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La valutazione del rischio di seppellimento negli scavi e nelle fondazioni

La valutazione del rischio di seppellimento negli scavi e nelle fondazioni si basa sull’individuazione dei pericoli derivanti dai movimenti accidentali e incontrollati del terreno

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L’analisi degli infortuni nel settore delle costruzioni mostra che il seppellimento per franamento risulta frequente nei lavori di movimento terra, come gli scavi superficiali, gli sterri, i riporti o i rinterri, la preparazione delle aree, le trincee, i rilevati stradali o ferroviari, gli scavi di fondazione ecc. al fine di realizzare opere edili, reti interrate (acqua, gas, energia elettrica, ecc.), ferroviarie e stradali.

In questa tipologia di lavori, il pericolo maggiore deriva dai movimenti accidentali e incontrollati del terreno che provocano frane dello stesso o scoscendimenti e cedimenti delle opere di sostegno, determinando quindi il rischio di seppellimento.

Gli eventuali danni per gli operatori sono di varia natura e gravità, come la semplice lesione relativa ad urti e colpi fino alla morte dovuta al completo seppellimento.

Gli scavi di splateamento e di sbancamento vengono effettuati su aree di notevoli dimensioni e presentano problematiche di sicurezza simili tra loro. L’ampiezza dell’area di intervento permette l’utilizzo di mezzi meccanici, sia per lo scavo che per il trasporto del materiale, con conseguente ulteriore rischio connesso alla movimentazione degli stessi. Negli scavi di splateamento e di sbancamento possono verificarsi problemi di stabilità dei versanti, dovuti alla variabilità delle caratteristiche strutturali e di composizione dei terreni trasversalmente e lungo il tracciato.

Gli scavi a sezione obbligata vengono effettuati in tutte quelle attività dove la sezione dello scavo è vincolata allo stato dei luoghi e/o alla presenza di strutture o servizi. Questa tipologia di scavi a cielo aperto presenta pareti verticali o subverticali, e viene effettuata spesso nei centri urbani per realizzare trincee, pozzi, sottomurazioni e fondazioni. Questa tipologia di scavo è adottata per la realizzazione di servizi interrati ed è caratterizzata da una elevata lunghezza.

La sezione ristretta è fonte di pericolo per il distacco di blocchi di terreno dalle pareti, per la limitatezza della via di fuga e per la bassa velocità di scampo consentita agli operatori, in caso di pericolo, per raggiungere un luogo sicuro.

Le attività di movimento terra e scavo sono costituite da una serie di fasi per ciascuna delle quali è necessario valutare e prevedere l’insorgere delle situazioni di rischio ed evitarle mediante opportune metodologie ed approntamenti. Tale valutazione, per risultare efficace, deve essere effettuata a partire dalla fase progettuale ed essere aggiornata durante tutta l’esecuzione dei lavori.

Le attività di scavo prevedono l’utilizzo di macchine tradizionali, come gli escavatori, o avvalersi di tecniche alternative che impiegano sistemi meccanizzati, dove la presenza del lavoratore nella specifica area di lavoro è parzialmente o totalmente assente.

I dispositivi di protezione collettiva, attualmente utilizzati per consolidare le pareti di scavo, consistono in vere e proprie strutture di sostegno, sia a carattere permanente che temporaneo. L’individuazione del sistema collettivo di protezione più adatto ad una realtà lavorativa dipende dalle sue caratteristiche intrinseche e dal tipo di attività che vi si andrà ad esercitare.

Il D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i., recante il Testo Unico sulla Sicurezza del Lavoro (T.U.S.L.), dà particolare rilevanza ai “lavori che espongono i lavoratori a rischi di seppellimento o di sprofondamento a profondità superiore a 1,5 m, se particolarmente aggravati dalla natura dell’attività o dei procedimenti attuati oppure dalle condizioni ambientali del posto di lavoro o dell’opera” ed inoltre classifica come gravi le violazioni che espongono al rischio di seppellimento, quali la “mancata applicazione delle armature di sostegno, fatte salve le prescrizioni desumibili dalla relazione tecnica di consistenza del terreno”.

Le considerazioni esposte sono frutto esclusivo del pensiero dell’Autore e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’Amministrazione.

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