Rischi correlati e i DPI da utilizzare in una impresa di pulizia | Ingegneri.info

Rischi correlati e i DPI da utilizzare in una impresa di pulizia

Lavorare in sicurezza è un obbligo ed i lavoratori hanno il diritto di essere informati e salvaguardati da qualsiasi condizione di pericolo

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Definito come uno dei settori più importanti e dinamici tra i settori dei servizi nell’U.E., il settore delle imprese di pulizia, costituito prevalentemente da piccole e medie imprese, si conferma tra i settori ad alto rischio infortunistico con una elevata frequenza di disturbi muscolo scheletrici che costituiscono il 30-40% delle malattie professionali per gli operatori del comparto.

Con lo svolgimento di diverse attività in luoghi di lavoro come di uffici, scuole, ristorazione e alberghi, case di ricovero e cura, ospedali, abitazioni private, condomini ed industrie infatti, l’operatore del settore è esposto giornalmente a molteplici rischi che impongono la necessità e l’obbligo, per legge, di far fronte al pericolo con misure di prevenzione e protezione speciali che permettano di annullare o ridurre i danni correlati.

Spesso, la scarsa conoscenza, l’incoscienza, la distrazione e la troppa sicurezza nello svolgimento della propria mansione da parte dell’operatore, sono tra le principali cause che provocano incidenti sul luogo di lavoro, confermando ed evidenziando quanto sia importante l’idoneo comportamento del personale in relazione al lavoro svolto, la giusta conoscenza del luogo di lavoro nel quale si opera, la corretta identificazione e  l’utilizzo dei dispositivi di protezione collettiva ed individuale.

“Approfondisci il tema sul comportamento imprudente del lavoratore e l’uso dei DPI: chi può essere condannato”

In questa guida, tratteremo il tema in maniera schematica e concreta, analizzando la normativa vigente e focalizzando l’attenzione sulle principali misure di prevenzione e di igiene che l’operatore può attuare nel proprio lavoro quotidiano, con l’auspicio di richiamare l’attenzione anche su quegli aspetti che, a causa della dimestichezza e della confidenza con la propria mansione, spesso si tende a sottovalutare o a dare per scontati.

Quali sono i pericoli ed i rischi connessi al lavoro per gli addetti alle pulizie?

Qualsiasi attività svolta in ambito lavorativo, potrebbe nascondere delle circostanze (pericoli) dalle quali potrebbero scaturire (rischi) delle conseguenze (danni) sia per la sicurezza che per la salute dell’individuo.

Potendo definire il pericolo, quale proprietà, o qualità, o modalità dannosa propria di una macchina, di una attrezzatura di lavoro, di una sostanza, di una mansione lavorativa o dell’ambiente in cui si opera, ed il  rischio (per l’uomo o per l’ambiente) come la situazione che si manifesta quando vi è contemporanea presenza di un pericolo e di qualcuno (uomo) o qualcosa (bene patrimoniale o ambiente naturale) esposto ad esso, quest’ultimo (rischio) lo si può identificare come il prodotto tra la pericolosità (la probabilità che un evento si verifichi in un determinato spazio/tempo) e la magnitudo, cioè la gravità del potenziale danno.

Nel comparto delle imprese di pulizia i pericoli per l’operatore sono molteplici e spesso legati alle condizioni di lavoro (lavoro in quota, movimentazione manuale di carichi e movimenti ripetitivi, contatto con agenti chimici, contatto con agenti biologici, lavoro serale, ecc.) ed al luogo di lavoro nel quale si opera (uffici, scuole, ristorazione e alberghi, case di ricovero e cura, ospedali, abitazioni private, condomini, industrie, ecc.).

Per questo, il rischio di cadute e scivolamenti, così come quello dei movimenti ripetitivi, del rumore, delle vibrazioni e folgorazione (dovuti alle attrezzature e macchinari utilizzati), il rischio biologico ed il rischio chimico (quest’ultimo imputabile alle sostanze utilizzate per detergere e disinfettare le superfici), rappresentano oggi, le maggiori cause di infortunio e rischi per la salute nel settore delle pulizie.

Distinguibili in due macro-categorie quindi, i rischi correlati al settore delle pulizie, possono essere legati all’esposizione ai fattori chimici, fisici e biologici ed i rischi trasversali o organizzativi derivanti dall’uso macchine, attrezzature, movimentazione manuale dei carichi, scivolamento e caduta, urti, ed elettricità.

