I guanti come DPI: i dispositivi di protezione di mani e braccia | Ingegneri.info

I guanti come DPI: i dispositivi di protezione di mani e braccia

Lavorare in sicurezza è un obbligo ed i lavoratori hanno il diritto di essere informati e salvaguardati da qualsiasi condizione di pericolo

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Impiegati nei casi in cui i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti con misure tecniche di prevenzione, con mezzi di prevenzione collettiva, con misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro, i guanti di protezione, hannola funzione di proteggere le mani da rischi chimici (contatti con profotti e preparati pericolosi, ecc.), biologici (schizzi, contatti con materiale biologico ecc.), meccanici (tagli, graffi, abrasioni, ecc.), fisici (freddo, caldo, radiazioni, tensioni elettriche, ecc.).

Esplicitamente richiamati dal D.Lgs. n. 81/2008 quali dispositivi di protezione individuale, nell’All. VIII, punto 4)Indicazioni non esaurienti per la valutazione dei dispositivi di protezione individuale, rispondenti alle due direttive europee specifiche che fissano i criteri di costruzione e di progettazione Dir. Eur. 89/686/CEE e ss.mm.ii. recepita in Italia con D.Lgs. n. 476/1992 ed alla norma UNI EN 420 Guanti di protezione. Requisiti generali e metodi di prova , i requisiti generali e fondamentali per i guanti di protezione sono:

  • Innocuità: i materiali del guanto, comprese le cuciture e i bordi, nonché i prodotti della laoro degradazione e le sostanze in essi contenuti, e in particolare quelle parti che sono a diretto contatto con l’utilizzatore, non devono danneggiare la sua salute e la sua igiene;
  • Ergonomia/confortevolezza;
  • Destrezza;
  • Trasmissione e assorbimento del vapore acqueo: se possibile, devono permettere la permeabilità al vapore acqueo in modo che le mani dell’operatore possano operate in una situazione di benessere. Qualora le caratteristiche di protezione del guanto impediscano o escludano la permeabilità al vapore acqueo, il DPI dovrà essere progettato per ridurre il più possibile gli effetti della traspirazione;
  • Pulizia.

In funzione della mansione del lavoratore, delle caratteristiche del guanto, della biocompatibilità e della parte della mano e/o del braccio che si vuole proteggere, si hanno poi, diverse tipologie di guanti, quali:

  • Guanti a manopola: adatti per lavori pesanti e utili per la protezione contro lesioni provocate meccanicamente (trasporto, lavori di imbracatura, lavori di smistamento e riparazioni, presa o sostegno di oggetti di grande dimensione con superfici ruvide o spigoli vivi, ecc.);
  • Guanti a tre dita: adatti per lavori che richiedono l’uso di singole dita (saldatura, molatura e riparazioni, ecc.);
  • Guanti a cinque dita: adatti per lavori in cui è richiesta particolare destrezza delle mani;
  • Guanti a mezze dita: adatti per lavori in cui è richiesta particolare destrezza e sensibilità tattile delle dita.
Tipologie di guanti protettivi

Tipologie di guanti protettivi

Classificazione e caratteristiche dei guanti

È molto importante, ai fini della loro scelta, prestare attenzione ai livelli prestazionali dei guanti e alla ergonomia/confortevolezza.

A tal proposito, i livelli di prestazione del guanto (LP), definiti per ogni tipo di rischio, sono rappresentati da un numero che indica una particolare categoria o intervallo di prestazione con la quale si vanno a graduare i guanti in base alle prove di laboratorio. Tale classificazione, è effettuata all’interno di 4,5 o 6 livelli prestazionali a seconda del tipo di rischio ( il numero 4,5 o 6 indica un livello di prestazione più elevato rispetto al rischio in esame; il numero 0, indica invece, che non sono state effettuate prove oppure che il guanto si trova al di sotto del livello minimo di prestazione ammesso).

Differendosi come anticipato, in funzione dei rischi al quale è sottoposto l’operatore (fisici, chimici, biologici e  meccanici), i guanti si distinguono per:

