Droga sui luoghi di lavoro: normativa, sostanze e limiti | Ingegneri.info

Droga sui luoghi di lavoro: normativa, sostanze e limiti

Categorie sottoposte ad accertamenti, responsabilità specifiche a se stessi e a terzi, limiti per ogni sostanza: un quadro dettagliato sugli stupefacenti negli ambienti di lavoro, tra responsabilità e tecnica

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Quali sono le sostanze stupefacenti la cui assunzione mette in grave rischio la sicurezza del lavoratore e di terzi, al di là dei danni fisici? Su quali categorie di lavoratori le tossicodipendenze impattano in misura maggiore? Come è cambiata la normativa italiana sulla sicurezza sul lavoro in relazione al tema delle droghe? L’ing. Andrea Rotella affronta il tema attraverso un punto di vista aggiornato e specifico del consulente per la sicurezza nel nuovo “Sicurezza sul lavoro 2018”, il manuale di riferimento per il mondo SSL. Il contenuto di seguito è tratto e rielaborato dalla nuova edizione del manuale, curata da Rotella e già disponibile per l’acquisto su Shop.Wki.it. Clicca il box di seguito per avere un dettaglio sui contenuti.

Le droghe e gli ambienti di lavoro: un quadro generale

Secondo la “Relazione sui dati relati vi allo stato delle tossicodipendenze in Italia” dell’anno 2014 – stilata dal dipartimento delle Politiche Antidroga della presidenza del Consiglio dei ministri, prendendo in esame la popolazione generale dai 15 ai 64 anni, tutti i tipi di droghe considerate hanno subìto un crollo nei consumi dopo il 2008: in alcuni casi lieve (eroina e stimolanti), in altri molto ripido (cannabis e cocaina).
Per quanto concerne la normativa applicabile negli ambienti di lavoro, già l’art. 125 del D.P.R. n. 309/1990 (Testo Unico in materia di tossicodipendenza) prevedeva che, per svolgere alcune mansioni pericolose anche per terze persone, i lavoratori fossero sottoposti ad accertamenti intesi a verificare l’assenza di tossicodipendenza.
L’elenco delle mansioni per cui la legge prescrive che siano eseguiti gli accertamenti per escludere l’uso di sostanze stupefacenti è stato approvato solo nel 2007, con l’Intesa della Conferenza Stato Regioni del 30 ottobre 2007. La norma stabilisce che, poiché l’assunzione anche occasionale di sostanze stupefacenti e psicotrope comporta un rischio sia per il lavoratore che per soggetti terzi, deve essere applicato il principio di cautela conservativa, prevedendo una non idoneità dei lavoratori a svolgere mansioni a rischio nel caso in cui usino sostanze psicotrope e stupefacenti anche al di fuori dalla attività lavorativa, indipendentemente dallo stato di dipendenza.
Pertanto obbliga il datore di lavoro ad accertarne l’assenza di assunzione, anche solo sporadica, per lavoratori le cui mansioni comportino rischi per la sicurezza, l’incolumità e la salute propria e di terzi e individuate dalla Conferenza Stato-Regioni. Uno dei principi fondamentali negli accertamenti di “assenza di tossicodipendenza” è l’affidabilità dei test e la correttezza della procedura applicata, al fine di evitare giudizi errati che porterebbero a conseguenze gravi per il lavoratore dal momento che, in caso di esito positivo, lo stesso verrebbe sospeso immediatamente dalla mansione svolta fino a quel momento.

