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Lavoro al videoterminale: sicurezza, patologie, obblighi, sanzioni

Che cosa deve fare il datore di lavoro che ha dipendenti che lavorano al videoterminale per non incorrere in sanzioni? Il focus sulla sicurezza del videoterminalista negli studi professionali

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Come si definisce il videoterminale secondo la normativa di sicurezza? Quali sono le patologie connesse principalmente al lavoro al videoterminale? Quali norme differenziano il computer portatile da quello fisso? In questo articolo approfondiamo il tema del lavoro al Videoterminale: dopo aver fornito una definizione a regola di legge, esploreremo i temi della sorveglianza sanitaria, degli obblighi del datore di lavoro e delle sanzioni.

 

Indice dell’articolo:

  • Definizione del lavoro al videoterminale secondo la normativa
  • Le patologie principali del lavoro al videoterminale
    • Disturbi posturali
    • Disturbi psicologici
    • Disturbi da raggi e radiazioni – esclusione
  • Obblighi del datore di lavoro per i videoterminalisti
    • Attività lavorativa
    • Formazione e informazione
    • Prescrizioni tecniche minime
  • La sorveglianza sanitaria
  • Sanzioni

Il nuovo CCNL per gli studi professionali, entrato in vigore il 1° aprile 2015 e valido fino al 31 marzo 2018, ha introdotto una serie di nuove tutele per professionisti, collaboratori e dipendenti di studi professionali. Tra questi, sono ovviamente inclusi anche gli ingegneri, gli architetti e i geometri titolari o dipendenti di studi tecnici.

In questo focus vogliamo fornire a tutti i professionisti gli strumenti-chiave per garantire, ai titolari e ai dipendenti, un rispetto delle norme di Salute e Sicurezza sul lavoro alla luce del nuovo CCNL Studi professionali.
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Definizione del lavoro al videoterminale secondo la normativa
Si definiscono videoterminali (VDT) le apparecchiature dotate di schermo alfanumerico o grafico a prescindere dal tipo di procedimento di visualizzazione (D.Lgs. n. 81/2008, art. 173, comma 1, lett. a), costituite da personal computer, sistemi di videoscrittura, di elaborazione dati, di testi o di immagini. Vengono esclusi dalle norme del titolo VII del D.Lgs. n. 81/2008 i registratori di cassa, le macchine calcolatrici, i sistemi di videoscrittura senza schermo, i sistemi portatili non utilizzati continuativamente nel luogo di lavoro, i pannelli di controllo (D.Lgs. n. 81/2008, art. 172, comma 2).
È importante sottolineare che con il decreto attuale sono stati eliminati dall’elenco delle esclusioni i sistemi denominati “portatili”; ciò sicuramente in considerazione dell’ormai estesa diffusione degli stessi e dell’uso che spesso se ne fa quale computer principale. Infatti, nell’allegato di riferimento (Allegato XXXIV) sono citati i computer portatili, precisando che in caso di impiego prolungato degli stessi devono essere forniti una tastiera e un mouse o altro dispositivo di puntamento esterni, nonché un idoneo supporto che consenta il corretto posizionamento dello schermo.

Le unità VDT, sotto il profilo della igiene e sicurezza del lavoro, si considerano costituite oltre che dallo schermo, dalla tastiera, dalla unità a dischi, dal piano di lavoro, dal sedile, dal supporto portadocumenti, dall’ambiente circostante, da altri eventuali accessori quali la stampante, il sistema di immissione dati, il software per l’interfaccia uomo-macchina (D.Lgs. n. 81/2008, art. 173, comma 1, lett. b).
Per lavoratore addetto al VDT si intende colui che “utilizza una attrezzatura munita di videoterminale in modo sistematico ed abituale, per almeno venti ore settimanali, dedotte le interruzioni di cui all’art. 175” (D.Lgs. n. 81/2008, art. 173, comma 1, lett. c).

Le patologie principali del lavoro al videoterminale
Disturbi visivi: pesantezza, tensione, bruciore, arrossamento oculare; deficit della messa a fuoco; visus annebbiato.
In passato questo tipo di disturbi risultava il più frequente; in seguito con la evoluzione della tecnica sono state realizzate apparecchiature che riducono al minimo i disagi visivi. Questi disturbi possono presentarsi ove l’illuminazione dell’ambiente di lavoro sia incongrua e quando si utilizzino schermi non idonei sotto il profilo ergoftalmologico per la luminosità, il contrasto, le dimensioni dei caratteri, lo sfarfallamento, ecc.

