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Formazione RSPP e ASPP: I profili di competenza

I profili di competenza degli ASPP/RSPP sono indicati nel primo punto dell’Allegato IV nell'Accordo del 7 luglio 2016. Vediamo cosa prevedono

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L’Accordo del 26 gennaio 2006 della Conferenza Stato-Regioni (n. 2407, sulla formazione e sui requisiti Rspp) evidenziava la necessità di privilegiare nella metodologia di insegnamento/apprendimento le cosiddette metodologie “attive”, attraverso l’uso di lezioni frontali equilibrate con esercitazioni, discussioni, lavori di gruppo, uso di tecniche di problem-solving. L’Accordo del 7 luglio 2016, grazie ai contenuti del proprio Allegato IV, conferma sostanzialmente tale approccio, ma aggiunge nuovi elementi significativi, utili al conseguimento degli obiettivi formativi.
Il primo punto dell’allegato si occupa dei profili di competenza degli ASPP/RSS.
Attraverso questa prima parte dell’Allegato IV, per la prima volta, uno strumento legislativo tenta di andare oltre la semplice definizione delle figure di RSPP e ASPP contenute nell’art. 2 del D.Lgs. n. 81/2008. Non è un mistero il fatto che in questi anni di applicazione della norma, il Servizio di Prevenzione e Protezione e, in particolare, il RSPP, fin dall’introduzione di queste figure con il D.Lgs. n. 626/1994 sia stato considerato all’interno delle aziende semplicemente come un tecnico esperto di sicurezza.
Naturalmente, il possesso di competenze tecniche è certamente un requisito indispensabile per lo svolgimento di questo ruolo, ma molto poco è stato fatto per incentivare la visione di RSPP e ASPP quali “promotori e propulsori” all’interno dell’azienda del benessere dei lavoratori, nonché soggetti che, pur non essendo dotati dalla normativa di specifica posizione di garanzia, si collocano accanto alle posizioni gerarchicamente più elevate della piramide aziendale e, pertanto, devono essere coinvolti non semplicemente quando si tratta di risolvere un problema, ma soprattutto nell’anticiparne l’insorgenza, promuovendo soluzioni per l’innalzamento della qualità della vita lavorativa.

Anche al fine di rendere maggiormente consapevoli gli RSPP del loro ruolo e, si spera, di lanciare un messaggio anche ai soggetti (datori di lavoro e dirigenti in primis), l’ultimo capoverso di questa prima parte dell’Allegato IV ritiene che, pertanto, il RSPP debba essere «destinatario di una formazione manageriale di base, in quanto ha la responsabilità di promuovere un approccio gestionale diffuso alla prevenzione, nonché di una formazione specifica diretta alla gestione delle diverse problematiche connesse alla prevenzione, ovvero agli aspetti più tecnici del rischio e alle modalità di intervento più idonee a perseguirne la riduzione e alla gestione delle relazioni da attivare per il coinvolgimento, la partecipazione e la motivazione di tutti gli attori del sistema di sicurezza».
Per quanto non oggetto degli argomenti specifici della formazione e dell’analisi dei contenuti del presente Accordo, vale qui la pena evidenziare, brevemente, come, per elevare l’idea di un RSPP-manager, ma anche per comprendere come la sicurezza non sia un costo ma un investimento, le aziende dovrebbero dotarsi di strumenti con indicatori oggettivi relativi al SPP, utili per valutare, analizzare, comprendere e stimare la sua effettiva capacità tecnica, andando oltre i mezzi a tal fine più diffusi, quali la raccolta dei quasi-incidenti, l’analisi degli infortuni e altre simili analisi di tipo “reattivo” i cui numeri, spesso non sono comunque sufficienti a fornire una visione olistica dell’operato del Servizio stesso.
A tal fine riportiamo gli indicatori e criteri riportati nella seguente tabella (Fonte modificata: Rapporto della riunione di esperti dell’OMS uff. europeo tenutasi a Turku, Finlandia, 13 settembre 1985) a:

Indicatore Criterio
1) Efficienza:
Produttività
Controllabilità
Funzionalità
Rapporto fra risorse (input) e prodotti (output)
2) Efficacia Conseguimento delle modificazioni previste
3) Accessibilità Possibilità per l’utente di usare il servizio, tempi, localizzazione, costi
4) Adeguatezza Rapporto fra bisogni esistenti e programmi attuati
5) Qualità tecnico/scientifiche Disponibilità di attrezzature e competenze di tipo tecnico organizzativo
6) Continuità Possibilità di un rapporto stabili con gli stessi operatori
7) Accettabilità Atteggiamento positivo degli utenti, dei committenti, delle autorità e del personale tecnico
8) Impatto Effetto globale sulla salute e sulla sicurezza determinato dall’attività in esame

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