Paola Antoniotti spiega il Psc al Made expo | Ingegneri.info

Paola Antoniotti spiega il Psc al Made expo

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All’interno della progettazione del cantiere il ponteggio è un elemento che riveste un’importanza fondamentale: basti considerare che a tutt’oggi la caduta dall’alto è tra le più frequenti cause di infortunio sul lavoro, persino mortale. Spesso a causare questi incidenti è una pianificazione insufficiente, determinata talvolta dalla scarsa coordinazione tra attività strettamente legate tra loro. Parallelamente, va considerata anche la ‘variabile umana’, legata alla mancanza di formazione teorica e pratica e all’incapacità di affrontare le singole situazioni lavorative che si presentano di volta in volta.

Per parlare di questo tema, Edilone.it ha intervistato in esclusiva l’architetto Paola Antoniotti, architetto e consulente in materia di sicurezza sul lavoro e autrice di numerose pubblicazioni sul tema, tra cui il recente “Cantieri e lavori in quota – Ponteggi”, un volume tecnico-pratico accompagnato dal software Ponteggi Light che permette di redigere il progetto esecutivo dei ponteggi a telai prefabbricati e dei ponteggi a tubi e giunti. Paola Antoniotti sarà inoltre presente al Made expo di Milano, con un convegno dal titolo “Il Psc e la programmazione lavori. Aspetti pratici della stesura dei piani di sicurezza e coordinamento”, il 2 ottobre prossimo alle ore 16.00, rivolto ai coordinatori per la sicurezza e ai professionisti che si occupano di sicurezza in edilizia, con l’obiettivo di fare il punto sulle richieste del decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81.. Il convegno fa parte delle 35 esercitazioni e incontri tecnici organizzati nello spazio “Progettazione e Soluzioni” da Wolters Kluwer Italia in collaborazione con Logical Soft e nello spazio Growing City con Nemeton Network (clicca qui per programma completo e iscrizioni).

Architetto Antoniotti, qual è la normativa di riferimento per i ponteggi?

Il riferimento normativo per i ponteggi è il D.Lgs. 8 aprile 2008, n. 81 e s.m.i. (noto come Testo unico sulla sicurezza sul lavoro) che al Titolo IV, Capo II tratta i lavori in quota. Il D.Lgs. 8 aprile 2008, n. 81 e s.m.i. al Capo II del Titolo IV, “Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota”, disciplina l’attività lavorativa che espone il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 m rispetto ad un piano stabile.

Sono numerosi gli articoli del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. che riguardano i ponteggi, tra questi si riportano sinteticamente i seguenti:

Le opere provvisionali devono essere allestite con buon materiale ed a regola d’arte, proporzionate ed idonee allo scopo; devono essere conservate in efficienza per la intera durata del lavoro. Prima di reimpiegare elementi di ponteggi di qualsiasi tipo si deve provvedere alla loro verifica per eliminare quelli non ritenuti più idonei. Art. 112

Nei lavori in quota devono essere adottate, seguendo lo sviluppo dei lavori stessi, adeguate impalcature o ponteggi o idonee opere provvisionali o comunque precauzioni atte ad eliminare i pericoli di caduta di persone e di cose. Art. 122

Il montaggio e lo smontaggio delle opere provvisionali devono essere eseguiti sotto la diretta sorveglianza di un preposto ai lavori. Art. 123

Oltre che per i ponteggi (alti più di 20 m e quelli per i quali nella relazione di calcolo non sono disponibili le specifiche configurazioni strutturali utilizzate con i relativi schemi di impiego) è richiesto il progetto (firmato da un ingegnere o da un architetto) anche per le opere provvisionali, costituite da elementi metallici o non, oppure di notevole importanza e complessità in rapporto alle loro dimensioni ed ai sovraccarichi. Il progetto deve comprendere il calcolo di resistenza e stabilità.
Art. 133

Quali sono le tipologie di ponteggi attualmente utilizzate?

Le tipologie di ponteggi utilizzate attualmente sono: il ponteggio a tubi e giunti (Ptg), il ponteggio a telai prefabbricati (Ptp) e il ponteggio a montanti e traversi prefabbricati (Pmtp), meglio conosciuto come “multidirezionale”. I ponteggi in legno ed i ponti a sbalzo pure in legno non sono più in uso, salvo rarissimi casi. La scelta della tipologia di ponteggio da utilizzare è legata alla specificità del cantiere da allestire: i luoghi, l’opera da realizzare, lo spazio disponibile, ecc.

Quali sono i dispositivi di protezione individuale (Dpi) che devono essere usati durante l’allestimento dei ponteggi?

I lavoratori che effettuano montaggio e smontaggio del ponteggio, oltre ai dispositivi di protezione individuale anticaduta, devono utilizzare principalmente tre dispositivi di protezione individuale: l’elmetto, i guanti e le scarpe antinfortunistiche. Altri Dpi da prendere in considerazione possono essere relativi all’inalazione di polveri provocata dai fori per gli ancoraggi, alla possibile proiezione di polvere e schegge e negli occhi. Potrebbe inoltre essere necessario fornire Dpi per la protezione dell’udito, quali tappi auricolari o cuffie, ai lavoratori che effettuano montaggio e smontaggio del ponteggio a montanti e traversi prefabbricati, nei momenti di battitura del cuneo.

