Impianti elettrici in cantiere: le responsabilità del datore di lavoro | Ingegneri.info

Impianti elettrici in cantiere: le responsabilità del datore di lavoro

Gli impianti elettrici in cantiere devono essere in massima sicurezza per permettere ai professionisti di svolgere il proprio lavoro

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La normativa vigente, in particolare il D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. (di seguito anche Testo Unico della Sicurezza sul Lavoro o, semplicemente, “TUSL”) nel suo Titolo III, Capo III, prevede che il Datore di lavoro prenda le misure necessarie affinché i lavoratori siano salvaguardati da tutti i rischi di natura elettrica connessi all’impiego dei materiali, delle apparecchiature e degli impianti elettrici messi a loro disposizione. A tale fine, il Datore di lavoro esegue una valutazione dei rischi ad hoc, tenendo in considerazione le condizioni e le caratteristiche specifiche del lavoro, ivi comprese eventuali interferenze, i rischi presenti nell’ambiente di lavoro e tutte le condizioni di esercizio prevedibili.

In seguito a tale valutazione del rischio, il Datore di lavoro dovrà adottare le misure tecniche e organizzative necessarie a eliminare o ridurre al minimo i rischi presenti, a individuare i dispositivi di protezione individuali e collettivi necessari alla conduzione in sicurezza del lavoro e a predisporre le procedure di uso e manutenzione atte a garantire nel tempo la permanenza del livello di sicurezza raggiunto con l’adozione delle misure di sicurezza elettrica.

Inoltre, lo stesso Datore di lavoro ha l’obbligo di adottare le misure necessarie affinché le procedure di uso e manutenzione siano predisposte e attuate tenendo conto delle disposizioni legislative vigenti, delle indicazioni contenute nei manuali d’uso e manutenzione delle apparecchiature ricadenti nelle direttive specifiche di prodotto e di quelle indicate nelle pertinenti norme tecniche.

Tutti i materiali, i macchinari e le apparecchiature, nonché le installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici utilizzati nei luoghi di lavoro devono essere progettati, realizzati e costruiti a regola d’arte (legge 1° marzo 1968, n. 186). Questi si considerano costruiti a regola d’arte se sono realizzati secondo le pertinenti norme tecniche CEI.

Per garantire la sicurezza elettrica nei cantieri edili è importante considerare le indicazioni contenute nel Fascicolo 7, Sez. 704 della Norma CEI 64-8 “Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1.000 V in corrente alternata e a 1 500 V in corrente continua Parte 7: Ambienti ed applicazioni particolari” e la Guida CEI 64-17 “Guida all’esecuzione degli impianti elettrici nei cantieri”, riguardante i criteri di esecuzione degli impianti elettrici, integrativa rispetto.

Infine, si ricorda che per il materiale elettrico destinato a essere utilizzato a una tensione nominale compresa fra 50 e 1.000 volt in corrente alternata e fra 75 e 1.500 volt in corrente continua, vige la legge 18 ottobre 1977, n. 791 e s.m.i. che recepisce la direttiva del Consiglio delle Comunità Europee n. 73/23/CEE (ora codificata dalla direttiva n. 2006/95/CEE), che ne prescrive la marcatura “CE”. Restano esclusi dalla legge alcuni materiali elettrici, tra i quali quelli destinati a essere usati in ambienti esposti a pericolo di esplosione, i contatori elettrici e le prese e spine per uso domestico.

Ai sensi della Circolare MLPS n. 1921 del 31 marzo 2014, le considerazioni contenute nel presente intervento sono frutto esclusivo del pensiero dell’Autore e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’Amministrazione.

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