Regola tecnica di prevenzione incendi autorimesse: analisi e casi pratici | Ingegneri.info

Regola tecnica di prevenzione incendi autorimesse: analisi e casi pratici

Una lettura commentata della nuova Regola Tecnica verticale, accompagnata dall’illustrazione di alcuni casi progettuali tipici nei quali sono state applicate le recenti disposizioni

incendio_autorimessa
image_pdf

Il 3 marzo 2017 è stato pubblicato il Decreto 21 febbraio 2017 recante “Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per le attività di autorimessa”. Si tratta della nuova Regola tecnica (RTV) di prevenzione incendi per le autorimesse, alternativa alle disposizioni vigenti (D.M. 1° febbraio 1986, D.M. 22 novembre 2002 e s.m.i.) e sviluppata a modifica e integrazione del Codice di Prevenzione Incendi.
Il presente contributo del professionista antincendio ing. Filippo Cosi propone una lettura commentata della nuova RTV e descrive la sua applicazione ad alcuni casi progettuali tipici, analizzandone vantaggi, svantaggi e differenze rispetto alle norme tradizionali, introducendo alcune ipotesi applicative della Fire Safety Engineering.

La nuova Regola Tecnica Verticale sulle autorimesse
Sul numero 52 del 3 marzo 2017 della Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il Decreto 21 febbraio 2017 recante “Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per le attività di autorimessa”. Entra in vigore il trentesimo giorno dalla pubblicazione, ovvero il 2 aprile 2017.
In allegato al suddetto decreto è riportata la (tanto attesa) nuova Regola tecnica (RTV) di prevenzione incendi per le autorimesse.
La nuova RTV è alternativa alle disposizioni vigenti (D.M. 1° febbraio 1986, D.M. 22 novembre 2002 e s.m.i.) ed è sviluppata a modifica e integrazione del Codice di Prevenzione Incendi.
Il presente contributo del professionista antincendio ing. Filippo Cosi propone una lettura commentata della nuova RTV e descrive la sua applicazione a 6 casi progettuali tipici, analizzandone vantaggi, svantaggi e differenze rispetto alle norme tradizionali, introducendo alcune ipotesi applicative della Fire Safety Engineering.

Campo di applicazione
La nuova regola tecnica verticale si applica alle attività di autorimessa di superficie complessiva coperta superiore a 300 m2 , individuate con il numero 75 di cui all’allegato I del D.P.R. n. 151/2011, esistenti alla data di entrata in vigore del D.M. 21 febbraio 2017, ovvero per quelle di nuova realizzazione. Si può applicare a queste attività in alternativa alle specifiche norme tecniche di prevenzione incendi di cui al decreto del Ministro dell’interno del 1° febbraio 1986 e al decreto del Ministro dell’interno del 22 novembre 2002 e s.m.i.

N. Attività Categoria
A B C
75 Autorimesse pubbliche e private, parcheggi pluriplano e meccanizzati di superficie complessiva coperta superiore a 300 m2; locali adibiti al ricovero di natanti ed aeromobili di superficie superiore a 500 m2; depositi di mezzi rotabili (treni, tram ecc.) di superficie coperta superiore a 1.000 m2. Autorimesse fino a 1.000 m2
ricovero di natanti ed aeromobili oltre 500 m2 e fino a 1000 m2
Autorimesse oltre 1.000 m2 e fino a 3.000 m2 Autorimesse oltre 3000 m2; ricovero di natanti ed aeromobili di superficie oltre i 1000 m2; depositi di mezzi rotabili
Attività n. 75 dell’Allegato I al D.P.R. n. 151/2011

Ai fini dell’applicazione della nuova RTV, non sono considerate autorimesse:
aree coperte destinate al parcamento di veicoli ove ciascun posto auto sia accessibile direttamente da spazio scoperto, o con un percorso massimo inferiore a 2 volte l’altezza del piano di parcamento;
spazi destinati all’esposizione, alla vendita o al deposito di veicoli provvisti di quantitativi limitati di carburante per la semplice movimentazione nell’area.