Droghe e lavoratori: categorie sottoposte ad accertamenti

Le categorie sottoposte ad accertamenti sono quelle che svolgono le seguenti attività:
1) Attività per le quali è richiesto un certificato di abilitazione per l’espletamento dei seguenti lavori pericolosi:
a. impiego di gas tossici (art. 8, R.D. n. 1927, e successive modificazioni), b. fabbricazione e uso di fuochi di artificio (di cui al R.D. 6 maggio 1940, n. 635) e posizionamento e brillamento mine (di cui al D.P.R. 19 marzo 1956, n. 302), c. Direzione tecnica e conduzione di impianti nucleari (di cui al D.P.R. 30 dicembre 1970, n. 1450 e smi);
2) mansioni inerenti le attività di trasporto:
a. conducenti di veicoli stradali per i quali è richiesto il possesso della patente di guida categoria C, D, E, e quelli per i quali è richiesto il certificato di abilitazione professionale per la guida di taxi o di veicoli in servizio di noleggio con conducente, ovvero il certificato di formazione professionale per guida di veicoli che trasportano merci pericolose su strada,
b. personale addetto direttamente alla circolazione dei treni e alla sicurezza dell’esercizio ferroviario che esplichi attività di condotta, verifica materiale rotabile, manovra apparati di sicurezza, formazione treni, accompagnamento treni, gestione della circolazione, manutenzione infrastruttura e coordinamento e vigilanza di una o più attività di sicurezza,
c. personale ferroviario navigante sulle navi del gestore dell’infrastruttura ferroviaria con esclusione del personale di camera e di mensa,
d. navigante delle acque interne con qualifica di conduttore per le imbarcazioni da diporto adibite a noleggio,
e. personale addetto alla circolazione e a sicurezza delle ferrovie in concessione e in gestione governativa, metropolitane, tranvie e impianti assimilati, filovie, autolinee e impianti funicolari, aerei e terrestri,
f. conducenti, conduttori, manovratori e addetti agli scambi di altri veicoli con binario, rotaie o di apparecchi di sollevamento, esclusi i manovratori di carri ponte con pulsantiera a terra e di monorotaie,
g. personale marittimo di I categoria delle sezioni di coperta e macchina, limitatamente allo Stato maggiore e sottufficiali componenti l’equipaggio di navi mercantili e passeggeri, nonché il personale marittimo e tecnico delle piattaforme in mare, dei pontoni galleggianti, adibito ad attività off-shore e delle navi posatubi,
h. controllori di volo ed esperti di assistenza al volo,
i. personale certificalo dal Registro aeronautico italiano,
j. collaudatori di mezzi di navigazione marittima, terrestre ed aerea,
k. addetti ai pannelli di controllo del movimento nel settore dei trasporti,
l. addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci;
3) funzioni operative proprie degli addetti e dei responsabili della produzione, del confezionamento, della detenzione, del trasporto e della vendita di esplosivi.
Il successivo Provvedimento della Conferenza Stato-Regioni del 17 settembre 2008 ha definito le procedure per gli accertamenti sanitari di assenza di tossicodipendenza o di assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope, con esplicito riferimento al D.Lgs. n. 81/2008 (art. 41, comma 4). Le procedure si dividono in primo livello (a cura del medico competente) e secondo livello (a cura del SERT “Servizio per le Tossicodipendenze” della ASL). Si prevede la non idoneità dei lavoratori allo svolgimento di mansioni a rischio nel caso in cui assumano sostanze stupefacenti e/o psicotrope. È possibile tuttavia presentare ricorso contro il giudizio del medico competente presso Collegio Medico della ASL ai sensi dell’art. 41 del D.Lgs. n. 81/2008.