Disturbi posturali: posture incongrue con fenomeni secondari di contrattura muscolare ed affaticamento.
Si tratta di disturbi determinati dalla posizione assunta dall’operatore e dipendenti, per lo più, dall’altezza del sedile, dalle dimensioni del tavolo di lavoro, dalla esistenza o meno di poggia-piedi o di superfici di appoggio per gli avambracci, dall’altezza ed angolazione dello schermo, dalla conformazione della tastiera, dalla posizione del portapagine.

Disturbi psicologici: ansia, nervosismo, irritabilità, depressione e alterazione dell’umore.
Questi disturbi sono difficilmente classificabili in quanto causati normalmente dalla organizzazione del lavoro e dal contenuto intellettuale della attività svolta.

Disturbi da raggi e radiazioni – esclusione: Sono stati presi in considerazione anche i rischi da emissioni radianti, ma tutti gli studi effettuati hanno documentato che i livelli di radiazioni elettromagnetiche presenti nelle vicinanze di un videoterminale sono confrontabili con quelli di un televisore a colori e che l’intensità delle radiazioni ultraviolette ed infrarosse è estremamente bassa e tale da non poter generare alcun disturbo.
Anche i livelli di emissione delle radiofrequenze e radiazioni ionizzanti sono inferiori a quelli raccomandati dalle norme internazionali; l’unica componente ionizzante rilevabile è quella dei radionuclidi presenti in tracce nel vetro dello schermo, mentre i raggi X, emessi dal tubo attivo all’interno di ogni videoterminale, non sono, in molti casi, neppure apprezzabili.

Gli obblighi del datore di lavoro per i videoterminalisti
Si ricorda ancora che l’art. 173, comma 1, lett. c), D.Lgs. n. 81/2008 definisce lavoratore addetto all’uso di attrezzature munite di videoterminali colui che “… utilizza un’attrezzatura munita di videoterminali in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali, dedotte le interruzioni di cui all’art. 54″ e non più, come disposto dalla normativa precedente, il lavoratore che utilizza dette attrezzature per almeno 4 ore consecutive giornaliere per tutta la settimana lavorativa.
Il D.Lgs. n. 81/2008 all’art. 174, relativo all’uso di attrezzature munite di videoterminali, stabilisce che il datore di lavoro, all’atto della valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, deve compiere una analisi dei posti di lavoro al fine di determinare:
– i rischi per la vista e per gli occhi;
– le condizioni ergonomiche e di igiene ambientale.
Lo stesso articolo precisa altresì che i posti di lavoro devono essere predisposti e organizzati in conformità ai requisiti minimi di cui all’allegato XXXIV.

Attività lavorativa
Come già evidenziato in precedenza, si ricorda che l’attività lavorativa deve essere organizzata in modo da evitare il più possibile la ripetitività e la monotonia delle operazioni; l’articolo 175 precisa altresì che, qualora essa si protragga per almeno quattro ore consecutive devono essere previste delle interruzioni (pause o cambiamenti di attività), con modalità stabilite da accordi collettivi anche a livello aziendale o, in mancanza, al lavoratore deve essere assicurata almeno una pausa di 15 minuti ogni 120 minuti di attività continuativa. Peraltro, la giurisprudenza amministrativa ritiene che il risarcimento del danno derivante dallo stress legato all’espletamento dell’attività lavorativa quotidiana mediante utilizzo di computer per più di 4 ore al giorno, può essere riconosciuto solo se viene dimostrato il concreto pregiudizio subito (TAR Lazio, sentenza 2 dicembre 2010, n. 35028).

Formazione ed informazione
Nell’ambito degli obblighi generali previsti dall’articolo 18, il datore di lavoro, inoltre, deve fornire al personale dipendente una adeguata informazione e formazione inerente le misure da applicarsi al posto di lavoro, le modalità di svolgimento dell’attività, la protezione degli occhi e della vista (art. 177, D.Lgs. n. 81/2008).

Prescrizioni tecniche minime
Nell’allegato XXXIV del D.Lgs. n. 81/2008, sono riportate le prescrizioni tecniche minime dei posti di lavoro ai videoterminali:

