I DPI per i piedi: le calzature antinfortunistiche | Ingegneri.info

I DPI per i piedi: le calzature antinfortunistiche

Lavorare in sicurezza è un obbligo ed i lavoratori hanno il diritto di essere informati e salvaguardati da qualsiasi condizione di pericolo

image_pdf

Le calzature antinfortunistiche (scarpe, stivali, ecc.), sono dei dispositivi di protezione individuale che oltre ad assicurare un livello minimo di comfort per quella parte del corpo umano così importante per chi svolge un’attività lavorativa che prevede la stazione eretta ed il camminare, hanno la funzione primaria di proteggere i piedi dell’operatore che li indossa dal rischio meccanico (schiacciamento, scivolamento, urto, perforazione, taglio, ecc.), dal rischio chimico (sversamento di prodotti chimici irritanti, ecc.), biologico (schizzi o contatti con materiale biologico, ecc.) e fisico (umidità, acqua, caldo o freddo, cariche elettrostatiche, ecc.).

Soggette ai requisiti della Direttiva 89/686/EEC e ss.mm.ii. recepita in Italia con il D.Lgs. n. 475/1992, i requisiti essenziali richiesti a questo tipo di DPI sono relativi:

  • Alla sicurezza, in relazione alla solidità di costruzione ed alla protezione dell’arto interessato;
  • Alla salute, non solo ai fini della deambulazione, che non deve essere ridotta e/o ostacolata, ma in particolare alla innocuità dei materiali e al comfort fisiologico ed ergonomico per l’operatore che le indossa;
  • All’estetica.

Classificazione e caratteristiche delle scarpe antinfortunistiche

Differenti in relazione alle esigenze specifiche di utilizzo ed alle caratteristiche corrispondenti richieste, la scelta delle giuste calzature antinfortunistiche dipende dalla mansione del lavoratore, dalle caratteristiche delle stesse e dai rischi presenti nei luoghi di utilizzo.

Disponibili inoltre, di diversi materiali e con differenti caratteristiche, le calzature antifortunistiche si suddividono in 2 classi principali:

  • Tipo I: calzature di cuoio o altri materiali, escluse le calzature interamente in gomma o in polimero;
  • Tipo II: calzature interamente in gomma o in polimero.
Tipi di calzature antinfortunistiche

Tipi di calzature antinfortunistiche

Entrambe le classi I e II, in base alle caratteristiche di protezione, sono poi distinte in ulteriori 3 categorie, ovvero di sicurezza, di protezione e da lavoro, cui corrispondono rispettivamente le sigle S, P e O, derivanti dalle relatice definizioni in inglese.

Specificato che tutte le calzature antinfortunistica, devono rispettare alcuni requisiti di base come:

  • Altezza minima della tomaia;
  • Zona del tallone chiusa;
  • Protezione delle dita;
  • Proprietà antiscivolo;
  • Resistenza allo strappo e all’abrasione.

I requisiti di base richiesti sono:

REQUISITI DI BASE
Calzature (inglese) Sigla Norma Caratteristiche di resistenza del PUNTALE
di Sicurezza

(safety=sicurezza)

S oppure SB UNI EN ISO 20345:2008 contro urto: 200J

contro compressione: 15kN

di Protezione

(Protective=di protezione)

P oppure PB UNI EN ISO 20346:2008 contro urto: 100J

contro compressione: 10kN

da Lavoro

(Occupational=da lavoro)

O oppure OB UNI EN ISO 20347:2008 senza puntale

Oltre le dotazioni di base minime inoltre, potendo essere necessarie protezioni supplementari rispetto ai rischi specifici (rischio elettrico, rischio termico, ecc.), le dotazioni per le calzature antinfortunistiche sono:

