Il coordinatore per la sicurezza dei lavori può formarsi a distanza | Ingegneri.info

Il coordinatore per la sicurezza dei lavori può formarsi a distanza

Sì del legislatore alla possibilità di svolgere parte dei moduli di aggiornamento per la formazione dei coordinatori della sicurezza in modalità e-learning. Soddisfazione del Consiglio nazionale ingegneri

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Il Consiglio nazionale ingegneri fa chiarezza sulla questione della formazione ed aggiornamento dei coordinatori per la sicurezza dei lavori e in particolare della possibilità di formazione a distanza, riprendendo quanto stabilito dal decreto legislativo 14 settembre 2015 n.151 (“Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità in attuazione della legge 10 dicembre 2014 n.183”).

Più precisamente, l’art.20, comma 1, letto o), del d.lgs. n.151/2015 ha modificato l’art.98, comma 3, del decreto legislativo 9/04/2008 n.81, introducendo la possibilità di svolgere in modalità e-learning i corsi di aggiornamento dei coordinatori per la sicurezza, nonché – limitatamente al modulo giuridico di 28 ore della parte teorica – i corsi di cui all’allegato dell’Accordo in sede di Conferenza permanente Stato-Regioni del 21 dicembre 2011.

Dopo la modifica, pertanto, il Tusl viene così modificato nell’art.98, comma 3:

“I contenuti, le modalità e la durata dei corsi di cui al comma 2 devono rispettare almeno le prescrizioni di cui all’allegato XIV. L’allegato XIV è aggiornato con accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. I corsi di cui all’allegato XIV, solo per il modulo giuridico (28 ore), e i corsi di aggiornamento possono svolgersi in modalità e-learning nel rispetto di quanto previsto dall’allegato I dell’Accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano del 21 dicembre 2011 emanato per la formazione dei lavoratori ai sensi dell’articolo 37, comma 2.”

La questione era stata molto dibattuta in passato, in particolare la possibilità di estendere anche ai coordinatori per la sicurezza la previsione ­- riferita unicamente agli addetti e ai responsabili dei servizi di prevenzione e protezione dall’Accordo in sede di Conferenza Stato­ Regioni del 26 gennaio 2006 – della facoltà di svolgere “anche con modalità di formazione a distanza” (FAD) i corsi di aggiornamento. Il Consiglio Nazionale, in attesa del pronunciamento della Conferenza permanente Stato-Regioni, si era espresso favorevolmente, per quei corsi che rispettassero i requisiti minimi previsti dalla normativa. Adesso, a dirimere ogni dubbio in proposito, è intervenuto direttamente il Legislatore: pertanto oggi è possibile per i coordinatori per la progettazione e per i coordinatori per l’esecuzione dei lavori, effettuare in modalità e-learning.

  • corsi di formazione iniziale, limitatamente al modulo giuridico (di 28 ore);
  • i corsi di aggiornamento di 40 ore, senza limitazioni.

Per quanto concerne le concrete modalità applicative della rinnovata possibilità di seguire i corsi a distanza (sede, strumentazione, materiale, ecc.), la legge indica come modello e punto di riferimento l’Allegato I dell’Accordo 21 dicembre 2011 della Conferenza Stato-Regioni, che per comodità si trasmette in allegato. Il Cni sul tema auspica anche che vengano uniformate difformi normative regionali.

Si pone inoltre fin d’ora l’ulteriore questione se questa novità legislativa valga anche per il passato o, meglio, se i corsi in modalità e-Ieaming eventualmente seguiti negli anni scorsi (e le relative attestazioni rilasciate) possano considerarsi convalidati per effetto delle nuove disposizioni recate dal d.lgs. n.151j2015. Ad avviso del Cni – nell’attesa di un definitivo ed ufficiale pronunciamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – la risposta non può che essere positiva, sia in base alla ratio della complessiva disciplina, sia perché una risposta di segno negativo si porrebbe in palese contraddizione con la volontà del Legislatore, di cui l’attuale terzo comma dell’art.98 d.lgs. n.81j2008 costituisce – sempre secondo il Consiglio – conferma.

 

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