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Prevenzione incendi, quando la strategia funziona: il caso Stef

Una best practice in materia di prevenzione del rischio incendio analizzata fase per fase: è quella attuata dal Gruppo Stef, attiva nel mercato italiano del trasporto e della logistica a temperatura controllata

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La prevenzione incendi, quando è attivata secondo strategie consone e intelligenti, funziona non solo sul piano della sicurezza, ma anche economico. Vi riportiamo di seguito l’analisi di un caso esempio, una best practice realizzata direttamente sul territorio italiano.

La Stef Italia conta 28 piattaforme distribuite su tutto il territorio nazionale, movimenta oltre 250 milioni di colli e trasporta e distribuisce più di 1 milione di tonnellate di merce all’anno. Nel 2014 ha realizzato un fatturato di oltre 229,6 milioni di euro ed ha nel proprio organico oltre 590 dipendenti e 1.500 collaboratori indiretti. Specializzata nel groupage nazionale ed internazionale, la branch italiana del Gruppo propone servizi quali carichi completi e parziali.
Fanno parte del Gruppo italiano anche Stef International, business unit dedicata al trasporto internazionale e Stef Seafood, business unit dedicata alla logistica e al trasporto dei prodotti ittici.

Best Practice: la politica di prevenzione incendi concordata con l’Assicurazione
Il rischio incendio rappresenta un tema molto rilevante per ogni Società in quanto può avere conseguenze devastanti sia sotto il profilo della salute e sicurezza dei lavoratori, sia sotto il profilo dei danni materiali che può arrecare all’attività imprenditoriale.
Per tale motivo, da anni il Gruppo Stef ha deciso di investire e gestire in maniera innovativa tale rischio, cercando delle soluzioni condivise con l’Assicurazione che rappresenta un interlocutore importante in tale ambito.
Da alcuni anni Stef ha quindi concordato con la compagnia di Assicurazione una “Politica per la prevenzione del rischio incendio” grazie alla quale è garantita un’elevata copertura da parte dell’Assicurazione a fronte dell’esecuzione da parte della Società di una serie di obblighi e prescrizioni concordate per limitare e prevenire i rischi.
Stef ha quindi impostato la propria attività sulla base di quelli che definisce i c.d. “tre obblighi del gruppo”, ossia:
1) rispetto degli obblighi di legge;
2) rispetto degli obblighi assicurativi;
3) rispetto degli obblighi dettati dalle buone pratiche.

Nel concreto, il documento condiviso con l’Assicurazione indica le regole e gli standard condivisi tra le parti che il Gruppo s’impegna a rispettare.
Si tratta di un programma estremamente concreto che prende in esame tutti gli aspetti legati alla prevenzione e alla protezione del rischio incendio, sia dal punto di vista strutturale-immobiliare-impiantistico, sia dal punto di vista comportamentale e organizzativo.

Tale documento formalizza ad esempio:
– le distanze minime che devono essere rispettate per la sosta degli automezzi nel piazzale della filiale;
– il divieto di mantenere gli automezzi in ribalta presso la filiale quando sono inattivi;
– le modalità di stoccaggio dei bancali con l’indicazione della distanza minima dagli edifici che deve essere rispettata a seconda che il sito sia dotato o meno di uno sprinkler;
– il controllo delle installazioni elettriche tramite termografia ad infrarossi da parte di un’impresa qualificata almeno una volta all’anno;
– i materiali da utilizzare nella costruzione delle celle frigorifere ed in generale nella struttura;
– la definizione delle aree con divieto di Fumo e l’individuazione di apposite aree attrezzate per i fumatori;
– l’effettuazione e la registrazione di ronde settimanali e ispezioni mensili, da parte del personale Stef, per la verifica del funzionamento degli impianti d’allarme e l’integrità dei sistemi di compartimentazione;
– l’effettuazione di specifiche analisi dei rischi e l’identificazione in apposite mappe dei punti sensibili e di gestione dell’emergenza;
– la gestione preventiva dei permessi di “lavoro a caldo” e dei controlli successivi a tali lavori;
– l’implementazione di un sistema di audit interni e da parte di enti terzi, tra cui la stessa compagnia di assicurazione;
etc.

L’obiettivo finale è quello di creare un sistema di prevenzione del rischio incendio complessivo che sia in grado di mettere in sicurezza le filiali, dal punto di vista progettuale, tecnico ed organizzativo. Ne deriva che, per quanto riguarda la prevenzione incendi, oltre agli obblighi di legge previsti dal T.U. n. 81/2008, Stef rispetta una serie di requisiti e protocolli tecnici di prevenzione ulteriori, inseriti nel programma concordato con l’Assicurazione.

