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Import-export sostanze chimiche pericolose: in vigore le nuove sanzioni

E' entrato in vigore il D.Lgs. n.28/2017, che introduce il nuovo regime sanzionatorio relativo al Regolamento Ue 649/2012 sull'esportazione e l'importazione di sostanze chimiche pericolose

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Dal 2 aprile 2017 è  in vigore il nuovo regime sanzionatorio previsto dal D.Lgs. n.28/2017 che verrà applicato a chi violerà il Regolamento 649/2012/Ue sull’importazione ed esportazione di sostanze chimiche pericolose.

Nel febbraio scorso il Governo aveva annunciato il nuovo decreto spiegando come le sanzioni previste siano di carattere pecuniario, di natura amministrativa, per la violazione delle prescrizioni del regolamento europeo che attua, all’interno dell’Ue, la convenzione di Rotterdam sulla procedura di consenso preventivo informato per taluni prodotti chimici e pesticidi pericolosi nel commercio internazionale. Al Ministero della Salute e altri specifici enti/istituzioni i compiti di vigilanza, accertamento e irrogazione delle sanzioni.

 

Le novità introdotte dal D.Lgs. n. 28/2017

Sul punto, è innanzitutto necessario ricordare il particolare regime previsto in tali casi.

Le fonti legislative europee, infatti, non contengono mai sanzioni per la violazione degli obblighi da esse delineati. Anche quando, dunque, la fonte stessa di diretta applicazione – come nel caso dei Regolamenti Ue – resta pur sempre una riserva alle legislazioni nazionali per quanto riguarda le relative sanzioni.

Non vi è dubbio che si tratti di uno dei maggiori attuali limiti dell’integrazione normativa europea. Limite che, del resto, ben si comprende: da un lato, la potestas puniendi da sempre è, e tuttora rimane, oggetto di grandi gelosie nazionali; dall’altro, un’uniforme disciplina sanzionatoria dettata a livello continentale presupporrebbe un altrettanto uniforme procedura, con tutto quello che le sta dietro in termini di Pubblica Amministrazione e altro; orizzonti che, ad oggi, appaiono quantomeno lontani….

A darne atto, è lo stesso «considerando» n. 18 del Regolamento 649/2012, il quale recita:

«Per garantire in maniera efficace il controllo e il rispetto dell’applicazione è opportuno che gli Stati membri designino delle autorità, quali le autorità doganali, incaricate di controllare le importazioni ed esportazioni delle sostanze chimiche disciplinate dal presente regolamento. La Commissione, sostenuta dall’agenzia, e gli Stati membri hanno un ruolo determinante e dovrebbero agire in modo mirato e coordinato. È opportuno che gli Stati membri istituiscano sanzioni adeguate in caso di violazione delle disposizioni».

 

Il Regolamento Ue n.649/2012 (PIC): cos’è?

Il Regolamento PIC (“Prior Informed Consent”) disciplina le procedure connesse all’importazione e l’esportazione di taluni prodotti chimici pericolosi e gli obblighi posti alle imprese che desiderano esportare questi prodotti chimici in paesi extra-Ue. Scopo del Regolamento è la condivisione delle responsabilità e la cooperazione nel commercio internazionale di sostanze chimiche pericolose, e la tutela della salute umana e dell’ambiente mediante la comunicazione di informazioni su come immagazzinare, trasportare, utilizzare e smaltire di sostanze chimiche pericolose in sicurezza ai paesi in via di sviluppo.Tale normativa attua, all’interno dell’Ue, la convenzione di Rotterdam sulla procedura di consenso preventivo informato per taluni prodotti chimici e pesticidi pericolosi nel commercio internazionale: http://www.pic.int/. Nello specifico il Regolamento PIC si applica ai “chemicals” (sostanze di cui all’Allegato I del Regolamento e miscele contenenti tali sostanze in concentrazioni tali da far scattare l’obbligo di etichettatura a norma del regolamento (Ce) n. 1272/2008 e smi), ma anche agli articoli (laddove siano applicabili le prescrizioni dell’art. 10 e 15 del medesimo Regolamento (Ue) n.649/2012) contenenti prodotti chimici industriali, pesticidi e biocidi di cui all’Allegato I del medesimo Regolamento, come ad esempio, benzene, cloroformio, atrazina e permetrina. A livello procedurale è importante sottolineare come l’esportazione di questi “chemicals” sia soggetta a due tipi di requisiti: notifica di esportazione ed esplicito consenso. Uno dei punti più rilevanti del Regolamento Ue n.649/2012 (PIC) è legato al ruolo ECHA, Agenzia europea delle sostanze chimiche istituita con l’introduzione del Regolamento (Ce) n.1907/2006 (Reach)

Contenuti e abrogazioni

Il D.Lgs. n.28/2017 abroga il decreto legislativo 27 ottobre 2011, n. 200 -Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del regolamento (Ce) n. 689/2008 sull’esportazione ed importazione di sostanze chimiche pericolose.

Per espressa disposizione contenuta in apertura di ciascuna delle norme citate, esse si applicano “salvo che il fatto costituisca reato”. La relativa eventuale norma incriminatrice deve ovviamente essere ricercata in altre fonti.

Le nuove sanzioni in questione sono contenute nei sei articoli centrali del D.Lgs. 28/2017 (gli articoli iniziali e finali sono come sempre dedicati a disposizioni di carattere più generale).

In particolare:

  • violazione degli obblighi derivanti dagli articoli 8 e 15, paragrafo 1, del regolamento in materia di notifica di esportazione trasmessa alle parti e ad altri Paesi (art. 3);
  • violazione dell’obbligo derivante dall’articolo 10 del regolamento in materia di informazioni sull’esportazione e sull’importazione di sostanze chimiche (art. 4);
  • violazione degli obblighi derivanti dall’articolo 14 del regolamento in materia di altre informazioni diverse dall’obbligo di notifica (art. 5);
  • violazione dell’obbligo derivante dall’articolo 15, paragrafo 2, del regolamento in materia di divieto di esportazione (art. 6).
  • violazione degli obblighi derivanti dall’articolo 16 del regolamento in materia di informazione sui movimenti di transito (art. 7);
  • violazione degli obblighi derivanti dall’articolo 17 del regolamento in materia di informazioni obbligatorie per le sostanze chimiche esportate (art. 8).

Nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano le disposizioni del presente decreto si applicano nel rispetto degli statuti e delle relative norme di attuazione (art.12).

L’entità delle sanzioni amministrative pecuniarie previste sarà aggiornata ogni due anni.

 

Vigilanza

Dal canto suo, l’art. 9  del decreto individua le Autorità nazionali competenti per le attività di vigilanza, di accertamento e irrogazione delle sanzioni in questione: si tratta, per la cronaca, dell’attuazione di quello sforzo di coordinamento tra le giurisdizionali nazionale del quale così ben conto dà il citato «considerando» del Regolamento 649/2012.

A carico del trasgressore è disposto il sequestro amministrativo della sostanza chimica o della miscela ovvero di un articolo non conforme; mentre per i soggetti preposti al controllo è previsto obbligo di riservatezza relativamente alle informazioni acquisite.

E’ infine previsto un prossimo decreto ministeriale sulla valutazione sulla base del costo effettivo del servizio, delle tariffe per l’integrale copertura dei costi sostenuti dall’Autorità nazionale coordinatrice, connessi all’espletamento della procedura di notifica di esportazione e di richiesta di consenso esplicito e le relative modalità di versamento.

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