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Imprese italiane all’estero? Attenti alla sicurezza. Intervista a Federico Olivo

Fondatore e amministratore delegato di Vistra, Olivo assiste imprese italiane nella gestione degli aspetti di QHSE internazionale. Abbiamo parlato con lui di sicurezza

Federico Olivo e Andrea Martini
Federico Olivo e Andrea Martini
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Conosco da tempo i fondatori di Vistra, Federico Olivo e Andrea Martini. Li ho rincontrati dopo diversi anni fa e sono rimasto impressionato dallo sviluppo che la loro creatura ha avuto nel frattempo. L’Italia sembra vivere del perpetuo dualismo tra Milano, capitale degli affari, e Roma, dove l’industria principale è la politica: non è retorica che esiste una provincia prospera perché industriosa. Il nord-est è una di queste, particolarmente affascinante perché è ancora vivo il retaggio di apertura all’esterno, la prospettiva cosmopolita che fu prima della Repubblica di Venezia e poi dell’Impero Absburgico. Come tante altre aziende italiane, anche questa azienda negli anni della crisi si è rivolta all’estero.

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Vistra fornisce servizi di consulenza per qualità, sicurezza e ambiente ad aziende strutturate: quali sono i settori “caldi” in questo momento?
Se parliamo di settori merceologici che richiedono maggiormente i nostri servizi vediamo in prima fila l’impiantistica e le infrastrutture. Molte sono le aziende italiane impegnate in questi settori, storicamente attive sul mercato internazionale, oppure costrette per la contrazione del mercato italiano. Tuttavia, ci sono anche altri casi che necessitano di gestire aspetti di QHSE internazionale, dai settori più disparati che vedono sedi produttive sparse in diversi paesi mantenendo la casa madre in Italia, sia nelle catene di negozi della moda o del food. Dal punto di vista geografico le aree più attive sono distribuite sui diversi continenti e focalizzate su alcuni paesi. Nello specifico vediamo un discreto incremento in USA, Europa (Francia, Germania, Olanda, Polonia, Romania, Russia), Medio Oriente (Kuwait, Bahrein, UAE), India, Cina, Africa del Nord (Egitto, Algeria).

Per posizione geografica il vostro riferimento sono le eccellenze del nord-est che hanno sempre di più sbocchi lavorativi all’estero. Quali sono le grandi differenze che riscontrate con il sistema Italia?
In realtà pur essendo nata nel Nordest Vistra ha sempre avuto uno spirito internazionale, essendo uno spin off di una società tedesca. Dal punto di vista della localizzazione è evidente che la vicinanza ai confini rende più facile il contatto con l’estero ma, quando parliamo di affrontare il mercato globale, conta più la struttura che la localizzazione geografica. La complessità che ci si trova ad affrontare affacciandosi agli scenari internazionali è molto alta. Non basta avere chi ti aiuta sull’export, a trovare i clienti, gli appoggi bancari, la contrattualistica internazionale. Oggi devi avere un approccio integrato e poter gestire anche i requisiti di QHSE internazionale. La complessità e la varietà è tale che oggi i nostri clienti sono prevalentemente le aziende più strutturate dell’impiantistica e delle infrastrutture, ma anche alcuni player dalla moda con catene di negozi sparse in vari paesi chiedono il nostro supporto: analisi legislative comparate, supporto per la predisposizione dei documenti QSHE da allegare alle offerte, predisposizione dei documenti e dei sistemi di gestione, audit e sorveglianze, fino al completo outsourcing del QHSE con team multinazionali per progetto.

È evidente che se anche i più strutturati cercano supporto, a maggior ragione le piccole e media aziende ne hanno assoluto bisogno.
In questo senso possiamo fare una prima suddivisione tra le aziende che hanno una dimensione critica minima per affrontare il mercato e le altre. L’azione che stiamo cercando di fare assieme a partner, enti di formazione, associazioni di categoria ed enti pubblici è la sensibilizzazione sull’argomento. Troppe volte ancora oggi le aziende non hanno nemmeno la consapevolezza che il mancato rispetto di requisiti QHSE può comportare lo stop dei lavori, pesanti sanzioni, penali o perdite enormi. Da questo punto di vista la collaborazione con numerose Ambasciate, Consolati ed uffici dell’ICE è molto attiva in decine di paesi nel mondo.

Vistra è da poco diventata maggiorenne, essendo stata fondata nel 2000. Quali sono gli sviluppi nel settore che prevedete per i prossimi 18 anni?
18 anni sono un arco di tempo enorme per la velocità di evoluzione del mercato e delle tecnologie. Quello che possiamo prevedere nel prossimo futuro è che ci sia una strutturazione delle aziende Italiane impegnate all’estero, e una crescente richiesta di questo tipo di servizi di supporto specializzati sulla parte internazionale. Contiamo di espanderci e di trovare nuovi partner a livello internazionale per soddisfare la crescente domanda, non conosciamo ad oggi un’altra azienda che offra i medesimi servizi di QHSE internazionale alle aziende Italiane. Dal punto di vista tecnologico vedremo sicuramente un aumento dell’utilizzo delle tecnologie smart anche in QHSE, ed anche l’utilizzo dei droni per il monitoraggio. In questo senso sta partendo un importante progetto di ricerca quest’anno in Vistra, per sviluppare un sistema integrato a supporto della gestione del QHSE nazionale ed internazionale, è fondamentale evolvere e migliorare continuamente la proposta dei servizi.

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