Il rischio di caduta fulmini e di folgorazione per i lavoratori | Ingegneri.info

Il rischio di caduta fulmini e di folgorazione per i lavoratori

Il rischio di caduta di fulmini e di folgorazione per i lavoratori determina l’installazione di adeguate misure di protezione. Vediamo le caratteristiche principali e le norme di riferimento

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Uno dei fattori di rischio naturali da valutare per una corretta progettazione della sicurezza sul lavoro sono i fulmini, fenomeni naturali potenzialmente pericolosi.

I principali paramenti che caratterizzano i fulmini sono:
carica totale depositata: 5-10 Coulomb;
intensità di corrente: valore medio 20 KA (con intervalli da un minimo di 2 KA a un massimo di 200 KA);
polarità: negativa (di solito);
tempo di salita della cresta di corrente: primo colpo di ritorno di circa qualche millisecondo, ai successivi scende al di sotto del millisecondo;
tempo di decadimento all’emivalore (quanto rapidamente la corrente si propaga all’interno del canale): primo colpo di 50–100 ms, valore che aumenta per i colpi successivi.

La possibilità che i fulmini siano pericolosi è vincolata a tre fattori:
• il numero medio di fulmini che interessano la zona in cui è ubicata la struttura (edificio, impianto, cantiere…);
• la probabilità che un fulmine colpisca la struttura e/o i servizi da essa utilizzati, che dipende dalla natura della struttura (dimensioni, materiali con cui è realizzata ecc.) e/o del servizio (lunghezza, tipo di servizio ecc.) e dall’ambiente circostante (presenza di alberi, di altri edifici paragonabili, di acqua, in montagna ecc.);
• la perdita valutata sia in termini economici che di vite umane.

Va anche considerato se la fulminazione sia diretta (quando il fulmine colpisce direttamente la struttura e/o il servizio, causando pericolo per gli impianti e le apparecchiature) oppure indiretta (ossia che la struttura e/o il servizio siano interessati dai fenomeni collegati al fulmine, come accoppiamenti resistivi/induttivi tra la corrente di scarica e i servizi oppure il forte campo magnetico generato dallo stesso, causando pericolo di sovratensioni), per apportare le giuste misure di prevenzione affinché queste non siano fonti di rischio.

Il rischio di folgorazione è determinato dalla sommatoria delle differenti componenti di rischio valutati nelle singole zone della struttura, accumunate per caratteristiche fisiche. Questa suddivisione permette una valutazione mirata anche per quanto riguarda la scelta delle protezioni da adottare, più attenta alle reali esigenze della struttura e/o del servizio, rendendo la protezione più efficace e meno onerosa.
Per poter determinare, già in fase di progettazione degli edifici, gli impianti di protezione contro le sovratensioni presenti, esistono calcoli in grado di correlare il rischio con la probabilità che il pericolo si possa verificare effettivamente.

Le norme di riferimento sono:
• CEI EN 62305-1 Protezione contro i fulmini – Principi generali
• CEI EN 62305-2 Protezione contro i fulmini – Analisi del rischio
• CEI EN 62305-3 Protezione contro i fulmini – Danno materiale alle strutture e pericolo per le persone
• CEI EN 62305-4 Protezione contro i fulmini – Impianti elettrici ed elettronici nelle strutture
utili non solo per la progettazione di sistemi di protezione, ma anche per indicazioni di gestione della sicurezza dei lavoratori.

In particolare, dal TUSL 81/2008 si evidenzia (CAPO III – IMPIANTI E APPARECCHIATURE ELETTRICHE):

Articolo 80 – Obblighi del datore di lavoro
1. Il datore di lavoro prende le misure necessarie affinché i lavoratori siano salvaguardati dai tutti i rischi di natura elettrica connessi all’impiego dei materiali, delle apparecchiature e degli impianti elettrici messi a loro disposizione ed, in particolare, da quelli derivanti da:
• contatti elettrici diretti;
• contatti elettrici indiretti;
• innesco e propagazione di incendi e di ustioni dovuti a sovratemperature pericolose, archi elettrici e radiazioni;
• innesco di esplosioni;
• fulminazione diretta ed indiretta;
• sovratensioni;
g) altre condizioni di guasto ragionevolmente prevedibili.
2. A tale fine il datore di lavoro esegue una valutazione dei rischi di cui al precedente comma 1, tenendo in considerazione:
• le condizioni e le caratteristiche specifiche del lavoro, ivi comprese eventuali interferenze;
• i rischi presenti nell’ambiente di lavoro;
• tutte le condizioni di esercizio prevedibili. (..)

Articolo 84 – Protezioni dai fulmini 1. Il datore di lavoro provvede affinché gli edifici, gli impianti, le strutture, le attrezzature, siano protetti dagli effetti dei fulmini realizzati secondo le norme tecniche. Articolo 85 – Protezione di edifici, impianti strutture ed attrezzature 1. Il datore di lavoro provvede affinché gli edifici, gli impianti, le strutture, le attrezzature, siano protetti dai pericoli determinati dall’innesco elettrico di atmosfere potenzialmente esplosive per la presenza o sviluppo di gas, vapori, nebbie infiammabili o polveri combustibili infiammabili, o in caso di fabbricazione, manipolazione o deposito di materiali esplosivi. 2. Le protezioni di cui al comma 1 si realizzano utilizzando le specifiche disposizioni di cui al presente Decreto Legislativo e le pertinenti norme tecniche di cui all’ALLEGATO IX.

Articolo 86 – Verifiche e controlli 1. Ferme restando le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 22 ottobre 2001, n. 462, in materia di verifiche periodiche, il datore di lavoro provvede affinché gli impianti elettrici e gli impianti di protezione dai fulmini siano periodicamente sottoposti a controllo secondo le indicazioni delle norme di buona tecnica e la normativa vigente per verificarne lo stato di conservazione e di efficienza ai fini della sicurezza.  (…)

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