  • Manipolazioni generiche: consigliati per manipolazione fine in ambienti asciutti, grassi e umidi i campi di impiego sono le attività di trasporto, l’assemblaggio e la manipolazione di componenti elettrici (semiconduttori, microprocessori), la separazione di piccoli pezzi (elettrodomestici, industria automobilistica, dadi e bulloni),l’elettronica, l’attività all’interno di camere bianche (settore farmaceutico ed elettronico), la meccanica di precisione (assemblaggio di componenti piccoli/leggeri), manipolazioni pesanti di oggetti abrasivi, ecc,;
  • Protezione antitaglio: consigliati per la movimentazione di oggetti che presentano un elevato rischio di perforazione, i campi di impiego sono la sanità (rifiuti di ospedali, lavanderie di ospedali, ambulatori veterinari), raccolta e smaltimento (rifiuti domestici, elettricità, elettronica), rifiuti con rischio di infezione, applicazione della legge (polizia, dogana), attività di pulizia (aerei, treni, stadi, ecc.), manutenzione (fabbriche che trattano rifiuti nucleari, ascensori), ecc.;
  • Protezione termica: consigliati per la saldature e le manipolazioni pesanti, i campi d’impiego sono la saldatura MIG, la saldatura ad arco, le manipolazioni pesanti, le attività in fonderia, lo svolgimento di attività con temperature di contatto fino a 500°C , i laboratori, la lavorazione e il trattamento dei metalli, attività intorno a macchinari caldi, ecc.;
  • Protezione dal freddo: consigliati per la protezione dal freddo, i campi d’impiego sono la manipolazione di prodotti freschi o congelati e attività in celle e magazzini frigoriferi, le manipolazioni generiche in ambienti freddi, lavori in esterni, la manutenzione di strada, la logistica (operatori e conducenti di carrelli elevatori a forche), lo stoccaggio e l’imballaggio, il settore edile, la metallurgia e ingegneria meccanica, la movimentazione di carichi/bagagli in ambiente aeroportuale, ecc.;
  • Protezione chimica: essenzialmente della tipologia monouso, i campi di impiego sono la preparazione di alimenti, le attività di laboratorio, la produzione e presentazione di cosmetici, le attività ospedaliere comuni, l’assemblaggio di oggetti di piccole dimensioni, lo sgrassaggio di metalli, la produzione e applicazione di vernici, la movimentazione di parti pesanti contaminate da sostanze chimiche, la manipolazione di sostanze chimiche con requisiti antistatici, lavoro con resine epossidiche, laboratori e operazioni a contatto con sostanze chimiche, manipolazione di alimenti, industria farmaceutica, attività in camere bianche, servizi di emergenza e protezione civile, ecc.;
  • Protezione drybox: consigliati per il lavoro in camere a guanti nei settori farmaceutico, della difesa, produttivo, biotecnologico e dei semiconduttori e nucleare , sono l’ideale per la manipolazione di sostanze chimiche altamente tossiche;
  • Protezione elettrica: costituendo la prima barriera contro le correnti elettriche, le aree di applicazione includono la produzione, i trasporti, la generazione e la distribuzione di elettricità in settori quali quello ferroviario, delle telecomunicazioni ed edile e l’installazione e la manutenzione di pannelli solari e batterie per auto ibride, ecc.;
  • Protezione in maglia metallica: atti a proteggere contro tagli e intaccature da coltello a mano, i campi d’impiego sono attività di taglio, taglio di fori, spelatura di cavi, l’industria tessile, ecc.

La marcatura e le note informative

La marcatura, normalmente, è stampigliata sul dorso del guanto e riporta almeno le seguenti informazioni:

  • Identificazione del fabbricante;
  • Taglia;
  • Modello;
  • Riferimento alla norma;
  • Marcatura CE;
  • Simbolo di protezione;
  • Livelli di prestazione.
Es. Marcatura guanti antinfortunistici stampigliata sul dorso del dispositivo di protezione

Es. Marcatura guanti antinfortunistici stampigliata sul dorso del dispositivo di protezione

Ogni dispositivo inoltre, deve essere accompagnato da una nota informativa che contenga, oltre ai requisiti di sicurezza:

  • L’indicazione dei tipi di lavoro per cui il prodotto è adatto, con l’avvertenza riguardante le categorie di lavoro in cui l’attrezzatura potrebbe esporre al rischio di lesioni, precisando in particolare i rischi associati a utensili elettrici e macchine elettriche con parti in movimento;
  • Le indicazioni per la scelta della taglia adatta all’utilizzatore;
  • Le indicazioni per indossare e adattare il guanto e il proteggi-braccio sul corpo dell’utilizzatore;
  • L’avvertenza che l’attrezzatura deve essere utilizzata solo nella forma in cui è fornita;
  • Istruzioni per la pulizia e per la sterilizzazione appropriata ai diversi tipi d’uso, compresa un’avvertenza relativa ai trattamenti di cui è noto un effetto dannoso sul prodotto e l’effetto di ripetuti cicli di pulitura;
  • Le istruzioni per l’immagazzinamento;
  • Un’avvertenza riguardante gli effetti sul livello di protezione provocati dall’invecchiamento, dall’usura, dai fattori ambientali e dai prodotti chimici compresi oli e solventi;
  • Le istruzioni:
    – il riconoscimento della degradazione del dispositivo;
    – i criteri da usarsi per decidere se un prodotto deve essere riparato o sostituito.