Dicitura Caratteristiche
A Calzatura antistatica
E Assorbimento energia nella zona del tallone
FO Resistenza della suola agli idrocarburi
WRU Penetrazione e assorbimento acqua della tomaia
P Resistenza alla perforazione della suola
C Calzatura conduttiva
CI Isolamento dal freddo
HI Isolamento dal calore
HRO Resistenza al calore per contatto della suola
WR Calzatura resistenza all’acqua
M Protezione metatarsale
AN Protezione del malleolo
CR Resistenza al taglio del tomaio

con ulteriori specifiche per le suole in relazione alla riduzione del rischio di scivolamento su superfici umide così distinte:

Dicitura Resistenza allo scivolamento
SRA Ceramica + detergente
SRB Acciaio + glicerina
SRC SRA + SRB

Secondo cui, la calzature antinfortunistiche vengono distinte per caratteristiche e requisiti aggiuntivi differenti in:

Categoria scarpa antinfortunistica Requisiti
S1 ·         Calzatura antistatica (A);

·         Assorbimento di energia nella zona del tallone (E);

·         Resistenza delle suola agli idrocarburi (FO).

S2 ·         Calzatura antistatica (A);

·         Assorbimento di energia nella zona del tallone (E);

·         Resistenza delle suola agli idrocarburi (FO);

·         Penetrazione e assorbimento acqua dalla tomaia (WRU).

S3 ·         Calzatura antistatica (A);

·         Assorbimento di energia nella zona del tallone (E);

·         Resistenza delle suola agli idrocarburi (FO);

·         Penetrazione e assorbimento acqua dalla tomaia (WRU);

·         Resistenza alla perforazione della suola (P)

 La marcatura e le note informative

Ovviamente, le caratteristiche ed i requisiti delle calzature di sicurezza delle calzature, si identificano attraverso una marcatura impressa sulla calzatura stessa o nella linguetta, ove si possano evincere:

  • La taglia;
  • La casa produttrice;
  • Il codice dell’articolo;
  • I requisiti generali e specifici (S1, S2 ed S3);
  • La data di fabbricazione;
  • La marcatura CE;
  • La norma di riferimento.
Marcatura calzature infortunistiche impressa sulla scarpa stessa o linguetta

Marcatura calzature infortunistiche impressa sulla scarpa stessa o linguetta

Ogni dispositivo inoltre, deve essere accompagnato da una nota informativa che contenga, oltre ai requisiti di sicurezza:

  • Il nome e l’indirizzo del fabbricante (o suo mandatario nella U.E.);
  • Le modalità di impiego (es. come mettere e togliere la calzatura, se rilevante);
  • Le istruzioni di deposito, immagazzinamento e manutenzione, con il massimo intervallo tra due manutenzioni (e la procedura di asciugatura, se rilevante);
  • Le istruzioni per la pulizia e/o disinfezione/decontaminazione;
  • I risultati degli esami tecnici di verifica (di livelli o classi di protezione);
  • Gli accessori utilizzabili con i DPI e le caratteristiche dei pezzi di ricambio appropriati;
  • Le classi di protezione adeguate ai diversi livelli di rischio e i corrispondenti limiti di utilizzazione;
  • Le scadenza dei DPI o di alcuni loro componenti;
  • Il tipo di imballaggio appropriato per il trasporto dei DPI;
  • Il significato della marcatura;
  • Le prove da eseguire dall’utilizzatore prima dell’uso, se richiesto;
  • Gli avvisi riguardanti i problemi che con più probabilità si possono presentare (alcune modifiche possono invalidare la certificazione CE);
  • Illustrazioni aggiuntive (se utili), numero delle parti per la rintracciabilità, ecc.

Le normative di riferimento

Il Testo Unico sulla Sicurezza e Salute sul Lavoro D.Lgs. n. 81/2008 è il pilastro portante della sicurezza sui luoghi di lavoro. Subentrato all’ex D.Lgs. n. 626/1994, ed integrato e modificato dal D.Lgs. n. 106/2009 garantisce la tutela dei lavoratori in materia di salute e sicurezza negli ambienti lavorativi, sancendo l’obbligo per il datore di lavoro di effettuare l’analisi dei rischi di natura chimica, fisica e biologica associati alle mansioni lavorative, alle macchine, alle attrezzature e alle sostanze utilizzate o comunque presenti nell’ambiente di lavoro e di attuare prioritariamente misure di prevenzione eliminando (o comunque riducendo al minimo possibile) i rischi connessi con l’attività lavorativa (ovvero minimizzando la presenza di pericoli e/o l’esposizione dei lavoratori) ed attuando secondariamente le necessarie misure di protezione (collettive e individuali) contro gli ineliminabili rischi residui.