La “cintura di sicurezza” è un dispositivo di trattenuta che, per la lunghezza del cordino e del posizionamento dell’ancoraggio, in caso di caduta trattiene l’operatore impedendone lo scivolamento e/o il rotolamento. Non può essere considerato un Dpi di arresto caduta ai fini di anticaduta dall’alto, ma solo quale dispositivo di trattenuta, non deve assolutamente essere utilizzato per arrestare una caduta dinamica. Nei lavori in quota non rientra infatti fra i sistemi di protezione contro le caduta dall’alto, l’art. 115 del D.Lgs. 81/08, art. 115, precisa che: nei lavori in quota, qualora non siano state attuate misure di protezione collettiva, è necessario che i lavoratori utilizzino idonei sistemi di protezione idonei per l’uso specifico, composti da diversi elementi, non necessariamente presenti contemporaneamente, conformi alle norme tecniche, quali i seguenti:

a) assorbitori di energia;

b) connettori;

c) dispositivo di ancoraggio;

d) cordini;

e) dispositivi retrattili;

f) guide o linee vita flessibili;

g) guide o linee vita rigide;

h) imbracature.

Il sistema di protezione deve essere assicurato, direttamente o mediante connettore lungo una guida o linea vita, a parti stabili delle opere fisse o provvisionali.  Un dispositivo di protezione individuale anticaduta permette di collegare una persona ad un punto di ancoraggio in modo da eliminare totalmente il rischio di caduta dall’alto o arrestandola senza rischi. Il sistema di arresto è costituito da più componenti (punto di ancoraggio, connettore, imbracatura anticaduta, sistema di collegamento) che, presi individualmente non consentono di proteggere dalle cadute, mentre se utilizzati congiuntamente ed in modo adeguato, assumo un’importanza vitale. I dispositivi di protezione individuale anticaduta vanno utilizzati sempre insieme ad altri dispositivi con i quali formano un sistema anticaduta o sistema di arresto di caduta.

Il sistema di arresto di caduta è formato un dispositivo di ancoraggio e dai dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall’alto. I componenti dei Dpi vengono selezionati in base ai seguenti sistemi:

Il sistema di trattenuta (ad es. cintura di trattenuta e cordino a lunghezza fissa), non permette al lavoratore di avvicinarsi alle zone con pericolo di caduta.

Il sistema di posizionamento (ad es. imbracatura anticaduta con anelli laterali e cordino regolabile), posiziona il lavoratore nella zona ove deve operare impedendone la caduta libera. Solitamente vengono usati per salire su piloni (posa di linee aeree) e su alberi.

Il sistema di arresto caduta (ad es. imbracatura anticaduta con assorbitore di energia/dispositivo anticaduta di tipo retrattile/dispositivo anticaduta di tipo guidato) arresta la caduta del lavoratore. La forza di arresto caduta viene limitata.

Che tipo di formazione devono fare gli addetti al montaggio/smontaggio dei ponteggi?

La normativa che regolamenta la formazione dei lavoratori e dei preposti addetti al montaggio/smontaggio/trasformazione dei ponteggi è Il Dlgs n. 81/08 e s.m.i. che riporta all’allegato XXI l’accordo tra Stato, Regioni e Province autonome sui corsi di formazione per lavoratori addetti ai lavori in quota. Sono i datori di lavoro che provvederanno a far effettuare ai lavoratori formati con il corso di formazione teorico-pratico, un corso di aggiornamento ogni quattro anni. L’aggiornamento ha una durata minima di 4 ore di cui 3 ore di contenuti tecnico pratici. La mancata frequenza del corso di aggiornamento non consente lo svolgimento dell’attività di montaggio/smontaggio e trasformazione dei ponteggi. La partecipazione ai corsi deve avvenire in orario di lavoro e non può comportare oneri economici per i lavoratori.

Quali sono le verifiche che vanno fatte sui ponteggi?

La normativa vigente si occupa anche del mantenimento in efficienza delle opere provvisionali. L’articolo 112 del TU, infatti, oltre a prescrivere che le opere provvisionali debbano essere allestite con buon materiale ed a regola d’arte, proporzionate ed idonee allo scopo, stabilisce che tali opere debbano essere conservate in efficienza per l’intera durata del lavoro.

Prima di reimpiegare elementi di ponteggi di qualsiasi tipo si deve provvedere alla loro verifica per eliminare quelli non ritenuti più idonei. L’allegato XIX del Tu riporta le disposizioni contenute nella circolare 11 luglio 2000 n° 46 del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, sulle verifiche degli elementi di ponteggio da effettuare prima di ogni montaggio.

