Rischio caduta dall'alto: nuova legge in Campania | Ingegneri.info

Rischio caduta dall’alto: nuova legge in Campania

I progetti di interventi edilizi dovranno contenere l'indicazione delle misure di prevenzione adottate ed essere integrati da un elaborato tecnico della copertura.

image_pdf
 In vigore dal 21 novembre, la Legge della Regione Campania n. 31 del 20 novembre 2017 (Burc n. 84 del 20 novembre) recante “Disposizioni in materia di prevenzione e protezione dei rischi di cadute dall’alto nelle attività in quota su edifici”, modifica la legge regionale 27 febbraio 2007, n. 3 “Disciplina dei lavori pubblici, dei servizi e delle forniture in Campania”.
La nuova legge regionale aggiunge, dopo l’articolo 53 della Lr n. 3/2007, n. 3, l’art. 53bis Tipologie di interventi e misure di prevenzione e protezione. In base al tale novella, i progetti relativi ad interventi edilizi soggetti a permesso di costruire o a segnalazione certificata di inizio attività (Scia) riguardanti le coperture piane e inclinate di edifici nuovi o esistenti:
a) devono contenere l’applicazione di misure di prevenzione e protezione, quali ad esempio sistemi di ancoraggio permanenti, che consentono lo svolgimento di attività in quota, il transito e l’accesso in condizioni di sicurezza;
b) sono integrati da un elaborato tecnico della copertura che, con riferimento alle misure di prevenzione e protezione, contiene le indicazioni progettuali, le prescrizioni tecniche, le certificazioni di conformità e quant’altro necessario ai fini della prevenzione e protezione dei rischi di caduta dall’alto.
L’elaborato tecnico della copertura
L’elaborato tecnico della copertura integra, quando previsto, il fascicolo dell’opera (art. 91, comma 1, lettera b) Dlgs n. 81 del 9 aprile 2008), altrimenti costituisce documento autonomo da allegare alla richiesta del titolo abilitativo. L’elaborato tecnico deve essere aggiornato nel caso di interventi che determinano modifiche strutturali dell’edificio o della semplice manutenzione della copertura.
L’elaborato va custodito dal proprietario o amministratore del condominio ed è messo a disposizione di coloro che successivamente alla realizzazione degli interventi edilizi svolgono attività in quota sulle coperture o sulle facciate.
Le richieste di interventi edilizi soggetti a permesso di costruire o a Scia che prevedono un rischio di lavoro in quota di altezza superiore a 2 metri rispetto ad un piano stabile, sono corredate anche dai documenti attestanti che i soggetti addetti ad operare in quota hanno ricevuto una formazione e un addestramento adeguati alla tipologia di attività.
La Giunta regionale, con proprio regolamento, individuerà le prescrizioni tecniche in relazione alle misure di prevenzione e protezione, specificherà l’elaborato tecnico e le modalità di presentazione, e  disciplinerà anche le modalità e le prescrizioni per lo svolgimento delle attività incluse nell’ambito di applicazione, per prevenire i rischi di infortunio a seguito di caduta dall’alto nelle attività in quota.
Ricordiamo che:
  • l’art. 122 del Dlgs n. 81/2008 (come modificato dal Dlgs. n. 106/2009), dispone che “nei lavori in quota, devono essere adottate, seguendo lo sviluppo dei lavori stessi, adeguate impalcature o ponteggi o idonee opere provvisionali o comunque precauzioni atte ad eliminare i pericoli di caduta di persone e di cose conformemente ai punti 2, 3.1, 3.2 e 3.3 dell’allegato XVIII”;
  • l’art. 126 dello stesso decreto legislativo, riguardante i cantieri temporanei o mobili, impone che “gli impalcati e ponti di servizio, le passerelle, le andatoie, che siano posti ad un’altezza maggiore di 2 metri, devono essere provvisti su tutti i lati verso il vuoto di robusto parapetto e in buono stato di conservazione”.

LEGGI ANCHESolai, coperture e altri lavori speciali: guida alla sicurezza

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Rischio caduta dall’alto: nuova legge in Campania Ingegneri.info