Droga: come è cambiata la normativa

Il ministero della Salute ha recentemente inviato alla Conferenza Stato-Regioni uno schema di intesa “Indirizzi per la prevenzione di infortuni gravi e mortali correlati all’assunzione di alcolici e di sostanze stupefacenti, l’accertamento di condizioni di alcol dipendenza e di tossicodipendenza e il coordinamento delle azioni di vigilanza” volto a superare le numerose criticità della normativa attualmente in essere. Alla data di pubblicazione del presente manuale, lo schema in parola non è ancora stato approvato, ma è possibile fornire alcune anticipazioni sui suoi contenuti i quali, ribadiamolo, non sono da intendersi ancora definitivi. Innanzitutto si prevede un unico elenco, per alcol e droghe, delle categorie di attività a rischio, comprendente le seguenti:
– impiego gas tossici;
– fabbricazione e uso di fuochi artificiali;
– direzione tecnica e conduzioni di impianti nucleari;
– attività comportanti lavori in tubazioni, canalizzazioni, recipienti, quali vasche e serbatoi e simili, nei quali possono esservi gas, vapori, polveri infiammabili ed esplosivi;
– attività sanitarie che comportano procedure invasive svolte in strutture sanitarie pubbliche o private che espongono al rischio di ferite da taglio o da punta, di cui al Titolo X-bis del D.Lgs. n. 81/2008;
– attività comportanti l’obbligo dotazione di armi;
– autisti di mezzi adibiti al trasporto di persone o di merci pericolose;
– circolazione dei treni e sicurezza dell’esercizio ferroviario;
– personale ferroviario navigante sulle navi del gestore dell’infrastruttura ferroviaria con esclusione del personale di camera e mensa;
– personale navigante sulle navi delle acque interne e delle acque marine, con qualifica di conduttore per le imbarcazioni da diporto adibite a noleggio;
– personale addetto alla circolazione e alla sicurezza delle ferrovie in concessione e in gestione governativa, metropolitana, tranvie e impianti assimilabili, filovie, autolinee e impianti funicolari;
– conducenti, conduttori, manovratori e addetti a scambi di altri veicoli con binario, rotaia o di apparecchi di sollevamento, esclusi i manovratori di carri ponte con pulsantiera a terra e di monorotaie;
– personale marittimo di I categoria delle sezioni di coperta e di macchina, limitatamente allo Stato maggiore e sottufficiali componenti l’equipaggio di navi mercantili e passeggeri, nonché il personale marittimo e tecnico delle piattaforme in mare e delle navi posatubi;
– controllori di volo;
– personale aeronautico di volo;
– collaudatore di mezzi di navigazione marittima, terrestre ed aerea;
– addetti ai pannelli di controllo del movimento nel settore dei trasporti;
– addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci richiedenti una specifica abilitazione, prevista dal comma 5 dell’art. 73 del D.Lgs. n. 81/2008;
– attività di produzione, confezionamento, trasporto e vendita di esplosivi;
– attività nel settore dell’edilizia e delle costruzioni: operatori che svolgano attività in quota ad altezza superiore ai due metri;
– attività nel settore idrocarburi: operatori con sostanze esplosive ed infiammabili;
– attività svolte in cave e miniere: addetti ai lavori in cave e miniere.
Per costoro, durante l’orario di lavoro, oltre al divieto di assunzione di sostanze stupefacenti ed alcol, non dovrà essere rilevata traccia delle precedenti sostanze.
Il limite per l’alcol diventa di 0,3 g/l, mentre per le sostanze stupefacenti i relativi cut-off (elenco delle concentrazioni soglia) per la rilevazione nella saliva sono:
– Oppiacei: 40 ng/ml;
– Morfina, codeina, diidrocodeina 40 ng/ml;
– 6-MAM 4 ng/ml;
– Idrocodone e ossicodone 40 ng/ml;
– Cocaina, benzoilecgonina 30 ng/ml;
– Cannabinoidi (TCH) 25 ng/ml;
– MDMA, MDA, MDEA, MBDB 50 ng/ml.
In caso di positività all’etilometro superiore a 0,3 g/l, non sarà possibile l’ammissione del lavoratore alla prestazione lavorativa fino a che il tasso alcolemico non sarà sceso a 0 g/l, mentre la positività alle droghe comporterà l’astensione dal turno.
Le aziende ove operano le suddette mansioni dovranno:
– attuare dei piani informativi ai lavoratori;
– mettere a disposizione dei lavoratori test rapidi riguardo il tasso alcolemico (la presente disposizione non costituirebbe comunque un obbligo per l’azienda);
– attivare i controlli per mezzo del medico competente.
Tali controlli dovranno essere eseguiti 1 volta ogni 3 anni dal medico competente che dovrà eseguire un’anamnesi ed un esame obiettivo specifico. Nel caso di sospetto abuso alcolico possono essere effettuati esami del sangue sulla funzionalità epatica.
Nel caso di sospetta tossico-alcoldipendenza possono essere richiesti test sul capello e/o avviati test rapidi a sorpresa al momento della visita. In ogni caso, i test rapidi a sorpresa saranno effettuati ogni anno su almeno il 10% delle suddette mansioni, con modalità casuale e potranno essere anche avviati su richiesta del datore di lavoro al medico competente il quale procederà con i seguenti metodi:
– Alcol: aria espirata (etilometro),
– Droghe: saliva.
Per quelle situazioni per le quali è difficile l’organizzazione di test a sorpresa, è possibile eseguire lo stesso mediante campione urinario con preavviso massimo di 48 ore, dietro adeguata motivazione nel piano sanitario.
Laddove emergessero positività dal test a sorpresa, il lavoratore potrà essere inviato ad effettuare test del capello per confermare pregresse assunzioni presso il Ser.T. o i Servizi Alcologici, previo giudizio di non idoneità temporanea e sua adibizione, ove possibile, a mansione diversa.

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