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Piano di Emergenza ed Evacuazione Aziendale e Procedure

La necessità di una visione globale di tutti i rischi lavorativi e non all'interno di un'azienda

© Protezione civile
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Nelle aziende ci sono vari Piani di sicurezza per le misure da attuare in caso di primo soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave e immediato, come previsto dal D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81. Il Piano di Emergenza ed Evacuazione aziendale (PEE) è un documento che individua l’insieme delle operazioni da mettere in essere, allo scopo di ridurre al minimo l’esposizione ai rischi connessi all’attività lavorativa o a situazioni di eventi eccezionali.
Il PEE viene redatto dal datore di lavoro, in collaborazione con il RSPP e gli addetti alle emergenze.
Nel PEE aziendale devono essere considerate tutte le condizioni che a seguito di un avvenimento accidentale, comportino dei rischi alla sicurezza delle persone, quali incendio, esplosioni e scoppi, fughe di gas, crolli e allagamenti, infortuni al personale, malori, black-out, avarie e guasti ai sistemi di sicurezza degli impianti tecnologici e di processo, dispersione di sostanze pericolose, eventi naturali eccezionali (terremoti, alluvioni, trombe d’aria, …), sabotaggi e altre condizioni di pericolosità, derivanti da fatti e situazioni accidentali e non prevedibili.
La normativa cogente prevede inoltre l’informazione sui rischi e la formazione del corpo lavorativo aziendale su tutte le procedure da intraprendere in materia di protezione.

Quali sono gli obiettivi del PEE?

La valutazione dei rischi all’ interno di un’azienda assume caratteristiche diverse a seconda della dimensione e dell’attività lavorativa svolta. Una prima macro analisi dell’ambiente di lavoro ed una successiva dettagliata indagine di rischi specifici, permette di avere una visione globale di tutte le problematiche esistenti o che si possono verificare.
La conoscenza del processo produttivo e la valutazione dei rischi è il primo step per analizzare tutti i pericoli, possibili ed imprevedibili, durante il lavoro, esaminando ogni ambiente in azienda, i processi produttivi, le macchine e le attrezzature, al fine di individuare, per ciascuna mansione, rischi specifici e le conseguenti misure da adottare.
La normativa sulla sicurezza obbliga la presenza di piani antincendio, piani di evacuazione ed alcune aziende sono dotate anche di adeguati e completi piani di sicurezza da eventi naturali calamitosi.
Ma la disposizione di piani di sicurezza redatti in tempi diversi ed ognuno rispondente alla specifica normativa, causa la presenza di documenti che non dialogano tra di loro, creando strategie operative spesso non uniformi, pur avendo lo stesso obiettivo finale. Molti eventi possono essere causa di incidenti successivi. Pensiamo ad un evento naturale calamitoso come il sisma, che può provocare oltre a crolli delle strutture, l’innesco di incendi ed allagamenti, a seguito di rottura di impianti, con rischi relativi.

Controllo generale

La stesura di un unico piano di sicurezza che preveda ogni tipo di evento eccezionale, comporta un controllo generale di situazioni di crisi che possono scaturire contemporaneamente.
La conoscenza del luogo di lavoro in tutti i suoi spazi, in tutte le lavorazioni, in tutte le procedure produttive, consente di analizzare ed adottare la più opportuna procedura, a tutela dei lavoratori e dell’attività produttiva.
L’emergenza nell’ambito lavorativo-aziendale viene vissuta in maniera completamente diversa rispetto ad altre realtà, perché il lavoratore ha una conoscenza approfondita del proprio ambiente di lavoro, ma relativa dell’insieme aziendale, non avendo dimestichezza spesso della localizzazione delle varie vie di uscita, a seconda del luogo dove si trova.

Cosa deve contenere il PEE?

Nella compilazione del PEE, elementi fondamentali da considerare sono:
•    tutti gli ambienti di lavoro, con le loro peculiarità, rischi e vie di esodo;
•    l’ubicazione degli allarmi, la centrale di controllo generale ed dei vari impianti ed il relativo processo da applicare;
•    il numero degli addetti presenti alle varie fasi lavorative e la loro ubicazione;
•    tutti i rischi a cui sono esposti i lavoratori;
•    presenza e numero di lavoratori esterni alla normale attività aziendale;
•    informazione del personale sui rischi;
•    procedure da attuare per l’evacuazione;
•    le procedure per la chiamata dei soccorsi, cosa segnalare per essere efficaci e non perdere tempo e fornire la necessaria assistenza durante l’intervento;
•    specifiche misure per assistere le persone disabili.

Organigramma della gestione?

Il PEE deve inoltre identificare le persone incaricate a gestire e sovrintendere l’attuazione delle procedure previste, soggetti che richiedono il possesso di requisiti fondamentali, professionali e comunicativi, per un corretto ed efficiente coordinamento nell’ emergenza.
La necessità di uno schema di flusso per la gestione dell’evento, identificando in modo chiaro i ruoli nella catena di comando, i compiti assegnati ad ogni lavoratore incaricato delle sue responsabilità nell’ emergenza e la gerarchia che esiste tra i vari incaricati, identifica con estrema precisione il percorso che va dall’origine degli ordini, fino ai loro destinatari, affrontando in modo più efficace e risolutivo lo stato di crisi.

La sicurezza improvvisata

La conoscenza e la formazione alle procedure di emergenza ed evacuazione in un contesto di crisi evita situazioni di improvvisazione ed il verificarsi di stati di panico, causa di circostanze maggiormente pericolose e difficili da gestire.
L’addestramento e le esercitazioni periodiche sono un esercizio per la verifica della funzionalità del piano stesso. Durante un’emergenza gli addetti alla sua gestione devono già sapere quel che devono fare e la formazione e le esercitazioni periodiche servono ad acquisire dei veri e propri automatismi, chi fa che cosa.
Situazioni di crisi non adeguatamente previste, organizzate e gestite, comportano, oltre al rischio di infortuni al personale, ingenti danni economici ed il blocco dell’attività produttiva aziendale.

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