Tra questi, si evidenziano in particolare:

  • Fattori chimici: aerosol da sostanze chimiche (polveri, fumi, nebbie), gas, vapori e liquidi;
  • Fattori fisici: rumore, vibrazioni, rischi meccanici, rischi termici, rischi elettrici;
  • Fattori biologici: virus e muffe, secrezioni fungine ed endotossine, acari, insetti.

ed i rischi trasversali o organizzativi correlati a:

  • L’uso di attrezzature (aspirapolvere, lavasciuga, spandicera/asciugatrice, ecc.)
  • La movimentazione manuale dei carichi;
  • Elevata frequenza dei movimenti ripetitivi
  • L’elettricità;
  • Il lavoro notturno.

La normativa vigente ed i dispositivi di protezione individuale (DPI)

Il Testo Unico sulla Sicurezza e Salute sul Lavoro D.Lgs. n. 81/2008 è il pilastro portante della sicurezza sui luoghi di lavoro. Subentrato all’ex D.Lgs. n. 626/94, ed integrato e modificato dal D.Lgs. n. 106/2009 garantisce la tutela dei lavoratori in materia di salute e sicurezza negli ambienti lavorativi, sancendo l’obbligo per il datore di lavoro di effettuare l’analisi dei rischi di natura chimica, fisica e biologica associati alle mansioni lavorative, alle macchine, alle attrezzature e alle sostanze utilizzate o comunque presenti nell’ambiente di lavoro e di attuare prioritariamente misure di prevenzione eliminando (o comunque riducendo al minimo possibile) i rischi connessi con l’attività lavorativa (ovvero minimizzando la presenza di pericoli e/o l’esposizione dei lavoratori) ed attuando secondariamente le necessarie misure di protezione (collettive e individuali) contro gli ineliminabili rischi residui.

Tra quest’ultime, vi sono i dispositivi di protezione individuale (DPI), quali attrezzature destinate ad essere indossate dal lavoratore per proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciare la sicurezza o la salute durante il lavoro.

Impiegati esclusivamente quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro (art. 75 del D.Lgs. n. 81/2008), i DPI infatti, vengono definiti dal D.Lgs. n. 81/2008, Titolo III, Capo II, Art. 74, come “qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggere contro uno o più rischi suscettibili di minacciare la propria sicurezza o la salute durante il lavoro, nonchè ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo“, e secondo il quale, all’art. 76 dello stesso, questi devono:

  • essere conformi alle norme di cui al D.Lgs. n. 475/1992 e ss.mm.ii.;
  • essere adeguati ai rischi da prevenire, senza comportare di per sè un rischio maggiore;
  • essere adeguati alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro;
  • tenere conto delle esigenze ergonomiche o di salute del lavoratore;
  • poter essere adattati all’utilizzatore secondo le sue necessità;
  • essere tra loro compatibili e tali da mantenere, anche nell’uso simultaneo, la propria efficacia nei confronti del rischio e dei rischi corrispondenti, in caso di rischi multipli che richiedono l’uso simultaneo di più DPI.

In relazione al settore delle pulizie, alle fonti di rischio che da esso derivano, alla normativa vigente di seguito elencata:

  • D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”;
  • D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106Disposizioni integrative e correttive al decreto 9 aprile 2008 n. 81 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”;

ed agli organi bersaglio in relazione alle mansioni svolte quali occhi, volto, mani, piedi, vie respiratorie, udito e corpo, le dotazioni di sicurezza da predisporre e utilizzare per lo svolgimento di mansioni nel settore dovranno essere atte alla protezione degli arti superiori e inferiori, occhi, viso e capo, del corpo e delle vie respiratorie.

I DPI da utilizzare da

Nel settore delle pulizie, una corretta attribuzione ed un uso appropriato dei dispositivi di protezione individuale (cosa utilizzare e chi utilizza cosa) non può prescindere dalle specifiche attività, nelle quali ogni lavoratore troverà la sua collocazione più idonea e conseguentemente i rischi ai quali comunemente viene sottoposto.

