Inail: calano gli incidenti sul lavoro | Ingegneri.info

Inail: calano gli incidenti sul lavoro

wpid-5582_fabbrica.jpg
image_pdf

Secondo le denunce pervenute all’Inail, alla data di rilevazione del 30 aprile 2010, infortuni e morti sul lavoro hanno subito un calo in Italia rispetto al 2008. Nello specifico, sono stati 790.000 gli infortuni, con una flessione del 9,7% (85.000 in meno), mentre i casi mortali sono stati 1.050, con una contrazione più contenuta del 6,3% (70 decessi in meno): un dato comunque significativo se confrontato con il 2001, quando i decessi erano stati 1.546.

Da sottolineare che la riduzione maggiore (-10,2%) ha riguardato gli infortuni in occasione di lavoro – quelli effettivamente verificatisi durante lo svolgimento dell’attività lavorativa – a fronte di un calo del 6,1% degli infortuni in itinere, ossia avvenuti durante il tragitto da casa al lavoro o viceversa. Significativa anche la flessione dei casi mortali: quelli in occasione di lavoro sono passati da 829 a 767 (-7,5%), mentre quelli in itinere sono scesi da 291 a 283 (-2,7%). Positivi i dati riguardanti gli infortuni mortali sulla strada – quelli che coinvolgono i lavoratori che operano in questo specifico ambito, come autotrasportatori, rappresentanti di commercio, addetti alla manutenzione stradale – scesi da 338 a 303 (-10,4%).

Bisogna comunque sottolineare che il 2009 è stato un anno fortemente condizionato dalla crisi economica che ha comportato sia un calo del numero di occupati (-1,6% secondo l’Istat), ma anche una riduzione nella quantità di lavoro, dovuta a tagli, di straordinario e di lavoro temporaneo, e al ricorso alla cassa integrazione. A questo proposito, l’Inail stima che il tempo di esposizione al rischio abbia subito una contrazione media di circa il 3%.

La riduzione reale degli infortuni sul lavoro si può dunque stimare pari a -7% per gli infortuni e a -3,4% per i casi mortali. Marco Sartori, presidente dell’Inail, pur riconoscendo l’effetto-crisi, attribuisce le riduzioni più significative al continuo miglioramento dei livelli di sicurezza. “Se analizziamo, infatti, l’andamento infortunistico dal 2002 al 2009 vediamo come gli incidenti complessivi siano diminuiti del 20,4% e i casi mortali del 29%”.

A livello settoriale la diminuzione degli infortuni è stata più sostenuta nell’industria (-18,8%) rispetto ai servizi (-3,4%) o all’agricoltura (-1,4%). Il calo più significativo ha riguardato il comparto manifatturiero (-24,1%) e le costruzioni (-16,2%). Nei servizi, apprezzabili riduzioni si registrano nei trasporti (-12,5%) e nel commercio (-9,1%). Riduzione sensibile anche dei casi mortali nell’industria (-7,9%) e nei servizi (-6%), mentre in agricoltura si registra una sostanziale stabilità. Tra le aree geografiche del Paese, Nord-est e Nord-ovest registrano le flessioni più accentuate degli infortuni con, rispettivamente, un -12,8 e un -9,3 per cento. I cali sono stati più moderati al Centro (-8,2%) e nel Mezzogiorno (-6,8%). Stesso trend per i casi mortali, con un -21,9% nel Nord-est e un -6,2%nel Nord-Ovest. Molto più contenuto il calo nel Mezzogiorno (-1,7%) mentre al Centro si registra un aumento del 7,9% dovuto principalmente ad un incremento dei decessi nel Lazio.

Per la prima volta nell’ultimo decennio, il 2009 ha visto un decremento per i lavoratori stranieri: gli infortuni sono scesi da 143.000 casi del 2008 a 119.000 del 2009 e i casi mortali sono passati da 189 a 150. Un dato rilevante, da attribuire, almeno in parte, sia alla riduzione complessiva delle opportunità di lavoro per tutta la popolazione che alle superiori condizioni di precarietà cui sono soggetti gli stranieri.

Ma il 2009 è oggetto di un altro record: le malattie professionali hanno subito un vero e proprio boom con 34.646: denunce, il valore più alto degli ultimi 15 anni, e un aumento del 15,7% rispetto al 2008 e di circa il 30% in 5 anni. L’agricoltura è il comparto più interessato e, tra le malattie, hanno registrato un’impennata quelle dell’apparato muscolo-scheletrico dovute a sovraccarico biomeccanico: quasi 18mila casi denunciati per un aumento del 36% rispetto al 2008. “Questo boom è dovuto a serie di fattori diversi – fa notare Sartori-. Quelle che gli esperti definiscono malattie nascoste soffrono di una cronica forma di sottodenuncia poiché spesso i lavoratori non sono al corrente dei propri diritti. A ciò si aggiunge l’entrata a regime delle nuove tabelle, che includono malattie prima escluse, tra cui appunto quelle dell’apparato muscolo-scheletrico. Infine, si è verificato un aumento delle denunce plurime, con più tipi di malattia segnalati contemporaneamente dalla stessa persona, che hanno raggiunto la quota del 20% del totale delle denunce”.

Facendo un confronto con i dati europei, l’Italia presenta una situazione migliore della media. Per il 2007, l’ultimo anno reso disponibile da Eurostat, la Penisola registra un indice pari a 2.674 infortuni per 100.000 occupati, mentre l’Area Euro 3.279 e l’Ue-15 2.859. La graduatoria risultante dalle statistiche armonizzate colloca l’Italia in posizione migliore rispetto a Paesi come Spagna (4.691), Francia (3.975) e Germania (3.125). Per quanto riguarda gli infortuni mortali, si è registrata per l’intera Ue una diminuzione dei tassi d’incidenza da 2,4 a 2,1 decessi per 100.000 occupati e l’Italia è passata da 2,9 a 2,5, mantenendosi ancora al di sopra del valore medio Ue.

Copyright © - Riproduzione riservata
Inail: calano gli incidenti sul lavoro Ingegneri.info