Molazze e sicurezza: guida operativa | Ingegneri.info

Molazze e sicurezza: guida operativa

Istruzioni per l’uso, immissione sul mercato, dispositivi di comando, scarichi, stabilità e molto altro: un quadro operativo-pratico della sicurezza della molazza

molazza
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La “molazza” è una macchina da cantiere utilizzata per la preparazione delle malte pozzolaniche. Essendo richiesta per tali malte una stabilità granulometrica, si rende necessaria la macinazione della pozzolana, operazione che, in genere, viene realizzata contemporaneamente alla preparazione dell’impasto.
L’azione di schiacciamento viene realizzata per mezzo di due o tre mole ruotanti attorno ad un’asse verticale posta all’interno di una vasca circolare metallica.

Immissione sul mercato

Secondo quanto prescritto dal D.Lgs. n. 17 del 27 gennaio 2010 (Direttiva Macchine) la macchina deve recare in modo facilmente leggibile e indelebile almeno le seguenti indicazioni:
– ragione sociale e indirizzo completo del fabbricante e, se del caso, del suo mandatario,
– designazione della macchina,
– marcatura “CE” (cfr. allegato III),
– designazione della serie o del tipo,
– eventualmente, numero di serie,
– anno di costruzione, cioè l’anno in cui si è concluso il processo di fabbricazione;
ed essere accompagnata dalla dichiarazione di conformità CE.

Istruzioni per l’uso

Inoltre, sempre in conformità con la citata Direttiva, la macchina deve essere fornita di istruzioni per l’uso, nella o nelle lingue comunitarie ufficiali dello Stato membro in cui la macchina è immessa sul mercato e/o messa in servizio, che riporti i seguenti dati:
a) la ragione sociale e l’indirizzo completo del fabbricante e del suo mandatario;
b) la designazione della macchina, come indicato sulla macchina stessa, eccetto il numero di serie;
c) fac simile della dichiarazione di conformità CE;
d) una descrizione generale della macchina;
e) i disegni, i diagrammi, le descrizioni e le spiegazioni necessari per l’uso, la manutenzione e la riparazione della macchina e per verificarne il corretto funzionamento;
f) una descrizione del o dei posti di lavoro che possono essere occupati dagli operatori;
g) una descrizione dell’uso previsto della macchina;
h) le avvertenze concernenti i modi nei quali la macchina non deve essere usata e che potrebbero, in base all’esperienza, presentarsi;
i) le istruzioni per il montaggio, l’installazione e il collegamento, inclusi i disegni e i diagrammi e i sistemi di fissaggio e la designazione del telaio o dell’installazione su cui la macchina deve essere montata;
j) le istruzioni per l’installazione e il montaggio volte a ridurre il rumore e le vibrazioni prodotti;
k) le istruzioni per la messa in servizio e l’uso della macchina e, se necessario, le istruzioni per la formazione degli operatori;
l) le informazioni in merito ai rischi residui che permangono, malgrado siano state adottate le misure di protezione integrate nella progettazione della macchina e malgrado le protezioni e le misure di protezione complementari adottate;
m) le istruzioni sulle misure di protezione che devono essere prese dall’utilizzatore, incluse, se del caso, le attrezzature di protezione individuale che devono essere fornite;
n) le caratteristiche essenziali degli utensili che possono essere montati sulla macchina;
o) le condizioni in cui la macchina soddisfa i requisiti di stabilità durante l’utilizzo, il trasporto, il montaggio, lo smontaggio, in condizioni di fuori servizio, durante le prove o le avarie prevedibili;
p) le istruzioni per effettuare in condizioni di sicurezza le operazioni di trasporto, movimentazione e stoccaggio, indicanti la massa della macchina e dei suoi vari elementi allorché devono essere regolarmente trasportati separatamente;
q) il metodo operativo da rispettare in caso di infortunio o avaria; se si può verificare un blocco, il metodo operativo da rispettare per permettere di sbloccare la macchina in con-dizioni di sicurezza;
r) la descrizione delle operazioni di regolazione e manutenzione che devono essere effettuate dall’utilizzatore nonché le misure di manutenzione preventiva da rispettare;
s) le istruzioni per effettuare in condizioni di sicurezza la regolazione e la manutenzione, incluse le misure di protezione che dovrebbero essere prese durante tali operazioni;
t) le specifiche dei pezzi di ricambio da utilizzare, se incidono sulla salute e la sicurezza degli operatori;
u) le seguenti informazioni relative all’emissione di rumore aereo:
– il livello di pressione acustica dell’emissione ponderato A nei posti di lavoro, se supera 70 dB(A); se tale livello non supera 70 dB(A), deve essere indicato,
– il valore massimo della pressione acustica istantanea ponderata C nei posti di lavoro, se supera 63 Pa (130 dB rispetto a 20 μPa),
– il livello di potenza acustica ponderato A emesso dalla macchina, se il livello di pressione acustica dell’emissione ponderato A nei posti di lavoro supera 80 dB(A).
Per quanto riguarda le istruzioni d’uso, queste dovrebbero essere riportate tenendo conto del livello di formazione generale che ci si può aspettare dagli utilizzatori.
(…)