Le normative di riferimento

Il Testo Unico sulla Sicurezza e Salute sul Lavoro D.Lgs. n. 81/2008 è il pilastro portante della sicurezza sui luoghi di lavoro. Subentrato all’ex D.Lgs. n. 626/1994, ed integrato e modificato dal D.Lgs. n. 106/2009 garantisce la tutela dei lavoratori in materia di salute e sicurezza negli ambienti lavorativi, sancendo l’obbligo per il datore di lavoro di effettuare l’analisi dei rischi di natura chimica, fisica e biologica associati alle mansioni lavorative, alle macchine, alle attrezzature e alle sostanze utilizzate o comunque presenti nell’ambiente di lavoro e di attuare prioritariamente misure di prevenzione eliminando (o comunque riducendo al minimo possibile) i rischi connessi con l’attività lavorativa (ovvero minimizzando la presenza di pericoli e/o l’esposizione dei lavoratori) ed attuando secondariamente le necessarie misure di protezione (collettive e individuali) contro gli ineliminabili rischi residui.

Tra quest’ultime, vi sono i dispositivi di protezione individuale (DPI), quali attrezzature destinate ad essere indossate dal lavoratore per proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciare la sicurezza o la salute durante il lavoro.

Impiegati esclusivamente quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro (art. 75 del D.Lgs. n. 81/2008), i DPI infatti, vengono definiti dal D.Lgs. n. 81/2008, Titolo III, Capo II, Art. 74, come “qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggere contro uno o più rischi suscettibili di minacciare la propria sicurezza o la salute durante il lavoro, nonchè ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo“, e secondo il quale, all’art. 76 dello stesso, questi devono:

  • essere conformi alle norme di cui al D.Lgs. n. 475/1992 e ss.mm.ii.;
  • essere adeguati ai rischi da prevenire, senza comportare di per sè un rischio maggiore;
  • essere adeguati alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro;
  • tenere conto delle esigenze ergonomiche o di salute del lavoratore;
  • poter essere adattati all’utilizzatore secondo le sue necessità;
  • essere tra loro compatibili e tali da mantenere, anche nell’uso simultaneo, la propria efficacia nei confronti del rischio e dei rischi corrispondenti, in caso di rischi multipli che richiedono l’uso simultaneo di più DPI.

Per i guanti di protezione inoltre, le norme specifiche di riferimento, vengono riportate di seguito, in un elenco non esaustivo:

Norma Titolo
UNI 5262 Elastomeri: prodotti finiti. Guanti di protezione industriale
UNI EN 374-1 Guanti di protezione contro prodotti chimici e microrganismi – Parte 1: Terminologia e requisiti prestazionali
UNI EN 374-2 Guanti di protezione contro prodotti chimici e microrganismi – Parte 2: Determinazione della resistenza alla penetrazione
UNI EN 374-3 Guanti di protezione contro prodotti chimici e microrganismi – Parte 3: Determinazione della resistenza alla permeazione dei prodotti chimici
UNI EN 381-1 Indumenti di protezione per utilizzatori di seghe a catena portatili. Banco di prova per la verifica della resistenza al taglio con una sega a catena
UNI EN 381-4 Indumenti di protezione per utilizzatori di seghe a catena portatili. Metodi di prova per guanti di protezione per l’utilizzazione di seghe a catena
UNI EN 381-7 Indumenti di protezione per utilizzatori di seghe a catena portatili. Requisiti per guanti di protezione per l’utilizzazione di seghe a catena
UNI EN 388 Guanti di protezione contro i rischi meccanici
UNI EN 407 Guanti di protezione contro i rischi termici (calore e/o fuoco)
UNI EN 420 Guanti di protezione – Requisiti generali e metodi di prova
UNI EN 421 Guanti di protezione contro le radiazioni ionizzanti e la contaminazione radioattiva
UNI EN 511 Guanti di protezione contro il freddo
UNI EN 659 Guanti di protezione per vigili del fuoco
UNI EN 1082-1 Guanti e proteggi-braccia contro tagli e coltellate causati da coltelli a mano. Guanti e proteggi-braccia di maglia metallica
UNI EN 1082-2 Guanti e proteggi-braccia contro tagli e coltellate causati da coltelli a mano. Guanti e proteggi-braccia costruiti con materiale diverso dalla maglia metallica
UNI EN 1082-3 Guanti e proteggi-braccia contro tagli e coltellate causati da coltelli a mano. Prova di taglio da impatto per tessuto, cuoio ed altri materiali
UNI EN 14328 Guanti e proteggi-braccia contro tagli e coltellate causati da coltelli motorizzati. Requisiti e metodi di prova
EN ISO 10819 Vibrazione e urti meccanici – Vibrazioni al sistema mano-braccio. Metodo per la misurazione e la valutazione della trasmissibilità delle vibrazioni dai guanti al palmo della mano
UNI EN 12477 Guanti di protezione per saldatori
UNI 11115 Dispositivi di protezione individuale. Guanti di protezione per rischi meccanici – Guida per la selezione

“Approfondisci il tema sui Dispositivi di Protezione Individuale, la normativa vigente e le varie tipologie di DPI presenti”

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