Modifiche al codice di prevenzione incendi
Le modifiche apportate dal D.M. 21 febbraio 2017 al D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi):
• modifica l’allegato 1 integrandolo con il capitolo «V.6 – Attività di autorimessa»;
• all’art. 1 comma 2 (disposizioni alternative) vengono aggiunte le lettere o) e p) che fanno riferimento alle norme tecniche vigenti sulle autorimesse ( D.M. 1° febbraio 1986 e D.M. 22 novembre 2002);
• con riferimento all’attività n. 75 viene estesa la possibilità di applicare le nuove norme (Codice e nuova RTV) non solo ai depositi di mezzi rotabili e ai locali adibiti al ricovero di natanti e aeromobili, ma anche alle autorimesse pubbliche e private, i parcheggi pluriplano e meccanizzati di superficie coperta maggiore di 300 m2.

Le altre regole tecniche verticali pubblicate dopo il Codice P.I.
Il Codice di Prevenzione Incendi è stato già integrato, nei mesi scorsi, con:
D.M. 8 giugno 2016 (G.U. n. 145 del 23-6-2016) recante la nuova RTV per le attività di ufficio e che ha introdotto il nuovo capitolo V.4 del Codice;
D.M. 9 agosto 2016 (G.U. n. 196 del 23-8-2016) recante la nuova RTV per le attività ricettive turistico-alberghiere e che ha introdotto il nuovo capitolo V.5 del Codice.

Analisi della nuova RTV e confronto con le norme tradizionali
La nuova RTV introduce interessanti modifiche alle definizioni ed al metodo di classificazione delle attività in oggetto, in analogia con le altre RTV sviluppate sulla base del Codice (Uffici e Attività ricettive). L’analisi completa delle modifiche e delle novità viene rimandata alla prossima pubblicazione di un apposito E-book sulla progettazione delle attività di autorimessa, eseguita in conformità sia alle norme tradizionali che alla nuova RTV e con diversi spunti relativi all’applicazione della Fire Safety Engineering.
Importante novità della nuova RTV è infatti l’introduzione di indicazioni di Fire Safety Engineering specifiche per le autorimesse, in particolare per la scelta degli scenari di incendio da analizzare e per le curve di incendio RHR da utilizzare nelle simulazioni.
La progettazione con la F.S.E. dovrebbe consentire in molti casi di eseguire una progettazione antincendio che non si limiterà alla semplice dimostrazione del disposto normativo, bensì alla quantificazione dei livelli di sicurezza garantiti dalle misure antincendio riferite alle soluzioni adottate dal progettista, anche di tipo alternativo ed in deroga rispetto al Codice di P.I.
Un maggior onere a carico del progettista antincendio si tradurrà in una maggiore flessibilità progettuale, con vantaggi sia per i progettisti che per i committenti e, in molti casi, in un discreto risparmio economico per la realizzazione di costruzioni sicure dal punto di vista dell’incendio.

Applicazione della nuova RTV ad alcuni casi progettuali
Nel presente contributo viene descritta l’analisi condotta su alcuni casi progettuali, relativi ad autorimesse ricadenti in diverse classificazioni secondo la nuova RTV.
Si vedrà come le varie misure antincendio da adottare dipendono:
• dall’apertura al pubblico o meno;
• dalla geometria (superficie e numero dei piani, interrati o fuori terra);
• dalle pertinenze ed adiacenze di altre attività.
Per ciascuno dei casi analizzati sono riportate le soluzioni conformi prescritte dal Codice e dalla nuova RTV. Nel caso si ritenga necessario o conveniente scegliere misure differenti, si può far riferimento alle misure alternative ed in deroga con le modalità descritte dal Codice, anche facendo uso dei metodi della Fire Safety Engineering.

Per leggere l’analisi completa, scarica il pdf alla fine dell’articolo.

Impianti di protezione attiva. Livelli di prestazione
Di seguito si riporta uno schema riassuntivo dei livelli di prestazione richiesti dalla nuova RTV per le principali misure di protezione attiva.

