rapporto di lavoro, si sconsiglia vivamente l’istituzione, in caso di doppia esposizione, di un unico documento sanitario.
Nonostante la diversità della terminologia, dovuta al differente contesto in cui tale documento è stato ideato, si tratta in pratica di una cartella sanitaria e di rischio adattata per le caratteristiche della sorveglianza sanitaria in caso di lavori con esposizione ai rischi da radiazioni ionizzanti. Per queste attività lavorative, in ottemperanza al già citato D.Lgs. n. 230/1995, tale documento è obbligatorio e deve rispondere a tutti i requisiti di istituzione, aggiornamento e conservazione previsti dal decreto nell’allegato XI.

Il documento sanitario personale, costituito da fogli legati e numerati progressivamente, deve essere conforme al modello C riportato nel suddetto allegato XI; scopo principale di un siffatto documento, come dichiarato dallo stesso Ministero del lavoro, è quello di garantirne l’uniformità su tutto il territorio nazionale, tutelarne l’inalterabilità e prevenire irregolarità nella conservazione (Min. lavoro circ. 7 marzo 1991, n. 46). A tale scopo la legatura dei fogli deve essere effettuata con punti metallici (Min. lavoro circ. 20 novembre 1991, n. 151). Ovviamente anche un documento sanitario personale informatizzato deve essere provvisto degli opportuni sistemi di sicurezza per evitare cancellazioni o modifiche.
Il concetto di “conformità”, così come era previsto per il documento stesso nei confronti del modello allegato al D.M. n. 449/1990, è stato finalmente ridimensionato dal D.Lgs. n. 241/2000, per cui adesso è consentita l’adozione di documenti sanitari personali diversi dal modello C, sempre che vi siano comunque inclusi i dati e le notizie indicati nel modello stesso (D.Lgs. n. 230/1995, all. XI, punto 8.4.); viene inoltre raccomandato l’utilizzo del formato UNI.
I documenti devono essere preventivamente intestati al lavoratore (nella prima pagina), firmati dal medico addetto alla sorveglianza medica e devono riportare la data e la firma del datore di lavoro che dichiara nel contempo il numero delle pagine di cui si compongono i documenti medesimi (D.Lgs. n. 230/1995, all. XI, punti 11.2 e 11.3).
È stato disposto inoltre che per ogni lavoratore soggetto a sorveglianza medica presso un determinato datore di lavoro, anche se in sedi lavorative diverse, debba essere istituito un solo documento sanitario. Soltanto a loro completo esaurimento, o per altri comprovati motivi di forza maggiore (deterioramento, smarrimento), gli stessi possono essere sostituiti. In tal caso l’istituzione di un nuovo documento sanitario è comunque subordinata alla dichiarazione, nello spazio all’uopo riservato, del motivo della sostituzione.
Nel caso in cui il lavoratore presti la propria opera presso più datori di lavoro, si conferma la opportunità, che i diversi datori di lavoro affidino formalmente l’incarico ad un unico medico addetto alla sorveglianza medica (Min. lavoro circ. 20 novembre 1991, n. 151).

Requisiti per l’elaborazione automatica di dati legati al documento sanitario personale

È consentito l’impiego di sistemi di elaborazione automatica di dati per la memorizzazione del documento sanitario personale, purché vengano soddisfatti i seguenti requisiti (D.Lgs. n. 230/1995, all. XI, punto 13):
a) l’accesso alle funzioni del sistema sia consentito soltanto al medico addetto alla sorveglianza medica o a suo delegato; devono essere previsti diversi livelli di accesso, sia di sola lettura che di scrittura, limitati comunque al personale sanitario o di supporto al medico. Il primo livello, relativo ai dati anagrafici, cronologici degli accertamenti sanitari e dei giudizi d’idoneità, può essere accessibile, anche in scrittura, al personale di segreteria. Il secondo livello, inerente i dati sanitari, deve essere accessibile al personale paramedico (legato al segreto professionale); l’abilitazione sarà di sola lettura per tutti i dati, mentre sarà possibile la scrittura dei risultati degli accertamenti specialistici e di laboratorio. Il terzo livello di accesso, tipico del medico addetto alla sorveglianza medica, sarà di lettura e scrittura di tutti i dati. È utile prevedere un livello superiore di amministratore del sistema, che sia sempre un medico, che abbia anche la facoltà di attribuire le userid e le password;
b) le operazioni di espressione di ogni giudizio di idoneità (e le eventuali limitazioni) siano univocamente riconducibili al medico che ha effettuato la visita mediante la memorizzazione di un codice identificativo autogenerato; tale “firma elettronica” può essere strettamente ed automaticamente collegata alla userid e relativa password di accesso;
c) le eventuali informazioni di modifica, ivi comprese quelle inerenti alle generalità ed ai dati occupazionali del lavoratore, siano solo aggiuntive a quelle già memorizzate; viene ribadito l’obbligo, previsto per il documento convenzionale, di rendere riconoscibili tutte le correzioni eventualmente effettuate, generando anche in questo caso una “firma elettronica”;
d) sia possibile in qualsiasi momento riprodurre su supporti a stampa, secondo il modello di scheda allegata al decreto, le informazioni sanitarie contenute nei supporti di memoria;
e) la conservazione delle informazioni deve avvenire almeno su due distinti supporti informatici di memoria; si suggerisce l’effettuazione di varie copie di sicurezza, anche mediante l’utilizzo di moderni sistemi non volatili, quali CD ROM;
f) devono essere implementati, e ovviamente utilizzati con notevole frequenza, programmi di protezione e di controllo del sistema da codici virali. Si suggerisce di utilizzare programmi antivirus che effettuino scansioni automatiche e periodiche del sistema;
g) sia redatta, a cura dell’esercente il sistema, una procedura in cui siano dettagliatamente descritte le operazioni necessarie per la gestione del sistema medesimo; ovviamente in questa procedura non devono essere riportate le password di accesso;
h) la documentazione su supporto informatico, deve essere custodita nel rispetto del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, in materia di protezione dei dati personali;
i) nel caso in cui le attività del datore di lavoro siano articolate su vari sedi geografiche o organizzate in distinti settori funzionali, l’accesso ai dati può avvenire mediante reti di comunicazione elettronica, attraverso la trasmissione della password in modalità criptata e fermo restando quanto previsto sopra, relativamente alla immissione e validazione dei dati da parte delle persone responsabili.
Per utilizzare sistemi informatici è necessaria una preventiva dichiarazione del datore di lavoro che attesti la rispondenza dei sistemi di elaborazione automatica a tutti i suddetti requisiti.
In caso di cessazione del rapporto di lavoro, le informazioni contenute nei supporti di memoria devono essere riprodotte a stampa e sul documento sanitario personale così ottenuto deve essere apposta la data e la firma del medico addetto alla sorveglianza medica. Una copia di tale documento deve essere inviato all’INAIL e un’altra deve essere consegnata al lavoratore (D.Lgs. n. 230/1995, art. 90, c. 4).

Allegati: Medicina del Lavoro

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