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Infortuni mortali sul lavoro, potenziato il sistema Infor.MO dell’Inail

L’analisi di 305 casi di evento mortale indica come la più ricorrente tipologia la caduta dall’alto (33,1%), che in edilizia sale al 55%

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Infor.MO, il sistema di sorveglianza nazionale degli infortuni mortali, promosso dal Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm) del Ministero della Salute e sviluppato dal Dipartimento di medicina, epidemiologia e igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) dell’Inail, è stato potenziato in seguito a un accordo di collaborazione tra Inail Ricerca e Ministero della Salute, come azione centrale a supporto del Piano nazionale per la prevenzione 2014-2018.

I risultati dell’azione di potenziamento sono stati illustrati nel corso di un convegno in cui il direttore generale dell’Inail, Giuseppe Lucibello, ha sottolineato come “il sistema Infor.MO, con le implementazioni che abbiamo in atto e che trovano una risposta appropriata anche nel nostro piano di ricerca 2016-2018, possa diventare uno strumento sempre più analitico e utile per comprendere le cause e trovare soluzioni per la riduzione del numero degli infortuni, a partire da quelli più gravi”.

La collaborazione tra i servizi di prevenzione delle Asl e l’Inail ha permesso di approfondire le cause di infortunio, allo scopo di migliorare l’efficacia degli interventi di prevenzione. Sulla base di un’ampliata rilevazione degli infortuni gravi e mortali, si è sviluppato un repertorio delle principali criticità riscontrate nei luoghi di lavoro per evidenziare fattori di rischio e soluzioni adottate, in vista di attuare interventi mirati per supportare la capacità delle imprese di definire e realizzare misure di prevenzione.

L’analisi dei dati
Dall’analisi dei dati presenti nell’archivio nazionale di Infor.MO – relativi a 305 infortuni mortali avvenuti nel 2012, ultimo anno per cui sono disponibili informazioni consolidate – si ricava il seguente scenario:
classe di età degli infortunati più rappresentata: tra i 45 e i 54 anni (31% dei casi);
luoghi più ricorrenti in cui è avvenuto l’infortunio: i siti industriali (38%), i cantieri di costruzione (25%) e i luoghi agricoli o forestali (22%);
settori produttivi più colpiti: costruzioni (33%), agricoltura (23%), industria dei metalli (9%) e trasporti (8%);
principali modalità di accadimento degli infortuni: caduta dall’alto, con una percentuale pari al 33,1% che in edilizia arriva fino al 55%, la caduta di oggetti dall’alto (17%) e il veicolo che esce dal suo percorso e/o si ribalta (12,5%).

Gli incentivi Inail
Tra le iniziative promosse da Inail in ambito territoriale e nazionale, si segnalano gli incentivi dei bandi Isi, che finora hanno messo a disposizione del sistema produttivo più di 1,5 miliardi di euro a fondo perduto per contribuire alla realizzazione di progetti per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, e la riduzione del premio per attività di prevenzione, di cui beneficiano le imprese che effettuano interventi che migliorano le condizioni di sicurezza rispetto agli obblighi di legge. Gli interventi che consentono la riduzione del premio sono stati ricalibrati per tenere conto dei cambiamenti del fenomeno degli infortuni, che sono in calo, e delle malattie professionali, che hanno invece fatto registrare un incremento.

Il modello Infor.MO
Sul sito all’indirizzo sono disponibili 4625 dinamiche infortunistiche presenti nella banca dati del Sistema di sorveglianza, relative ad eventi avvenuti tra il 2002 ed il 2015 ed analizzati dai Servizi di prevenzione delle Asl secondo il modello di analisi Infor.MO, di tipo sistemico, multifattoriale e multiassiale ad albero delle cause. Il modello consente di esporre in maniera strutturata e standardizzata la dinamica infortunistica, ovvero la sequenza di eventi e circostanze che hanno portato il verificarsi dell’infortunio.
Il verificarsi di un incidente non comporta necessariamente il verificarsi di un infortunio: condizione ineliminabile perché ciò avvenga è che vi sia uno scambio di energia (contatto) di una certa intensità tra l’ambiente fisico ed almeno una persona (lavoratore).
In generale, l’energia che viene scambiata deriva da due situazioni:
• avviene una rapida e non intenzionale liberazione/trasformazione di energia (di sede, tipo o intensità),
• non vi è alcuna alterazione nella situazione energetica, ma si assiste al tempo stesso alla modifica dell’interfaccia ambiente-lavoratore, dove quest’ultimo entra in contatto con l’energia correttamente presente, nelle ordinarie condizioni di lavoro, nell’ambiente stesso.
Un incidente, quindi, assume il carattere di infortunio quando si verificano entrambe le seguenti condizioni: vi sia, a seguito dell’incidente, un trasferimento di energia tra il lavoratore e l’ambiente fisico in cui si trova, ed a seguito del trasferimento di energia, insorga immediatamente un danno per il lavoratore.

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La dinamica infortunistica
Sulla base delle definizioni date, gli elementi costitutivi di un infortunio sono l’incidente, il contatto (scambio di energia), il danno. L’individuazione di essi segue il classico percorso “a ritroso” in uso nel processo investigativo giudiziario: una volta individuato il danno, ultimo avvenimento in ordine temporale, si risale al contatto (scambio di energia) che ha portato all’infortunio del lavoratore e, successivamente, si evidenzia l’incidente che a sua volta ha determinato lo scambio di energia.
Per completare la ricostruzione della dinamica infortunistica, secondo il modello INFORMO, vanno poi identificati i determinanti, ovvero i fattori di rischio che concorrono al verificarsi di un incidente aumentandone la probabilità di accadimento, e gli eventuali modulatori, cioè quei fattori che, ininfluenti sulla probabilità di accadimento dell’incidente, sono però in grado d’impedire, attenuare o anche peggiorare il danno biologico che ne consegue.

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