Malattie professionali in edilizia: un'indagine Inail-La Sapienza | Ingegneri.info

Malattie professionali in edilizia: un’indagine Inail-La Sapienza

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Oltre 600 lavoratori edili di Roma e provincia coinvolti nell’indagine Inail-La Sapienza sulle malattie professionali in edilizia, con l’obiettivo di valutare l’incidenza di condizioni potenzialmente oncologiche

Conoscono poco i segni iniziali del carcinoma del cavo orale e hanno abitudini potenzialmente dannose per la salute, come il fumo e il consumo di alcol. Si tratta dei 677 lavoratori edili di Roma e provincia coinvolti in una ricerca condotta dall’Inail in collaborazione con il dipartimento di Scienze odontostomatologiche e maxillo-facciali dell’Università La Sapienza. Lo studio rientra in una campagna più ampia rivolta ai lavoratori del settore edile, con l’obiettivo di valutare l’incidenza di condizioni potenzialmente oncologiche, ed è stato presentato mercoledì 23 giugno nella sede dell’ateneo romano.

I dati raccolti hanno evidenziato che la metà dei lavoratori al centro dello studio, tra cui prevalgono quelli di origine europea (in maggioranza albanesi e rumeni) e italiana, ha una scarsa conoscenza dei segni iniziali del carcinoma del cavo orale. Il 43%, inoltre, fuma e il 57% è consumatore di alcol, due abitudini potenzialmente dannose per la salute della bocca. Queste percentuali aumentano se si includono anche gli ex fumatori (72,5% del totale) e i consumatori occasionali di alcool (84,5% del totale).

Tra i fattori di rischio, anche l’ambiente di lavoro potrebbe essere implicato nell’insorgenza di questo tumore e il progetto pilota promosso dall’Inail e dall’Università La Sapienza è nato proprio per approfondire questo aspetto. “L’unica ricerca condotta in Italia disponibile in letteratura sul tema della possibile associazione tra carcinoma orale e esposizioni professionali risale al 1991 – spiega la professoressa Antonella Polimeni, ordinario di Odontoiatria pediatrica all’Università Sapienza di Roma –. Tra i diversi agenti carcinogeni presi in esame, è stata trovata un’associazione statisticamente significativa solo per l’asbesto e la formaldeide poiché, dato l’esiguo numero dei casi valutati (103), non era stato possibile evidenziare altre probabili correlazioni messe in risalto da diversi studi, come ad esempio quella tra carcinogenesi orale e polveri di legno”.

 

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