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Il piano concordato con l’Assicurazione prende in esame anche l’aspetto formativo e prevede l’obbligo di effettuare un piano di formazione triennale dedicato al 100% della forza lavoro, in merito all’utilizzo degli estintori. Ne deriva che tutti i lavoratori del Gruppo devono ogni triennio effettuare tale formazione specifica sull’uso degli estintori. Si tratta di un piano di formazione ulteriore e diverso rispetto a quello previsto T.U. n. 81/2008 al termine del quale viene eseguita anche una prova di spegnimento. Questo piano formativo rappresenta un’importante operazione culturale che, grazie ad una maggiore sensibilizzazione di tutti i lavoratori, garantisce un supporto ed una collaborazione maggiore a favore della squadra antincendio nominata.

Anche questa tipologia di formazione, come quella prevista dal T.U. n. 81/2008, deve essere documentata tramite i relativi registri e attestati di frequenza.
Al fine di facilitare la comprensione e la reperibilità di tali regole e di tutto quanto stabilito a tutela della salute, della sicurezza e dell’ambiente, tali aspetti sono stati tradotti anche graficamente, ricreando nella intranet aziendale l’immagine di una filiale che, a seconda dei luoghi, indica le regole, le procedure, le istruzioni, i moduli etc. da rispettare.

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Immagine di una filiale

L’intranet è stata creata in maniera esperienziale e riporta anche esempi e fotografie concrete; in tal modo viene garantita uniformità di azione da parte di tutte le filiali dislocate sul territorio nazionale e ciò ha portato a risultati positivi in termini di consapevolezza ed efficacia preventiva.

Best Practice: Il sistema dei Controlli del rischio antincendio
Una volta individuate le regole e le procedure da rispettare per la prevenzione del rischio incendio, il Gruppo Stef ha organizzato anche un articolato sistema di controllo che prevede i seguenti diversi livelli di audit:
– da parte di una società di consulenza esterna specializzata, Studio Alfa S.r.l., che effettua una verifica all’anno presso tutte le 23 filiali del Gruppo in Italia e predispone i relativi report.
Il consulente esterno conosce tutti i termini dell’accordo con l’Assicurazione e pertanto svolge dei controlli mirati e di anno in anno verifica l’attuazione di quanto indicato nel report precedente, indicando eventuali nuove azioni.
Nei report vengono indicate le principali osservazioni ed eventuali non conformità.
Inoltre, a fine anno il consulente esterno predispone una relazione finale su quanto rilevato e sul futuro piano di azione, che viene illustrata all’Assicurazione.

A titolo esemplificativo si riportano alcune slide di sintesi della citata relazione.
– Da parte del RSPP e del Delegato alla Sicurezza che in occasione delle proprie verifiche periodiche in materia di sicurezza sul lavoro e nel relativo piano di azione (PDA) prendono in considerazione anche la gestione del rischio incendio.

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Slide di sintesi

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Slide di sintesi

– Da parte della direzione tecnica-immobiliare attraverso i Responsabili Tecnici Immobiliari che si occupano degli aspetti legati agli immobili e alla sicurezza.
– Da parte dei referenti Tecnici di Filiale che effettuano una ronda settimanale ed una ispezione mensile, prendendo in esame una serie di aspetti indicati in una specifica check-list, tra i quali rientrano anche gli obblighi concordati nel programma assicurativo.
– Da parte degli incaricati dell’Assicurazione che una volta all’anno effettuano verifiche a campione su almeno 4 filiali.

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Check-list

Nell’ipotesi in cui l’audit assicurativo indichi delle prescrizioni, l’Assicurazione formalizza la sua richiesta ed il termine entro cui occorre adempiere, dopodiché il Gruppo indica la modalità con la quale intende adempiere ed il relativo responsabile aziendale che vi deve provvedere.

Per la gestione di tale processo, è stato creato un file (denominato “PAeC”, ossia Piano di Azione Immobiliare in Corso), che viene condiviso tra le parti e nel quale vengono indicate le azioni tecniche da realizzare, il responsabile che vi deve provvedere, lo stato di avanzamento, la data di realizzazione, etc.
Oltre a questo file, viene predisposto anche un ulteriore documento (c.d. “Piano di Azione”) nel quale invece viene indicato il “valore di partenza” ed il “valore finale” e dal quale emerge quindi in maniera evidente il processo di miglioramento da un punto di vista della prevenzione della sicurezza, in riferimento al SGSL.

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Piano di Azione

Alla luce di tali Best Practice, Stef non solo sta tutelando la sicurezza e l’attività d’impresa, ma sta anche consolidando in tutti i lavoratori una concreta cultura della prevenzione del rischio incendio.

Approfondimento: La sicurezza in ambienti confinati, tra rischi e responsabilità

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