Guida alla sicurezza negli impianti di incenerimento dei rifiuti | Ingegneri.info

Guida alla sicurezza negli impianti di incenerimento dei rifiuti

Un quadro complesso della gestione della sicurezza negli impianti di trattamento dei rifiuti tramite incenerimento, tra i più pericolosi per i lavoratori

image_pdf

I sistemi di trattamento dei rifiuti tramite incenerimento, dal punto di vista degli ambienti di lavoro, presentano problematiche sia per quanto riguarda l’esterno che l’interno degli impianti.

Per un breve esame della situazione infortunistica e le conseguenze per la salute nello svolgimento di attività negli impianti di incenerimento dei rifiuti, è possibile estrapolare dalla Banca Dati Statistica dell’INAIL alcuni dati.

In tabella 1, riportiamo gli infortuni e le malattie professionali dei lavoratori relativamente al più complesso ed articolato comparto del trattamento dei rifiuti (Codice ATECO E38 – Attività di raccolta, trattamento e smalti mento dei rifiuti; recupero dei materiali).

Tabella 1 – Infortuni/malattie professionali nel settore della gestione dei rifiuti

2009 2010 2011 2012 2013 2014
Infortuni denunciati 3.065 2.957 2.822 2.567 2.225 Dato non disponibile
Malattie professionali denunciate 90 121 117 97 118

Fonte: Banca dati statistica INAIL (sito web)

I sistemi di trattamento dei rifiuti tramite incenerimento, dal punto di vista degli ambienti di lavoro, presentano problematiche sia per quanto riguarda l’esterno che l’interno degli impianti. Con attinenza all’esterno vanno considerati gli aspetti della raccolta dei rifiuti (logistica/trasporti e stivaggio/movimentazione in azienda). I rifiuti sono, inoltre, causa di polverosità (e odori molesti) già nella fase di raccolta. Gli operatori sono costretti a lavorare in un ambiente non confacente. Per questo motivo le aziende che effettuano la gestione e il trattamento dei rifiuti sono considerate, dal punto di vista legislativo, come industrie insalubri di 1° classe, ai sensi del D.M. Sanità 5 settembre 1994.

Sono da considerarsi come ambiente esterno anche i siti di ricevimento e stoccaggio dei rifiuti nelle fosse di raccolta (per le quali deve essere garantita una ventilazione e l’estrazione dell’aria ambiente), che sono caratterizzati dalle medesime problematiche per quanto attiene la logistica ed i trasporti. La movimentazione del rifiuto dalla fossa all’impianto di combustione è, inoltre, causa di sollevamento di una quantità considerevole di polveri.

Passando all’ambiente indoor ossia quello interno, legato al processo produttivo di trasformazione dei rifiuti, si deve segnalare l’elevata temperatura dei locali prossimali all’impianto di combustione; subentra quindi lo sbalzo termico connesso ai trasferimenti del personale da un’area all’altra dell’impianto. Il problema è notevole per gli operatori della manutenzione quando lavorano nella zona dei forni. Gli agenti chimici in un processo produttivo ed in un impianto sono fra i fattori di rischio per i lavoratori più importanti, in quanto si riconoscono vari effetti sulla salute umana legati all’esposizione, tanto più negli inceneritori.

Approfondimenti: Ambienti confinati: la ventilazione in atmosfere sottossigenate o tossiche

Tutti gli uffici devono essere climatizzati e va garantita un’illuminazione congrua. I criteri generali sono definiti dalla legislazione e in particolare dall’Allegato IV del D.Lgs. n. 81/2008 e smi. Si devono considerare altresì i Regolamenti comunali in materia di edilizia e le norme tecniche specifiche per questi aspetti.

Dopo aver messo in evidenzia i rischi, vediamo ora gli obblighi che conseguono al datore di lavoro ed al lavoratore alla luce della legislazione, le cui finalità sono prevenire e quanto meno ridurre l’esposizione ad incidenti ed infortuni. L’utilizzo delle attrezzature di lavoro e degli impianti va visto in tutte le fasi del loro ciclo di vita, dalla scelta alla messa fuori servizio.
All’atto dell’acquisto il datore di lavoro dovrà innanzitutto assicurarsi che l’impianto/attrezzatura sia conforme alla legislazione di prodotto.

