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L’Aquila: una storia di promesse non mantenute

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Il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Armando Zambrano, interviene sul caso della ricostruzione aquilana dopo la lettera del sindaco Cialente al Corriere della Sera: “Senza prevenzione, sempre di fronte agli stessi problemi”.

“Quelle di Cialente sono parole che fanno male e che ci mettono di fronte alla dura realtà di un fatto anacronistico che si ripete sempre uguale ogni volta che si verifica un terremoto: non è più accettabile”. Da Catania, dove si trovava per partecipare al convegno nazionale “Le nuove frontiere della chimica verde”, organizzato dal Consiglio nazionale dei chimici, il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri (Cni), Armando Zambrano, interviene per commentare l’accorata lettera di Massimo Cialente al Corriere della Sera, lettera nella quale il primo cittadino de L’Aquila denuncia la mancata ricostruzione della città a quattro anni dal sisma che la distrusse.

“L’esperienza de L’Aquila – continua Zambrano – è una storia di promesse non mantenute, di rimpalli di competenze, di risorse mancate. Come ingegneri non possiamo fare altro che ribadire che l’unica strada percorribile è quella della prevenzione sismica. Come categoria e come Pat (l’organizzazione che raggruppa le professioni dell’area tecnica) abbiamo fatto delle proposte sostenibili su questo fronte. Ora serve la volontà politica di trasformarle in disegni di legge, senza nascondersi dietro nessun alibi”. Nello specifico, le misure da attuare si riferiscono principalmente alla defiscalizzazione degli interventi di adeguamento degli edifici, alla sburocratizzazione delle pratiche e delle procedure e alla necessaria mappatura sismica del Paese.

 

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