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DVR scuole: guida alla redazione del documento di valutazione dei rischi

Tutto quello che c’è da sapere sulla redazione del Dvr per le scuole, dall'identificazione delle figure responsabili al ruolo degli studenti

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Quando si parla di sicurezza nelle scuole si tocca un tema che, data la giovane età dei soggetti coinvolti, è sempre molto sentito e delicato. In questo senso, la corretta stesura del DVR (Documento di valutazione dei rischi) per le scuole, prima che essere un adempimento formale e normativo, è un’operazione essenziale per far sì che l’attività scolastica si svolga nelle migliori condizioni di salubrità e sicurezza. Per avere maggiori informazioni su come elaborare un DVR, quando è obbligatorio redigerlo o aggiornarlo e chi sono i soggetti che partecipano alla sua stesura, ti suggeriamo di leggere questo articolo: Guida alla redazione del DVR – Documento di valutazione dei rischi

Le figure responsabili della sicurezza nel DVR scuola
Il ruolo del datore di lavoro è ricoperto dal dirigente scolastico. Egli è il referente del sistema di prevenzione e protezione, ed è dunque esposto a tutte le sanzioni (penali e civili) derivanti dalla non applicazione delle norme di sicurezza all’interno degli edifici che compongono l’istituto scolastico. In particolare, nelle scuole statali, si trova nella difficile posizione di dover rendere sicura la quotidianità dell’istruzione senza avere potere di spesa per le necessarie migliorie e modifiche, dal momento che le strutture sono proprietà di terzi (Comune e Provincia).
La normativa, infatti, prevede che l’adozione di tutte le iniziative tecniche, organizzative e procedurali necessarie all’eliminazione o alla riduzione dei rischi derivanti dalle attività siano in capo al dirigente scolastico mentre gli adeguamenti strutturali e la manutenzione degli immobili spettino all’Ente Locale proprietario (art. 18 del D.Lgs. n. 81/2008). Pare quindi una scelta sensata indicare che per la stesura del DVR – Documento di valutazione dei rischi – il dirigente scolastico possa “avvalersi della collaborazione degli esperti degli enti locali tenuti alla fornitura degli immobili, nonché degli enti istituzionalmente preposti alla tutela e alla sicurezza dei lavoratori” (art. 3, comma 2, del D.M. n. 382/1998).
Inoltre il dirigente scolastico – come sancito nel documento valutazione rischi per la scuola – se in possesso dei requisiti formativi e fino a 200 lavoratori (alunni esclusi), può autonominarsi Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. In caso contrario ha la facoltà di scegliere un RSPP tra il personale interno al proprio istituto (soluzione da preferirsi) o di nominarne uno esterno. In questo secondo caso sarà poi obbligato a individuare un adeguato numero di ASPP tra i suoi dipendenti (art. 32, commi 8-9-10, del D.Lgs. n. 81/2008).

Al dirigente scolastico compete anche la designazione preventiva dei lavoratori incaricati alla gestione delle emergenze (antincendio, primo soccorso, evacuazione) e la possibilità scegliere i coordinatori delle relative squadre di emergenza. Il Medico Competente va nominato solo se la valutazione dei rischi stabilisce che esistono lavoratori esposti a pericoli tali da dover essere sottoposti a sorveglianza sanitaria. L’elezione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, invece, non riguarda il Capo d’Istituto ma viene individuato dalle rappresentanze sindacali o dallo stesso personale interno alla scuola oppure, se nessuno vuole assumere l’incarico, si ricorre all’ RLS Territoriale.

Quale ruolo hanno gli studenti nella valutazione dei rischi delle scuole?
L’elaborazione di un DVR – Documento di valutazione dei rischi -, per una singola scuola o per un plesso scolastico, si fa tenendo presente che all’interno della stessa partecipano alle attività didattiche sia i dipendenti (personale docente, personale ATA, tecnici di laboratorio, ecc.) che sono tenuti ad essere formati e informati sui possibili pericoli, sia gli studenti (con particolare attenzione ai diversamente abili) che il più delle volte purtroppo non lo sono o sono troppo giovani per esserlo.
L’art. 2, comma a, del T.U. della Sicurezza prevede che gli alunni debbano essere equiparati ai lavoratori nei seguenti due casi:
– per studenti di ogni ordine e grado o partecipanti a corsi di formazione ove si faccia uso di laboratori, agenti chimici, fisici o biologici e attrezzature in genere compreso i VDT, limitatamente al periodo di utilizzo.
– per i beneficiari di tirocini formativi e di orientamento professionale o di alternanza scuola -lavoro;

