I sistemi ibridi acciaio-legno dell'Università di Trento passano il test dei carichi | Ingegneri.info

I sistemi ibridi acciaio-legno dell’Università di Trento passano il test dei carichi

Un team di ricerca Unitn ha proposto un sistema innovativo per realizzare strutture prefabbricate destinate al Social Housing. E i test di carico ha dato ragione al gruppo

Foto: Giovanni Cavulli (Archivio Università di Trento)
Foto: Giovanni Cavulli (Archivio Università di Trento)
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Un team di ricerca dell’Università di Trento ha conseguito un importante successo in tema di tecnologie costruttive ibride acciaio-legno a basso costo: nei giorni scorsi è stata effettuata con successo la prova di carico sulla struttura-prototipo al centro del progetto, in scala reale in acciaio e legno, sviluppata dai ricercatori del Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica (Dicam) dell’Unitn. Il prototipo ha dimostrato un’alta capacità di resistenza e stabilita ai carichi laterali ai quali è stata sottoposta. Prove con le quali i ricercatori hanno voluto simulare alcune delle sollecitazioni (da scosse sismiche a eventi atmosferici violenti e imprevedibili) alle quali un edificio può essere esposto durante la sua vita utile.

Il test, effettuato presso il Laboratorio Prove Materiali e Strutture, rientra nel progetto di ricerca industriale – finanziato dalla Provincia autonoma di Trento – che punta a sviluppare soluzioni costruttive ecosostenibili, flessibili e a basso costo da impiegare in particolare per progetti di edilizia sociale.

Nello specifico il test svolto a Mesiano è “una prova sperimentale su una tecnologia costruttiva innovativa che si avvale di componenti verticali e orizzontali appositamente sviluppati e studiati durante gli ultimi tre anni della mia ricerca”, spiega Cristiano Loss, ingegnere e assegnista di ricerca del Dicam, che ha svolto le sue ricerche sotto la supervisione dei professori Maurizio Piazza e Riccardo Zandonini.

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Foto: Giovanni Cavulli (Archivio Università di Trento)

Ma qual’è l’innovazione proposta dal progetto? Si tratta di un sistema costruttivo ibrido acciaio-legno modulare e prefabbricato in cui vengono proposti solai ultraleggeri e resistenti per la realizzazione di nuovi edifici sostenibili. In particolare sviluppate alcune soluzioni di collegamento per la realizzazione e la posa in opera di solai composti acciaio-legno, una prima assoluta che va ad aggiungersi ai già noti sistemi composti per l’edilizia residenziale.

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Foto: Giovanni Cavulli (Archivio Università di Trento)

La ricerca e la definizione dei collegamenti è stata supportata da analisi numeriche e da prove sperimentali con test eseguiti su componenti di solaio adeguatemente dimensionati” spiega Loss. “Le indagini hanno consentito di definire e ottimizzare il sistema composto, migliorando lo sfruttamento dei materiali e dei collegamenti. Lo studio ha inoltre consentito di proporre un prototipo di solaio altamente ingegnerizzato. Il sistema è attualmente in evoluzione”.

A fare la differenza rispetto al passato è il mix di materiali impiegato nel nuovo tipo di struttura: acciaio, un materiale facilmente riciclabile, e legno di abete, un materiale naturale di ampia disponibilità sul territorio trentino. Ma anche la grande flessibilità della struttura, che libera spazi sempre più ampi per la progettazione degli interni rendendo possibile, ad esempio, spostare le pareti interne assecondando le esigenze d’uso. Una caratteristica importante specialmente nell’edilizia sociale, dove nel tempo può capitare di dover adattare lo stesso appartamento per ospitare famiglie più o meno numerose.

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Foto: Giovanni Cavulli (Archivio Università di Trento)

Il superamento del test di resistenza eseguito nei laboratori permette di aprire la strada a questo modello tecnologico ampiamente adattabile, dalle caratteristiche ambientali elevate e soprattutto a costi accessibili (si parla di mille euro a metro quadro).

Per il Trentino il progetto rappresenta un nuovo tassello nella collaborazione tra università e mondo produttivo: a sostenere il progetto triennale fino alla commercializzazione del prodotto è la Premetal, azienda di Rovereto che da anni si occupa di edilizia prefabbricata.

Questa soluzione ibrida acciaio-legno, la prima mai realizzata in questo campo, consente di abbattere i costi della posa in opera e allo stesso tempo minimizza il rischio di infortuni o problemi di varia natura in cantiere, perché le varie componenti vengono prodotte in stabilimento e poi assemblate in loco con grande riduzione dei tempi”, spiega Andrea Poli, responsabile R&S dell’azienda. “Con questa tecnologia abbiamo stimato di riuscire a consegnare un edificio di quattro piani in sei-otto mesi di cantiere. Pensiamo di avviare la commercializzazione dal prossimo autunno”.

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