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Guida al codice appalti: scompare il piano di sicurezza sostitutivo (pss)

Nelle nuove disposizione del codice degli appalti, a quanto pare, il piano di sicurezza sostitutivo non trova una sua norma specifica. Come devono comportarsi oggi le stazioni appaltanti?

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L’entrata in vigore del D.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, nuovo Codice dei contratti pubblici e delle concessioni, ha rappresentato una forte innovazione nel sistema degli appalti pubblici per due ordini di ragioni.

In primo luogo, ha avuto il compito di recepire le Direttive Europee del 2014 in tempi record, visto la Legge delega del 28 gennaio 2016, n. 11, e l’emanazione del nuovo Codice soltanto tre mesi dopo.

Questa forte accelerazione, dovuta alla necessità di rispettare i tempi imposti per il recepimento della riforma comunitaria, ha determinato alcuni “scompensi” normativi del nuovo testo di riferimento, con la conseguenza che il legislatore dovrà necessariamente intervenire al fine di rivedere le disposizioni emanate, per evitare che istituti fondamentali del sistema degli appalti pubblici non trovino adeguata applicazione.

In questo senso, si pensi ad esempio alle varianti in corso d’opera, prima dettagliatamente disciplinate dall’articolo 132 del D.lgs. 12 aprile 2006, n. 162, composto da ben sei commi, ed oggi regolate dall’articolo 149 del nuovo Codice, composto da soli due commi, al quale sono connesse diverse incertezze applicative.
L’emanazione del nuovo Codice, si è inoltre inserita all’interno di un processo di semplificazione amministrativa e burocratica che ha caratterizzato gli ultimi anni legislativi (leggi qui le altre Guide al codice appalti).

 

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La necessità impellente di semplificare il quadro normativo degli appalti pubblici, al fine di imprimere una decisiva accelerata al sistema economico ad esso sotteso (cercando comunque di mantenere una legislazione anticorruttiva forte e decisa), rischia però di avere conseguenze del tutto opposte.
Per tali ragioni, da quando è entrato in vigore il D.lgs. n. 50/2016 (19 aprile 2016) si è assistito ad una brusca frenata nell’indizione delle procedure ad evidenza pubblica, atteso che esistono ampi spazi di incertezza normativa sui quali soprattutto l’ANAC dovrà fare chiarezza.

Sulla base di queste premesse, l’esame degli istituti del nuovo Codice porta necessariamente a rilevare la mancanza di alcun riferimento al Piano di Sicurezza Sostitutivo (PSS) del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC).

 

Leggi anche: Le sei fasi del progetto della sicurezza

 

In tema di piani di sicurezza, il vecchio articolo 131 comma 2 lett. b) del D.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 affermava :
Entro trenta giorni dall’aggiudicazione, e comunque prima della consegna dei lavori, l’appaltatore od il concessionario redige e consegna ai soggetti di cui all’articolo 32:
b) un piano di sicurezza sostitutivo del piano di sicurezza e di coordinamento quando quest’ultimo non sia previsto ai sensi del decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494;”.
Il d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 non dedica una disposizione specifica ai piani di sicurezza, né menziona il piano di sicurezza sostitutivo del piano di sicurezza e coordinamento a margine di altre disposizioni.
Il piano di sicurezza sostitutivo, trova quindi la propria disciplina di carattere generale nel solo D.lgs. 81/2008 (c.d. Testo Unico Sicurezza http://www.ingegneri.info/news/sicurezza/il-manuale-sicurezza-sul-lavoro-2016-si-e-evoluto-ling-andrea-rotella-spiega-perche/), il cui allegato XV punto 3.1.2 continua a prevedere che “Il PSS, redatto a cura dell’appaltatore o del concessionario, contiene gli stessi elementi del PSC di cui al punto 2.1.2…”.

 

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Per le stazioni appaltanti, rimane comunque fermo quanto previsto dal punto 4.1.2. del citato allegato XV, nella parte in cui afferma che nell’ambito delle procedure soggette alla disciplina del Codice dei contratti pubblici, le amministrazioni appaltanti sono tenute a stimare, nei costi della sicurezza e per tutta la durata delle lavorazioni previste nel cantiere, i costi delle misure preventive e protettive finalizzate alla sicurezza e alla salute dei lavoratori.

Stando così le cose, se ne deduce l’assenza di alcun riferimento normativo in ordine alla obbligatorietà, alle modalità ed ai termini di redazione del PSS in materia di appalti pubblici.

A meno che la redazione del PSS non sia quindi imposta dallo specifico capitolato di gara non sussiste, ad oggi, un obbligo specifico di redazione da parte dell’appaltatore o del concessionario.

 

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