Normativa antincendio tra regole verticali e regole orizzontali | Ingegneri.info

Normativa antincendio tra regole verticali e regole orizzontali

Sicurezza e prevenzione incendi sono le finalità della normativa antincendio, caratterizzata dal "doppio binario" delle regole tecniche verticali e regole tecniche orizzontali

prevenzioneincendi
image_pdf

La diffusione della cultura della sicurezza, insieme alla prevenzione incendi e al soccorso tecnico urgente son sicuramente tra gli obiettivi a cui il legislatore vuole tendere per regolamentare in maniera unitaria il corpo normativo relativo alla prevenzione incendi.

L’ultimo aggiornamento sul tema risale al Decreto Ministeriale del 3 agosto 2015, recante l’approvazione delle norme tecniche di prevenzione incendi, così come disposto dall’art. 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139 e l’obiettivo del provvedimento è quello di semplificare e razionalizzare l’attuale corpo normativo relativo alla prevenzione degli incendi, grazie all’introduzione di un testo unico con le disposizioni applicabili alle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi indicate nell’Allegato I del decreto del D.P.R. n. 151/2011.

Nel testo di legge, sono individuate tutte le attività alle quali potrà essere applicata la nuova normativa, in alternativa alle specifiche disposizioni di prevenzione incendi ovvero ai vigenti criteri tecnici di prevenzione incendi di cui all’articolo 15, comma 3 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, e riportati nell’art. 1 comma 2 del decreto.

Il nuovo decreto, entrato in vigore il 18 novembre 2015, si applica, alla progettazione, alla realizzazione e all’esercizio delle attività di cui all’Allegato I del D.P.R. 1° agosto 2011, n. 151, di seguito elencate:
Attività 9: Officine e laboratori con saldatura e taglio dei metalli utilizzanti gas infiammabili e/o comburenti, con oltre 5 addetti alla mansione specifica di saldatura o taglio;
Attività 14: Officine o laboratori per la verniciatura con vernici infiammabili e/o combustibili con oltre 5 addetti;
Attività 27: Mulini per cereali ed altre macinazioni con potenzialità giornaliera superiore a 20.000 kg; depositi di cereali e di altre macinazioni con quantitativi in massa superiori a 50.000 kg;
Attività 28: Impianti per l’essiccazione di cereali e di vegetali in genere con depositi di prodotto essiccato con quantitativi in massa superiori a 50.000 kg;
Attività 29: Stabilimenti ove si producono surrogati del caffè;
Attività 30: Zuccherifici e raffinerie dello zucchero;
Attività 31: Pastifici e/o riserie con produzione giornaliera superiore a 50.000 kg;
Attività 32: Stabilimenti ed impianti ove si lavora e/o detiene foglia di tabacco con processi di essiccazione con oltre 100 addetti o con quantitativi globali in ciclo e/o in deposito superiori a 50.000 kg;
Attività 33: Stabilimenti ed impianti per la produzione della carta e dei cartoni e di allestimento di prodotti cartotecnici in genere con oltre 25 addetti o con materiale in lavorazione e/o in deposito superiore a 50.000 kg;
Attività 34: Depositi di carta, cartoni e prodotti cartotecnici, archivi di materiale cartaceo, biblioteche, depositi per la cernita della carta usata, di stracci di cascami e di fibre tessili per l’industria della carta, con quantitativi in massa superiori a 5.000 kg;
Attività 35: Stabilimenti, impianti, depositi ove si producono, impiegano e/o detengono carte fotografiche, calcografiche, eliografiche e cianografiche, pellicole cinematografiche, radiografiche e fotografiche con materiale in lavorazione e/o in deposito superiore a 5.000 kg;
Attività 36: Depositi di legnami da costruzione e da lavorazione, di legna da ardere, di paglia, di fieno, di canne, di fascine, di carbone vegetale e minerale, di carbonella, di sughero e di altri prodotti affini con quantitativi in massa superiori a 50.000 kg con esclusione dei depositi all’aperto con distanze di sicurezza esterne superiori a 100 m;
Attività 37: Stabilimenti e laboratori per la lavorazione del legno con materiale in lavorazione e/o in deposito superiore a 5.000 kg;
Attività 38: Stabilimenti ed impianti ove si producono, lavorano e/o detengono fibre tessili e tessuti naturali e artificiali, tele cerate, linoleum e altri prodotti affini, con quantitativi in massa superiori a 5.000 kg;
Attività 39: Stabilimenti per la produzione di arredi, di abbigliamento, della lavorazione della pelle e calzaturifici, con oltre 25 addetti;
Attività 40: Stabilimenti ed impianti per la preparazione del crine vegetale, della trebbia e simili, lavorazione della paglia, dello sparto e simili, lavorazione del sughero, con quantitativi in massa in lavorazione o in deposito superiori a 5.000 kg da 42 a 47;
Attività 50: Stabilimenti ed impianti ove si producono lampade elettriche e simili, pile ed accumulatori elettrici e simili, con oltre 5 addetti;
Attività 51: Stabilimenti siderurgici e per la produzione di altri metalli con oltre 5 addetti; attività comportanti lavorazioni a caldo di metalli con oltre 5 addetti ad esclusione dei laboratori artigiani di oreficeria ed argenteria fino a 25 addetti;
Attività 52: Stabilimenti, con oltre 5 addetti, per la costruzione di aeromobili, veicoli a motore, materiale rotabile ferroviario e tramviario, carrozzerie e rimorchi per autoveicoli; cantieri navali con oltre 5 addetti;
Attività 53: Officine per la riparazione di:
– veicoli a motore, rimorchi per autoveicoli e carrozzerie, di superficie coperta superiore a 300 m2;
– materiale rotabile tramviario e di aeromobili, di superficie coperta superiore a 1000 m2;
Attività 54: Officine meccaniche per lavorazioni a freddo con oltre 25 addetti;
Attività 56: Stabilimenti ed impianti ove si producono laterizi, maioliche, porcellane e simili con oltre 25 addetti;
Attività 57: Cementifici con oltre 25 addetti;
Attività 63: Stabilimenti per la produzione, depositi di sapone, di candele e di altri oggetti di cera e di paraffina, di acidi grassi, di glicerina grezza quando non sia prodotta per idrolisi, di glicerina raffinata e distillata ed altri prodotti affini, con oltre 500 kg di prodotto in lavorazione e/o deposito;
Attività 64: Centri informatici di elaborazione e/o archiviazione dati con oltre 25 addetti;
– Attività 70: Locali adibiti a depositi di superficie lorda superiore a 1000 m2 con quantitativi di merci e materiali combustibili superiori complessivamente a 5000 kg;
Attività 75: limitatamente ai depositi di mezzi rotabili e ai locali adibiti al ricovero di natanti e aeromobili (locali adibiti al ricovero di natanti ed aeromobili di superficie superiore a 500 m2; depositi di mezzi rotabili al chiuso (treni, tram ecc.) di superficie superiore a 1000 m2);
Attività 76: Tipografie, litografie, stampa in offset ed attività similari con oltre cinque addetti.
Le attività sopraelencate rappresentano in pratica tutte quelle sprovviste di regola tecnica “verticale”; per esse potrà essere utilizzato il nuovo codice, in alternativa alle norme tecniche orizzontali di seguito riportate:
a) D.M. 30 novembre 1983 recante «Termini, definizioni generali e simboli grafici di prevenzione incendi e successive modificazioni»;
b) D.M. 31 marzo 2003 recante «Requisiti di reazione al fuoco dei materiali costituenti le condotte di distribuzione e ripresa dell’aria degli impianti di condizionamento e ventilazione»;
c) D.M. 3 novembre 2004 recante «Disposizioni relative all’installazione ed alla manutenzione dei dispositivi per l’apertura delle porte installate lungo le vie di esodo, relativamente alla sicurezza in caso di incendio»;
d) D.M. 15 marzo 2005 recante «Requisiti di reazione al fuoco dei prodotti da costruzione installati in attività disciplinate da specifiche disposizioni tecniche di prevenzione incendi in base al sistema di classificazione europeo»;
e) D.M. 15 settembre 2005 recante «Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per i vani degli impianti di sollevamento ubicati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi»;
f) D.M. 16 febbraio 2007, recante «Classificazione di resistenza al fuoco di prodotti ed elementi costruttivi di opere da costruzione»;
g) D.M. 9 marzo 2007, recante «Prestazioni di resistenza al fuoco delle costruzioni nelle attività soggette al controllo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco»;
h) D.M. 20 dicembre 2012 recante «Regola tecnica di prevenzione incendi per gli impianti di protezione attiva contro l’incendio installati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi».