Contatti accidentali di parti del corpo con organi in movimento

I comandi di attivazione della macchina devono essere realizzati con protezione meccanica adeguata alle condizioni di effettivo utilizzo, e comunque con un grado di protezione non inferiore a IP 54.
Le parti in movimento debbono essere segregate affinchè siano evitati i contatti accidentali con parti del corpo del lavoratore mediante apposite coperture o sportelli. Tali protezioni non devono essere facilmente eluse o rese inefficaci. Se le protezioni sono facilmente apribili, la macchina deve essere provvista di contatto elettrico di sicurezza (interblocco) (punto 6.3 Allegato V, Parte I, D.Lgs. n. 81/2008). Il dispositivo di interblocco collegato alla messa in moto della macchina provoca l’arresto del funzionamento all’atto dell’apertura dello schermo e non consente il suo avviamento se il riparo non è nella posizione di chiuso.
La protezione degli organi lavoratori – la mole, i recipienti rotanti e le altre parti lavoranti (mescolatoi, raschiatoi, ecc.), posti all’interno della vasca – debbono essere circondati da un riparo atto ad evitare possibili offese nei confronti degli operatori (punto 5.7.4, Allegato V, Parte II, D.Lgs. n. 81/2008).

Rischio di elettrocuzione o di avviamento accidentale della molazza

L’isolamento delle parti elettricamente attive deve avvenire mediante involucri o barriere che assicurino una protezione non inferiore a IP 54 in quanto le macchine sono utilizzate all’aperto ed in luoghi esposti alle intemperie. Gli involucri e le barriere, quando amovibili, dovranno essere apribili:
– con uso di chiave o attrezzo;
– con sezionamento delle parti attive (interblocco);
– con interposizione di una barriera intermedia con grado di protezione non inferiore a IP 54.
La posa in opera del cavo di alimentazione deve essere eseguita in modo che la linea elettrica non risulti danneggiata. Essa va realizzata, per quanto possibile, fuori dalle vie di transito e in modo da evitare sforzi meccanici. Sulla linea di alimentazione della macchina deve essere installato un dispositivo che protegga dal ritorno intempestivo dell’alimentazione elettrica (relè di minima tensione o equivalente).
La spina (preferibilmente del tipo interbloccato), il cavo di alimentazione e l’interruttore, debbono essere idonei, integri ed immediatamente sostituiti in caso di danneggiamento. Nel caso di alimentazione mediante presa a spina, la presa della macchina dovrà essere protetta da un interruttore differenziale con soglia di intervento Id <30 mA.
L’impianto elettrico di cantiere deve essere realizzato in conformità a quanto previsto dalla norma CEI 64-8 sez. 704, e la ditta installatrice dell’impianto elettrico deve essere in possesso dei requisiti previsti dalla legge n. 46/1990.

Stabilità della macchina

La molazza deve essere installata in maniera stabile in modo che non possa ribaltarsi e costituire un pericolo per i lavoratori. Il fabbricante deve fornire indicazioni sulle modalità necessarie al posizionamento stabile e sicuro, e, quando necessario, fornire istruzioni per l’uso di appositi mezzi di fissaggio.
Inoltre per evitare la caduta accidentale di persone nella vasca, occorre che sia munita della protezione laterale prevista dal costruttore e, soprattutto, che i materiali utilizzati per la produzione della malta (pozzolana, sabbia, sacchi di calce, ecc.) non vengano accostati ad essa in maniera tale che risulti aumentato il livello del piano di calpestio.
Nel posizionare la macchina si deve evitare che essa sia posta sotto ponteggi, ponti sospesi, ponti a sbalzo o altri luoghi dai quali è possibile che si verifichi la caduta di oggetti o materiale dall’alto (art. 114, D.Lgs. n. 81/2008). Qualora non sia possibile o opportuno posizionare in altro luogo la macchina è necessario realizzare un solido impalcato nella zona sovrastante a protezione dei lavoratori.

Intossicazione da gas di scarico (solo per le molazze azionate da motori a combustione interna)

Nel caso in cui l’energia motrice sia fornita da un motore a combustione interna, occorre fare attenzione, nel posizionare la macchina, che i gas di scarico non investano i lavoratori e che siano dispersi all’aperto. Negli ambienti chiusi o con scarsa ventilazione, occorre convogliare i gas mediante apposite canalizzazioni e/o idonei sistemi di estrazione dell’aria.

Sollevamento di polveri

Nell’utilizzazione delle molazze, occorre evitare che si sollevino polveri, pericolose per le persone che si trovino ad operare nei pressi. Se le polveri sono prodotte dai materiali inerti è opportuno procedere alla bagnatura degli stessi. Se invece sono prodotte dai leganti (calce, cemento, ecc.) è necessario modificare il sistema di introduzione degli stessi nella vasca.

Sistemi e dispositivi di comando

I dispositivi di comando devono essere protetti in rapporto ai rischi di azionamento intempestivo o involontario.
La messa in moto di un’attrezzatura deve poter essere effettuata soltanto mediante un’azione volontaria su un organo di comando concepito a tal fine.
Ogni attrezzatura di lavoro deve essere dotata di un dispositivo di comando che ne permetta l’arresto generale in condizioni di sicurezza.
Se ciò è appropriato e funzionale rispetto ai pericoli dell’attrezzatura di lavoro e del tempo di arresto normale, un’attrezzatura di lavoro deve essere munita di un dispositivo di arresto di emergenza.

Questo contenuto è rielaborato e tratto da “Sicurezza delle molazze” di Andrea Rotella, Roberto Cianotti e Ugo Fonzar.
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