Tra quest’ultime, vi sono i dispositivi di protezione individuale (DPI), quali attrezzature destinate ad essere indossate dal lavoratore per proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciare la sicurezza o la salute durante il lavoro.

Impiegati esclusivamente quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro (art. 75 del D.Lgs. n. 81/2008), i DPI infatti, vengono definiti dal D.Lgs. n. 81/2008, Titolo III, Capo II, Art. 74, come “qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggere contro uno o più rischi suscettibili di minacciare la propria sicurezza o la salute durante il lavoro, nonchè ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo“, e secondo il quale, all’art. 76 dello stesso, questi devono:

  • essere conformi alle norme di cui al D.Lgs. n. 475/1992 e ss.mm.ii.;
  • essere adeguati ai rischi da prevenire, senza comportare di per sè un rischio maggiore;
  • essere adeguati alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro;
  • tenere conto delle esigenze ergonomiche o di salute del lavoratore;
  • poter essere adattati all’utilizzatore secondo le sue necessità;
  • essere tra loro compatibili e tali da mantenere, anche nell’uso simultaneo, la propria efficacia nei confronti del rischio e dei rischi corrispondenti, in caso di rischi multipli che richiedono l’uso simultaneo di più DPI.

Per le calzature antinfortunistiche inoltre, le norme specifiche di riferimento, vengono riportate di seguito, in un elenco non esaustivo:

Norma Titolo
UNI EN 12568 Protettori del piede e della gamba – Requisiti e metodi di prova per puntali e solette antiperforazione di metallo
UNI 10913 Dispositivi di protezione individuale – Linee guida per la redazione della nota informativa
UNI EN 13832-1:2007 Calzature di protezione contro agenti chimici – Parte 1: Terminologia e metodi di prova
UNI EN 13832-2:2007 Calzature di protezione contro agenti chimici –  Parte 2: Requisiti per calzature resistenti agli agenti chimici in condizioni di laboratorio
UNI EN 13832-3:2007 Calzature di protezione contro agenti chimici – Parte 3: Requisiti per calzature altamente resistenti agli agenti chimici in condizioni di laboratorio
UNI EN 1509:2006 Calzature per vigili del fuoco
UNI EN ISO 13287:2008 Dispositivi di protezione individuale- Calzature – Metodo di prova per la resistenza allo scivolamento
UNI EN 14404:2010 Dispositivi di protezione individuale – Protettori delle ginocchia per lavori in posizione inginocchiata
UNI EN ISO 17249:2007 Calzature di sicurezza con resistenza al taglio da sega a catena
UNI EN ISO 20344:2008 Dispositivi di protezione individuale – Metodi di prova per calzature
UNI EN ISO 20345:2008 Dispositivi di protezione individuale – Calzature di sicurezza
UNI EN ISO 20346:2008 Dispositivi di protezione individuale – Calzature di protezione
UNI EN ISO 20347:2008 Dispositivi di protezione individuale – Calzature da lavoro
UNI EN ISO 20349:2010 Dispositivi di protezione individuale – Calzatre con protezione contro rischi termici e di spruzzi di metallo fuso presenti in fonderia e in saldatura – Requisiti e metodi di prova
CE EN 50321:2000 Calzature elettricamente isolanti per lavori su impianti di bassa tensione
CE EN 61340:2002 Elettrostatica – Parte 4-3: Metodo di prova normalizzato per applicazioni specifiche – Calzature

“Approfondisci il tema sui Dispositivi di Protezione Individuale, la normativa vigente e le varie tipologie di DPI presenti”

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
I DPI per i piedi: le calzature antinfortunistiche Ingegneri.info