Cos’è il luogo di lavoro? La definizione ai sensi del D.Lgs. n. 81/2008 | Ingegneri.info

Cos’è il luogo di lavoro? La definizione ai sensi del D.Lgs. n. 81/2008

Il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro fornisce la nozione ma ci sono una serie di precisazioni doverose che vanno fatte

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Il luogo di lavoro, sotto il profilo della normativa prevenzionistica, è qualsiasi posto nel quale concretamente si svolge l’attività lavorativa. Generalmente esso può essere determinato dal contratto d’impiego stipulato tra le parti oppure può essere desunto dagli usi o dalla natura della prestazione stessa. Non va dato per scontato, infatti, che il luogo di lavoro possa essere un unico spazio fisico – come nell’esempio classico della sede di un’azienda – ma che possa anche coincidere con più sedi o addirittura con un ambito territoriale più o meno indeterminato e vasto – come nel caso dell’agente di commercio o dello smart working.

La definizione di luogo di lavoro ai sensi del D.Lgs. n. 81/2008
Il D.Lgs. n. 81/2008 – Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro – dedica il Titolo II ai luoghi di lavoro. In particolare, l’art. 62, comma 1, li identifica come quelli “destinati a ospitare posti di lavoro, ubicati all’interno dell’azienda o dell’unità produttiva, nonché ogni altro luogo di pertinenza dell’azienda o dell’unità produttiva accessibile al lavoratore nell’ambito del proprio lavoro”. Da questa definizione, con il comma 2, rimangono esclusi i mezzi di trasporto (considerati macchinari e rientranti nella nozione di attrezzatura di lavoro), i cantieri temporanei o mobili (trattati al Titolo IV), le industrie estrattive e i pescherecci ma anche campi, boschi e altri terreni facenti parte di aziende agricole o forestali.

Queste esclusioni sono state operate dal D.Lgs. n. 106/2009 a causa della scarsa attinenza con i luoghi di lavoro confinati – a cui si riferisce il Titolo II – e per i quali sono previste disposizioni tecniche relative a requisiti tipici di strutture immobiliari (altezza, cubatura, vie ed uscite di emergenza, ecc.) ben specificati nell’Allegato IV del T.U. sulla Sicurezza. Successivamente una sentenza della Corte di Cassazione ha precisato la definizione sopra riportata sottolineando come, ai fini della normativa antinfortunistica, per luogo di lavoro debba intendersi qualsiasi posto in cui il lavoratore acceda o transiti, anche solo occasionalmente, purché lo faccia per provvedere alle incombenze affidategli.
Inoltre, nella definizione generale, si tenga anche in considerazione che il domicilio non è considerato luogo di lavoro anche se il datore di lavoro è comunque tenuto a fornire, a proprie spese, un’adeguata informazione e formazione al lavoratore. A precisarlo è la Commissione per gli interpelli della sicurezza sul lavoro nell’interpello n. 13/2013 in risposta ad un quesito sollevato dal CNI – Consiglio Nazionale degli Ingegneri.
Il tema è assai vasto per poter essere liquidato in poche battute, ragion per cui, se avete voglia di saperne di più sulla nozione di luogo di lavoro nella normativa prevenzionistica, vi consigliamo questa selezione di articoli di approfondimento, disponibili per il download e tratti dalle riviste ISL Igiene & Sicurezza del Lavoro e ISL I Corsi.

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