La progettazione della sicurezza antincendio sulla base delle norme tecniche di prevenzione incendi allegate al D.M. 3 agosto 2015, potrà essere effettuata su base volontaria: il nuovo testo infatti, è alternativo ai decreti ministeriali di prevenzione incendi cosiddetti “orizzontali”, come ad esempio i Decreti Ministeriali del 9 marzo e 16 febbraio 2007 (resistenza al fuoco), i Decreti Ministeriali del 10 e 15 marzo 2005 (Reazione al fuoco), il D.M. 20 dicembre 2012 (Impianti di protezione attiva contro l’incendio), che continueranno a rimanere in vigore.

Rimane pertanto perfettamente attuale la scheda contenente i criteri e gli elementi utili all’elaborazione del progetto di prevenzione incendi nel caso di attività prive di specifica regola tecnica. Il professionista è guidato nell’analisi dell’attività e nell’individuazione della strategia antincendio più adeguata al caso in esame seguendo la metodologia introdotta dal D.M. 7 agosto 2012 molto simile a quella adottata per la valutazione del rischio di incendio nei luoghi di lavoro.

Si tratta in sostanza di un “doppio binario” in quanto il nuovo decreto non abroga le vigenti disposizioni e i criteri di sicurezza antincendi che pertanto restano vigenti parallelamente al nuovo testo. L’intento è di consentire ai diversi attori interessati, di individuare, caso per caso, lo strumento più idoneo per la progettazione, la costruzione e l’esercizio delle attività nei confronti del rischio d’incendio, salvaguardando gli attuali standard di sicurezza.

Per l’analisi puntuale delle attività consulta la nostra banca dati

Copyright © - Riproduzione riservata
Normativa antincendio tra regole verticali e regole orizzontali Ingegneri.info