La sorveglianza sanitaria nel caso di lavoro al videoterminale
La sorveglianza sanitaria fa riferimento alle disposizioni generali dall’articolo 41, precisando che la stessa deve essere effettuata con particolare riferimento:
a) ai rischi per la vista e per gli occhi;
b) ai rischi per l’apparato muscolo-scheletrico.
E’ così finalmente scomparsa l’obsoleta definizione: “evidenziare eventuali malformazioni strutturali”.
E’ stato inoltre introdotto l’obbligo per il medico competente, in caso di inidoneità temporanea, di stabilire il termine per la successiva visita di idoneità.
La sorveglianza sanitaria è quindi rivolta alla prevenzione dei disagi e dei danni per la vista e per gli occhi, e di quelli legati alla postura ed all’affaticamento fisico e mentale degli addetti a unità video e deve prevedere accertamenti clinici ed oftalmologici:
– prima che l’operatore sia adibito all’uso di VDT;
– con periodicità quinquennale fino a 50 anni di età;
– con periodicità biennale dopo il 50° anno di età;
– ogni qualvolta il lavoratore sospetti una sopravvenuta alterazione della funzione visiva, confermata dal medico competente secondo le modalità previste all’articolo 41, comma 2, lettera c) del D.Lgs. n. 81/2008.
La legge non fornisce tuttavia né dei protocolli clinici ed oftalmologici, né dei criteri da seguire per la formulazione dei giudizi di idoneità o di inidoneità; questi aspetti, di grande importanza preventiva sono affidati al medico competente che terrà conto delle peculiarità dello specifico contesto lavorativo.

La sorveglianza sanitaria ha, in questo ambito, lo scopo di diagnosticare eventuali alterazioni funzionali o cliniche, a carico dell’apparato visivo e di quello muscolo-scheletrico, correlate in tutto o in parte con l’uso di VDT, predittive sia dell’insorgenza di nuove patologie, sia di aggravamenti delle patologie già in atto.
L’importanza della sorveglianza sanitaria in questa attività lavorativa è anche collegata al fatto che un operatore affetto da disturbi visivi o muscolo-scheletrici mostra spesso un decremento, anche notevole, dell’efficienza dei suoi processi cognitivi con conseguente riduzione dell’efficacia della sua prestazione. Pertanto gli interventi di sorveglianza sanitaria possono non solo avere positive ripercussioni sulla salute degli operatori, ma anche concreti effetti migliorativi sulla qualità della produzione.
La sorveglianza sanitaria deve essere effettuata nei confronti di quei lavoratori (che utilizzano una attrezzatura munita di videoterminale in modo sistematico ed abituale, per almeno venti ore settimanali, dedotte le interruzioni. Non è stabilito dalla legge quale sia il tipo di attività che configuri il lavoro al videoterminale e che quindi possa entrare nel computo della durata massima (tempo di osservazione del monitor? tempo di permanenza davanti alla postazione? tempi di digitazione? uso del mouse?); considerando che ognuna delle diverse tipologie di lavoro può produrre i disturbi correlati all’utilizzo del VDT, può essere valido il criterio di considerare il tempo globale, quale che sia l’attività svolta. Comunque la semplice accensione del VDT, senza effettivo lavoro, non può essere considerata tempo lavorativo ai fini di quanto sopra.
Va infine, ricordato che ogni lavoratore, indipendentemente dai tempi di esposizione, ha la facoltà di richiedere l’accertamento clinico in relazione all’insorgere di disturbi significativamente correlati, a giudizio del medico competente, con la sua attività lavorativa.

Sanzioni in tema di lavoro al videoterminale
Riferimento legislativo: D.Lgs. n. 81/2008, articoli 174, commi 2 e 3, 175, commi 1 e 3 e 176, commi 1, 3 e 5
Inosservanza sanzionata: adozione delle idonee misure nei luoghi di lavoro con videoterminale, svolgimento quotidiano del lavoro, sorveglianza sanitaria degli addetti al videoterminale, sottoposizione a visita di controllo per i rischi a richiesta del lavoratore
Sanzione: arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.740,00 fino a 7.014,40 euro
Riferimento legislativo: D.Lgs. n. 81/2008, articoli 176, comma 6 e 177
Inosservanza sanzionata: informazione e formazione dei lavoratori, fornitura – a spese del datore di lavoro – ai lavoratori dei dispositivi speciali di correzione visiva
Sanzione: arresto da due a quattro mesi o ammenda da 822,00 a 4.384,00 euro
A seguito delle modifiche apportate dal c.d. correttivo, l’art. 179 che contemplava le sanzioni a carico del preposto è stato abrogato dall’articolo 96 del D.Lgs. n. 106 del 2009.
È stata, invece inserita la nuova previsione secondo cui la violazione di più precetti riconducibili alla categoria omogenea di requisiti di sicurezza relativi alle attrezzature munite di videoterminale di cui all’allegato XXXIV, punti 1, 2 e 3 è considerata una unica violazione ed è punita con la pena prevista dal comma 1, lettera a). L’organo di vigilanza è tenuto a precisare in ogni caso, in sede di contestazione, i diversi precetti violati (art. 178, comma 2).

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