Ordine scuola Equiparazione degli studenti a lavoratori Obblighi derivanti dalle norme di sicurezza
Asili nido NO Prove di evacuazione
Scuola dell’Infanzia NO Prove di evacuazione
Scuola primaria di primo grado SI nei laboratori Informazioni sulla gestione delle Emergenze e sull’utilizzo della struttura.
Prove di evacuazione
Scuola secondaria di primo grado SI nei laboratori Informazioni sulla gestione delle Emergenze e sull’utilizzo della struttura.
Prove di evacuazione
Scuola secondaria di secondo grado SI nei laboratori e in Alternanza scuola-lavoro Informazioni sulla gestione delle emergenze e sull’utilizzo della struttura.
Prove di evacuazione.
Informazioni sul sistema pensionistico.
Formazione specifica sui Laboratori.
Formazione specifica per l’Alternanza scuola-lavoro
Università SI nei laboratori e in Alternanza scuola-lavoro Informazioni sulla gestione delle emergenze e sull’utilizzo della struttura.
Prove di evacuazione.
Informazioni sul sistema pensionistico.
Formazione specifica sui Laboratori.
Formazione specifica per l’Alternanza scuola-lavoro

Tabella riassuntiva degli obblighi derivanti dalle norme di sicurezza secondo il D.Lgs. n. 81/2008

I principali rischi da valutare nella stesura di un DVR per una scuola
I rischi da valutare nella redazione di un DVR – Documento di valutazione dei rischi – possono essere molto diversi a seconda del tipo di istituto scolastico che si sta analizzando e dell’età degli studenti che ne fruiscono. In generale però possiamo riassumerli nelle seguenti famiglie:
– Rischi presenti negli ambienti
Vanno stimati sulla base dei requisiti minimi dei luoghi di lavoro previsti dal Titolo II D.Lgs. n. 81/2008 e analizzando ogni spazio presente: aula informatica, aula di chimica, aula di fisica, aula di scienze, laboratorio linguistico, orto didattico, palestra, segreteria, ecc. Il D.M. 26 agosto 1992 “Norme relative alla prevenzione degli incendi” fissa importanti parametri come il numero massimo di alunni per aula, numero e dimensioni di scale e vie d’uscita.
– Rischi delle attrezzature di lavoro
La valutazione va fatta verificando la rispondenza di impianti ed apparecchiature con i requisiti di sicurezza indicati al Titolo III del D.Lgs. n. 81/2008. Il rischio principale è che esse vengano utilizzate dagli alunni in maniera errata o difforme dalle indicazioni dei costruttori o dalle indicazioni dei docenti e dei tecnici di laboratorio.
– Rischi connessi con le attività
La normale attività didattica non comporta rischi particolari, tuttavia si possono individuare dei momenti particolari della giornata, dei lavori e delle esercitazioni che portano a possibili situazioni di pericolo: si pensi ad esempio all’entrata e all’uscita degli allievi, all’intervallo, al cambio di ora, alle lezioni di educazione fisica, agli esperimenti di chimica, ecc. Il D.M. 26 agosto 1992 prescrive prove di evacuazione da effettuarsi due volte nel corso dell’anno scolastico.
– Rischi che richiedono una valutazione approfondita
Il riferimento è a tutti quelli dal Titolo VI e successivi del D.Lgs. n.  81/2008 ovvero movimentazioni manuale di carichi, VDT, rumore, sostanze e prodotti chimici, amianto (ove presente), agenti biologici.
– “Nuovi” rischi
Rientrano tra questi lo stress lavoro correlato, i pericoli per le lavoratrici in stato di gravidanza, le differenze di genere (es. pari opportunità o rischi da molestie), le differenze di età (es. allievi giovanissimi con ridotta percezione del pericolo o rischi ergonomici per studenti con più di 55 anni), le differenze di provenienza da altri Paesi (es. difficoltà linguistiche, diversità religiose o culturali).

Per saperne di più sulla valutazione dello stress lavoro correlato, leggi l’articolo: Come si fa la valutazione del rischio da stress lavoro correlato

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