Autorimesse private – SA

Impianto Sprinkler Altezza antincendio del fabbricato
Superficie dell’attività o del compartimento HA HB HC HD
AA X X X X
AB X X V V
AC V V V V
AD V V V V

 

Rete idranti esterna Altezza antincendio del fabbricato
Superficie dell’attività o del compartimento HA HB HC HD
AA X X X X
AB X X X/V X/V
AC X/V X/V X/V X/V
AD V V V V

 

SEFC Altezza antincendio del fabbricato
Superficie dell’attività o del comportamento HA HB HC HD
AA interrata X X V V
AB interrata X X V V
AC interrata X X V V
AD interrata V V V V
Fuori terra X X X X

Autorimesse pubbliche – SB

Impianto Sprinkler Altezza antincendio del fabbricato
Superficie dell’attività o del compartimento HA HB HC HD
AA X X X X
AB X X V V
AC V V V V
AD V V V V

 

Rete idranti esterna Altezza antincendio del fabbricato
Superficie dell’attività o del compartimento HA HB HC HD
AA X X X X
AB X X X/V X/V
AC X/V X/V X/V X/V
AD V V V V

 

SEFC Altezza antincendio del fabbricato
Superficie dell’attività o del comportamento HA HB HC HD
AA interrata X X V V
AB interrata X X V V
AC interrata V V V V
AD interrata V V V V
Fuori terra X X X X

Progettazione con la Fire Safety Engineering

Figura 2

Rappresentazione grafica delle curve di temperatura

La Fire Safety Engineering usa metodi ingegneristici, incluse simulazioni fluidodinamiche con software CFD (Computational Fluids Dynamics), mediante la simulazione realistica dello sviluppo di un incendio. Tale modellazione viene svolta in molteplici scenari di incendio, al fine di valutare ed ottimizzare le caratteristiche del fabbricato che rivestono particolare importanza per la sicurezza delle persone (propagazione di fumo e specie tossiche, incremento della temperature…) oltre che per la stabilità e sicurezza stessa dell’edificio (in particolare l’impatto delle alte temperature sugli elementi strutturali in genere). L’analisi dell’edificio o di una parte dello stesso viene svolta mediante i metodi FSE e sviluppando simulazioni di incendio in diversi scenari critici, concordati con il Comando VV.F.

I vantaggi della Fire Engineering
E’ utile ricordare i vantaggi della progettazione antincendio con i metodi della Fire Engineering:
Autorimesse: maggiore flessibilità nella progettazione e risparmi economici;
Deroghe antincendio: maggiori possibilità di successo mediante il metodo ingegneristico;
Risparmi: notevoli risparmi economici e di tempo per la messa a norma;
Assicurazioni: risparmio sulla polizza di assicurazione, anche grazie al SGSA (Sistema di gestione della Sicurezza Antincendio) sviluppato con la Fire Engineering;
Magazzini logistici: flessibilità e possibilità di riconversione per stoccaggio di materiali diversi;
Edifici complessi: valutazioni progettuali approfondite anche mediante normative antincendio straniere;
Architetture prestigiose: progetto antincendio adeguato alle esigenze architettoniche, anche in deroga;
Edifici storici e tutelati dalla Soprintendenza: messa a norma antincendio nel pieno rispetto dei vincoli.

Per concludere si ritiene doveroso chiarire che un progetto sviluppato con il Codice oppure con la F.S.E., indipendentemente dai vantaggi che è possibile sfruttare, consente di quantificare analiticamente il livello di sicurezza antincendio raggiunto dall’attività.
L’applicazione efficace delle misure di prevenzione e protezione più idonee nel caso specifico permette di risparmiare ulteriori interventi onerosi, finalizzati al semplice rispetto di norme prescrittive che a volte mal si adattano al fabbricato e non rappresentano sempre un indice reale di sicurezza.

Figura 3

Modello 3D di un’autorimessa costruito al CAD

Figura 4

Modellazione di incendio di un’autorimessa con jet fan: fumi e vettori di velocità

Figura 5

Modellazione di incendio di un’autorimessa: isosuperfici di temperatura

Figura 6

Modellazione di incendio di un’autorimessa: vettori di velocità di spinta del jet fan

Figura 7

Modellazione di incendio di un’autorimessa: vettori di velocità di spinta del jet fan

Cliccando il pulsante “Scarica il file” potete eseguire il download dell’analisi con i casi pratici

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Regola tecnica di prevenzione incendi autorimesse: analisi e casi pratici Ingegneri.info