Le diverse tipologie di rischio (chimico, biologico, fisico e meccanico) renderanno necessario l’utilizzo di specifici DPI: la gravità del rischio, la sua durata nel tempo e la caratteristica della mansione caratterizzeranno le diverse tipologia di materiali, la cui scelta, il cui acquisto e le cui indicazioni d’uso dovranno necessariamente fare riferimento alle indicazioni ed all’esperienza di tutti i lavoratori interessati.

In via generale, vista la particolarità e la varietà delle attività svolte dalle imprese di pulizie, tra le prime dotazioni di sicurezza vi è la necessità di utilizzare dei dispositivi di protezione per:

  • le mani, i piedi ed il capo, volti a proteggere dal rischio biologico;
  • gli occhi e il viso con lo scopo di proteggere l’operatore da spruzzi, gocce, polveri e gas;
  • l’udito, per l’eventuale esposizione di alcuni operatori all’uso di strumenti particolarmente rumorosi per un elevato numero di ore;
  • le vie respiratorie, atti a proteggere l’operatore dal rischio di esposizione ad agenti biologici, chimici o fisici in grado di arrecare seri danni alle vie respiratori;
  • il corpo in relazione all’uso di apparecchiature elettriche, la movimentazione dei carichi e l’alta frequenza di compiere movimenti ripetitivi;

Nello specifico, inerentemente la protezione degli arti superiori, vista la possibile esposizione al rischio chimico e biologico e per via delle variabili concernenti la professionalità dell’operatore, l’adozione rigorosa delle procedure, la frequenza con la quale l’operatore esegue la procedura (indipendentemente dalla corretta esecuzione: il rischio aumenta con l’aumento del numero di operazioni), la situazione specifica (operazioni in spazi ridotti, ecc.) ed il tipo di fonte (luoghi da pulire), può avvenire per mezzo di guanti monouso distinguibili in:

  • Guanti fino all’avambraccio per l’utilizzo di prodotti indicati come pericolosi;
  • Guanti normali per l’utilizzo di prodotti che non hanno simbolo di pericolo;
  • Guanti antivibranti da utilizzare durante le operazioni eseguite con attrezzature che espongono il lavoratore a vibrazioni continuative nell’arco temporale (aspirapolvere, lavasciuga, ecc.)

Riguardo la protezione degli occhi e del volto, per via delle molteplici mansioni svolte dagli operatori che ne espongono occhi e viso a rischio chimico quali getti o spruzzi o vapori di sostanze corrosive o irritanti durante le operazioni di travaso e miscelazione, i dispositivi di protezioni maggiormente utilizzati sono gli occhiali del tipo a mascherina.

Molte delle operazioni svolte abitualmente da operatori dei servizi di pulizia inoltre, comportano un rischio di esposizione ad agenti biologici, chimici o fisici in grado di arrecare seri danni alle vie respiratorie. In questi casi solo una accurata valutazione del rischio, condotta attraverso una analisi della mansione/procedura, una raccolta di informazioni sull’agente pericoloso desunte dalla scheda di sicurezza del prodotto e da studi sulle modalità attraverso le quali la sostanza-agente penetra nell’organismo per arrecare il suo danno, permette di individuare il corretto respiratore da fare indossare all’operatore esposto.

Seguendo questa linea procedurale si possono così individuare gli operatori e le situazioni a rischio per le quali la normale mascherina tessuto non tessuto antipolvere deve essere sostituita da un respiratore con filtri in grado di trattenere i vapori organici (es.: glutaraldeide, acidi, solventi aromatici, ecc.) oppure particolato o aerosol inalabili es.: batteri aerodispersi, polveri allergizzanti).

Riguardo la protezione dei piedi, invece, il personale deve essere dotato di calzature antisdrucciolo atte a prevenire il rischio di scivolamento durante la pulizia dei pavimenti, e di scarpe antifortunistiche in relazione alla specificità della mansione, della loro peculiarità e il livello di esposizione (movimentazione di carichi pesanti, ecc.)

Dotazioni importanti infine, risultano essere gli indumenti a tenuta di spruzzi e di particelle da usare durante la preparazione e miscelazione delle sostanze per la pulizia delle superfici, gli otoprotettori, per via del possibile uso di apparecchiature elettriche che espongono l’operatore a forti rumori per un elevato numero di ore e l’elmetto copricapo, nel caso l’operatore debba svolgere lavori in quota e sussista il pericolo di caduta dall’alto.

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