Prenderà, inoltre, in considerazione:
a) le condizioni e le caratteristiche specifiche del lavoro da svolgere;
b) i rischi presenti nell’ambiente di lavoro;
c) i rischi derivanti dall’impiego delle attrezzature stesse;
d) i rischi derivanti da interferenze con le altre attrezzature già in uso.

Prima della messa in esercizio, se richiesto dal fabbricatore, da buone pratiche ecc., il datore di lavoro provvede a un preliminare controllo (che verrà svolto in occasione dell’installazione e prima della messa in servizio), che verrà effettuato ogni volta che l’attrezzatura verrà adoperata/installata.

Al fine di ridurre al minimo i rischi connessi all’uso delle attrezzature di lavoro e per impedire che possano essere utilizzate per operazioni e secondo condizioni per le quali non sono adatte, adotta adeguate misure tecniche e organizzative, tra le quali quelle dell’Allegato VI.

Il datore di lavoro, inoltre, prende le misure necessarie affinché:
1) le attrezzature di lavoro siano: installate e utilizzate in conformità alle istruzioni d’uso; oggetto di idonea manutenzione (straordinaria e ordinaria periodica) al fine di garantire nel tempo la permanenza dei requisiti di sicurezza e siano corredate, ove necessario, da apposite istruzioni d’uso e libretto di manutenzione; assoggettate alle misure di aggiornamento dei requisiti minimi di sicurezza;
2) siano curati la tenuta e l’aggiornamento del registro di controllo delle attrezzature di lavoro per cui lo stesso e previsto. Il datore di lavoro provvede, per ogni attrezzatura disponibile, che i lavoratori incaricati all’uso dispongano di necessaria informazione e istruzione, ricevano una formazione e un addestramento adeguati (in alcuni casi può essere richiesta la qualifica), in rapporto alla sicurezza relativamente sia alle normali che anomale (prevedibili) condizioni di impiego, ai rischi cui sono esposti durante l’uso e a quelli che possono essere causati ad altre persone.

Per quanto attiene ai DPI, il datore di lavoro è obbligato a metterli a disposizione, quando con la valutazione dei rischi sia stato messo in luce un rischio residuo che non può essere eliminato con le protezioni collettive. La scelta verrà fatta in funzione della tipologia di rischio cui sono esposti gli utilizzatori e delle prestazioni che devono essere garantite.

Nel caso di necessità, effettua le manutenzioni e le eventuali riparazioni, fornisce le istruzioni e l’addestramento necessario all’utilizzo (obbligatorio per quelli di terza categoria). È fondamentale che il lavoratore utilizzi gli impianti e le attrezzature secondo le prescrizioni dal libretto di uso e manutenzione, senza arrecare modifiche a parti strutturali ed accessori, mettendo in atto le indicazioni ricevute durante il periodo di formazione ed addestramento. Nel caso in cui il loro utilizzo richieda l’impiego di DPI, essi devono essere correttamente utilizzati. Tali dispositivi devono essere mantenuti in efficienza e sono vietate modifiche di propria iniziativa. Nel caso siano danneggiati o deteriorati, il lavoratore ne deve richiedere l’immediata sostituzione.

Per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro gli inceneritori essendo impianti di combustione, presentano dei rischi che possono essere estesi senza importanti modificazioni ad altre tipologie di centrali per la produzione di energia, come ad esempio quelle termoelettriche, che invece dei rifiuti utilizzano combustibili tradizionali (gas, carbone, gasolio ecc.) e a biomasse.

Leggi anche: 10 buone ragioni per scegliere “In Pratica Sicurezza”

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Guida alla sicurezza negli impianti di incenerimento dei rifiuti Ingegneri.info