L’Allegato XIX del TU, precisa che nel ponteggio metallico fisso la sicurezza strutturale dipende da numerosi parametri, quali:

  • la frequenza di utilizzo,
  • il numero dei montaggi e smontaggi,
  • il corretto stoccaggio dei componenti,
  • l’ambiente di lavoro,
  • l’utilizzo conforme all’autorizzazione ministeriale,
  • lo stato di conservazione degli elementi costituenti lo stesso.

In relazione a quanto sopra, non essendo possibile stabilire una durata limite di vita del ponteggio, sono state elaborate le seguenti istruzioni, che ribadiscono i controlli minimali, ritenuti necessari, che l’utilizzatore deve eseguire prima del montaggio e durante l’uso del ponteggio, focalizzando, per le diverse tipologie costruttive, gli elementi principali in cui eventuali anomalie riscontrate potrebbero influire sulla stabilità complessiva del sistema ridurre la sicurezza dei lavoratori.

In particolare, le schede che seguono elencano le verifiche che l’utilizzatore deve comunque eseguire prima di ogni montaggio, rispettivamente per i ponteggi metallici a telai prefabbricati, a montanti e traversi prefabbricati e a tubi giunti. L’ultima parte, infine, elenca le verifiche da effettuarsi durante l’uso delle attrezzature in argomento.

Quando va effettuato il progetto del ponteggio?

Per i ponteggi che rientrano negli schemi-tipo autorizzati non è necessario il progetto, e devono essere realizzati come previsto dal “disegno esecutivo”contenuto nel Pi.M.U.S.

Nell’allegato A del libretto di autorizzazione ministeriale si trovano infatti le configurazioni per le quali sono state eseguite le prove. Gli schemi tipo sono costituiti dai disegni di tutti gli elementi che costituiscono il ponteggio. Sono indicati il tipo e la posizione del marchio, lo schema d’insieme del ponteggio, l’indicazione dei correnti, delle diagonali sia di facciata che in pianta, parasassi, disposizione degli ancoraggi, altezza del ponteggio e larghezza degli impalcati, più alcuni esempi di allestimenti per i quali non sussiste obbligo di calcolo. Pertanto, il libretto attesta che rispettando gli schemi-tipo rappresentati nell’Allegato A del libretto, la stabilità è garantita dalle prove di carico effettuate. Il disegno è sempre obbligatorio e deve essere eseguito dal Capo Cantiere.

Se invece è necessario realizzare un ponteggio difforme dalla configurazione prevista dal libretto, si dovrà far eseguire un calcolo accompagnato da un elaborato grafico che rappresenti in modo dettagliato la nuova configurazione (si dovranno comunque impiegare solo gli elementi previsti dal libretto stesso). L’art. 133, D.Lgs. 81/2008 stabilisce che “i ponteggi di altezza superiore a 20 metri e quelli per i quali nella relazione di calcolo non sono disponibili le specifiche configurazioni strutturali utilizzate con i relativi schemi di impiego, nonché le altre opere provvisionali, costituite da elementi metallici o non, oppure di notevole importanza e complessità in rapporto alle loro dimensioni ed ai sovraccarichi, devono essere eretti in base ad un progetto comprendente:

a) calcolo di resistenza e stabilità eseguito secondo le istruzioni approvate nell’autorizzazione ministeriale;

b) disegno esecutivo.

In tutte le autorizzazioni ministeriali si trovano schemi-tipo fino ad una altezza massima di 20 m., quindi per qualsiasi ponteggio la cui altezza superi i 20 m., anche se perfettamente aderente allo schema tipo, è necessario eseguire un calcolo di verifica. Ossia quando l’estradosso dell’ultimo impalcato si trovi a più di 20 m di altezza, misurata dal punto di appoggio più basso del ponteggio.

I commi 2 e 3 dell’art. 133 sopra citato specificano che “dal progetto, che deve essere firmato da un ingegnere o architetto abilitato a norma di legge all’esercizio della professione, deve risultare quanto occorre per definire il ponteggio nei riguardi dei carichi, delle sollecitazioni e dell’esecuzione”, e che “copia dell’autorizzazione ministeriale e copia del progetto e dei disegni esecutivi devono essere tenute ed esibite, a richiesta degli organi di vigilanza”.

Il progetto deve quindi essere corredato da relazione di calcolo a firma di ingegnere o architetto abilitati all’esercizio della professione, e deve contenere tutto quanto é necessario ai fini della realizzazione.

Che cos’è il Pimus, il piano di montaggio, uso e smontaggio dei ponteggi?

Il Pimus (Piano di montaggio, uso e smontaggio) è un documento operativo di sicurezza che il datore di lavoro dell’impresa che monta, trasforma e smonta un ponteggio deve redigere, prima di iniziare le attività sul ponteggio. E’ uno strumento che si affianca ai piani già presenti nel cantiere (Pos e Psc), che contiene le informazioni e le indicazioni operative per lo specifico contesto di cantiere al quale si riferisce, che integra il Pos dell’impresa esecutrice del ponteggio, come esito della specifica valutazione dei rischi per lavori in quota degli addetti alla realizzazione del ponteggio, che detta caratteristiche e modalità per la gestione del ponteggio stesso.

 

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